La salute dentale passa per il microbioma orale

Alitosi, parodontite e carie, il nemico è dietro l’angolo. Ed ecco che ricorriamo a una di quelle famose bombe antibatteriche per risciacqui quotidiani, al fine di ottenere una bocca impeccabile e “sterilizzata”. Purtroppo però, oltre al germe nemico abbiamo perso anche il nostro amato microbiota orale (leggi per approfondimenti). E, per di più, ci ritroviamo con ipertensione e un aumentato rischio di diabete, come confermato da recenti studi. Coincidenze? No, è solo una questione di nitrato.

Il nitrato nella cavità orale

Le ghiandole salivarie rappresentano un serbatoio concentrato di nitrato, con concentrazioni fino a 10 volte maggiori rispetto al plasma. Normalmente, il nitrato in circolazione deriva prevalentemente dalla dieta, in particolare frutta e verdura. A livello della cavità orale esiste infatti una simbiosi batterica in grado di convertire il nitrato della dieta in nitrito. A sua volta, il nitrito in circolazione contribuisce alla vasodilatazione dei vasi sanguigni, alias ad abbassare la pressione sanguigna. Pertanto, la distruzione del microbiota orale, potrebbe comportare dei problemi persino per la nostra salute cardiovascolare.

Quando parliamo di nitrato e salute orale e cardiometabolica è importante spiegare il tipo di nitrato al quale facciamo riferimento. Una certa disinformazione ha costantemente ostracizzato questo composto nell’opinione collettiva, per cui cibi ad elevato contenuto di nitrato si assocerebbero con lo sviluppo di cancro.

Ebbene, quando si fa riferimento a queste evidenze scientifiche, si parla prevalentemente dell’eccessivo consumo di alimenti processati ad elevato contenuto di sali di nitrato. Il sale di nitrato, ad effetto conservante, viene normalmente aggiunto alle carni processate quali wurstel, baicon e affettati, per prevenire la contaminazione batterica. Il problema consiste nella conversione metabolica di questi nitrati, in composti detti N-nitrosi, che sono quelli potenzialmente cancerosi, in quanto coinvolti nella produzione di specie ossidative.

Ovviamente si tratta di una conversione che avviene ad elevate concentrazioni di nitrato assunto con la dieta e in assenza di un ambiente antiossidativo, che creerebbe invece l’assunzione di alimenti ricchi in antiossidanti, quali frutta e verdura.

Infatti la frutta e la verdura, oltre a prevenire la formazione di composti N-nitrosi, sono in realtà le principali fonti dietetiche di “nitrato buono”, quello che non è in forma di sale.

Il nitrato per un microbiota orale sano

La presenza di un microbiota orale in equilibrio è fondamentale affinché le specie batteriche responsabili della conversione del nitrato in nitrito non vengano distrutte. Diversi studi sono stati effettuati sugli effetti sistemici di un microbiota orale “in salute”.

Recentemente, uno studio condotto da alcuni ricercatori del Center for Advanced Research in Public Health (FISABIO) a Valencia, in Spagna, ha illustrato gli effetti del nitrato sul microbiota orale di 12 soggetti sani. L’incubazione in vitro dei campioni di saliva ottenuti dai partecipanti con una concentrazione moderata di nitrato (pari a quella di un pasto ricco in frutta e verdura) ha dimostrato una riduzione significativa di lattato, oltre che un aumento della concentrazione di ammonio e del pH.

Allo stesso tempo, gli esperimenti condotti dimostrano che il nitrato non sembrerebbe stimolare la formazione di biofilm batterici, principali responsabili di infiammazioni della cavità orale.

L’analisi tassonomica del microbiota orale ha dimostrato, invece, un aumento dei generi batterici Nisseria e Rothia, noti per le loro proprietà riduttrici del nitrato.

Mentre, diversi generi batterici normalmente associati alla formazione di carie dentali sono diminuiti, tra cui Streptococcus, Veilonella e Oribacterium, oltre che generi associati a parodontiti quali Porphyromonas, Fusobacterium, Leptotrichia, Prevotella e Alloprevotella.

In conclusione, afferma Bob Rosier, il principale autore di questo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Scientific Reports, la supplementazione di nitrato ha un effetto diretto sulle comunità batteriche orali portando ad una loro rapida modulazione e potenziale attività benefica per la salute umana e si presenterebbe come un potenziale prebiotico.

La dieta, questa grande amica

E’ evidente, pertanto, che curando la nostra alimentazione, è possibile alimentare in maniera corretta anche quel nostro amico chiamato microbiota, tanto a livello della cavità orale come intestinale. Diverse sono infatti le specie batteriche che svolgono un’attività simbiotica con il nostro organismo, fornendo dei prodotti metabolici fondamentali per la nostra biochimica, a cambio di alcuni derivati dalla dieta, come per esempio il nitrato proveniente dai vegetali.

Il piatto del mangiare sano secondo Harvard
Figura 1: il piatto di un’alimentazione equilibrata, creato dagli esperti di nutrizione di Harvard

In generale, è importante mantenere una dieta il più variata possibile, con la promessa di consumare un surplus di alimenti contenenti composti antiossidanti e polifenoli, quali frutta e verdura, ma anche frutti secchi (Figura 1).

Serena Galiè

Fonti

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