Pericolose flatulenze ed eruttazioni degli animali da allevamento

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Inquinamento e gas a effetto serra

Ormai è chiaro, stiamo vivendo un periodo estremamente critico per l’ambiente e si fanno sempre più spazio ipotesi riguardo le possibili cause dell’inquinamento. La comunità scientifica accusa principalmente le attività antropiche che avrebbero causato un netto peggioramento delle condizioni climatiche a partire dalla Rivoluzione Industriale. Un tale peggioramento è indubbiamente dovuto all’emissione di gas a effetto serra quali l’anidride carbonica (CO2), il protossido d’azoto (N2O), il metano (CH4) e gas fluorurati (F-gas).

meccanismo di azione dei gas serra nell'ambiente prodotti anche dagli animali da allevamento

Figura 1 – Meccanismo d’azione gas serra

Impatto dell’industria alimentare

L’industria alimentare, in particolar modo, produce circa il 26% dei gas serra, di cui il 14,5% è impiegato per l’allevamento. Senza naturalmente considerare l’enorme perdita a livello di biodiversità. Tutto ciò ha un enorme impatto sull’inquinamento e sulle risorse idriche.

Dunque la soluzione potrebbe essere quella di mangiare meno carne, giusto?

Si, ma non del tutto.

gas serra prodotti dall'industria alimentare degli animali da allevamento

Figura 2 – Gas serra prodotti dall’industria alimentare

Eruttazioni e flatulenze degli animali da allevamento

Si fa sempre più spazio la teoria per la quale buona parte dell’emissione dei gas a effetto serra è dovuta alla cosiddetta fermentazione enterica che influisce per il 39% del suddetto 14,5%. Tale fermentazione enterica si esplica attraverso eruttazioni e flatulenze degli animali utilizzati per l’allevamento.

Fa indubbiamente sorridere il sol pensare che tali processi fisiologici possano in qualche modo avere un impatto deleterio sull’ambiente eppure molti studiosi lo indicano come un problema tutt’altro che divertente.

Metanogeni: alla base del problema

Secondo uno studio svolto da un gruppo di scienziati dell’Università di Otago in Nuova Zelanda, e pubblicato sul International Society for Microbial Ecology Journal, sarebbe opportuno ricercare la responsabilità del problema, a monte, a livello dello stomaco degli animali da allevamento. Qui infatti vive un gruppo di microrganismi, chiamati metanogeni, che sarebbero responsabili della produzione di metano.

I metanogeni sono organismi appartenenti al dominio degli Archea. Sono anaerobi obbligati e vivono in ambienti privi di ossigeno, come appunto il tratto digerente i alcuni esseri viventi aiutandoli a degradare composti complessi quali ad esempio la cellulosa. I principali substrati che i metanogeni utilizzano sono l’idrogeno, la CO2, l’acetato, il metanolo, formato, mono-, di- e tri-metilammine e alcuni alcoli.                

Possibili soluzioni

Proprio per contrastare questo reale quanto serio problema, molti sono gli studi e le ricerche che si stanno effettuando per poter agire sullo stile di vita, la dieta e il tipo di allevamento di questi animali, sfruttando anche la conoscenza dei metanogeni, protagonisti indiscussi del processo fermentativo. “Reducing food’s environmental impacts through producers and consumers” è uno degli articoli di particolare interesse in tale ambito, pubblicato su Science.

E’ dunque tanto affascinante quanto fondamentale lo studio dei microrganismi nell’ambito della salvaguardia del nostro pianeta, per poter incorrere in un progressivo e netto miglioramento delle condizioni ambientali attualmente presenti.

Fonti

Informazioni su elenapanariello 3 Articoli
Studentessa del Corso di Laurea in Scienze Biologiche.

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