Pierre Marie Alexis Millardet

Pierre Marie Alexis Millardet fu un botanico francese che si occupò delle malattie delle viti, che colpirono duramente la produzione francese nella seconda metà dell’800. Inventò il primo fungicida.

Biografia

Ritratto di Pierre Millardet
Figura 1 – Ritratto di Pierre Marie Alexis Millardet (1838 – 1902)

Pierre Millardet (Figura 1) nacque il 13 Dicembre del 1838 a Montmirey-la-Ville, un piccolo villaggio che sorge nel cuore della Bourgogne-France Comté, regione francese dove si producono alcuni tra i migliori vini al mondo; questo è un particolare importante, come vedremo in seguito.

Frequentò le vicine università tedesche di Heidelberg e Friburgo, per poi fare ritorno in Francia dove conseguì un dottorato in Scienze e uno in Medicina. Nel 1869 divenne assistente insegnante presso l’Università di Strasburgo.

Pochi anni più tardi, nel 1876 e fino al suo ritiro dall’insegnamento avvenuto nel 1899, divenne professore ordinario di botanica presso l’Università di Bordeaux.

Contributo scientifico: le malattie delle piante

Millardet ebbe molto da fare in qualità di esperto di botanica, poiché durante la sua vita professionale accadde un fatto molto particolare, mai successo prima in Europa, destinato a cambiare per sempre il modo di fare viticoltura nel mondo.

Nella seconda metà del XIX secolo, una strana morìa di viti interessò alcune zone della Francia. I coltivatori inizialmente notarono delle escrescenze gialle sulle foglie, poi, a malattia già in fase avanzata e con la pianta ormai morta, scoprirono che le radici erano letteralmente ricoperte da queste strane tumefazioni. Si trattava di galle, dovute alla presenza di un insetto nuovo e mai visto prima in Europa: la fillòssera della vite.
Questo afìde fu introdotto “per sbaglio” anni prima, dagli Stati Uniti, paese da cui si importavano le radici della pianta poiché risultavano più resistente all’oidio, malattia causata da Ascomiceti.

Per salvare le colture locali, Millardet ed il suo mentore, il botanico Jules Émile Planchon, idearono un metodo di coltura basato sull’utilizzo di radici di viti americane, più resistenti a questo parassita, sulle quali venivano innestate le piante indigene. Questo metodo, in vigore ancora ai giorni nostri, cambiò radicalmente la viticoltura in Europa e nel mondo.

Focus: la “poltiglia bordolese”

Millardet affrontò con successo anche un’altra piaga che colpì le viti in quegli anni; un’epidemia di peronospora, causata dalla Plasmopora viticola, oomicete originario dell’America e diffusosi in Europa verso la fine del XIX secolo.

Si tratta di una malattia trofica, in cui questo fungo si comporta da parassita e sottrae sostanze nutritive alle piante, che vanno incontro a necrosi.

Millardet trovò presto un rimedio efficace. Sapeva che lo zolfo poteva combattere con successo l’oidio, grazie ad un’intuizione venuta anni prima al conte Ludwig von Comini-Sonnenberg. Quello che non sapeva era se questo elemento fosse efficace anche verso questa malattia. Inoltre, lo zolfo è particolarmente tossico per il terreno, per cui i coltivatori erano restii a misure così drastiche.

Si racconta che mentre stava osservando alcune delle colture colpite dalla malattia, notò che solo le piante all’estremità dei campi, che davano sulla strada, erano perfettamente sane, mentre quelle più centrali presentavano i segni della malattia. Incuriosito da questo fatto, scoprì che gli agricoltori, per evitare che la gente di passaggio raccogliesse l’uva, avevano cosparso le piante con un preparato a base di solfato di rame e lime, che oscurava ovviamente il sapore del frutto.

Fu a questo punto che ideò un miscuglio, più efficace e meno tossico, che prenderà poi il nome di “poltiglia bordolese”. Il preparato si ottiene unendo in acqua il solfato di rame, attivo contro il fungo, con dell’idrossido di calcio, aggiunto per diminuire la fitotossicità. Il farmaco si applica poi in diverse parti della pianta e in più momenti della sua crescita, assumendo quindi una funzione più preventiva che curativa.
Si tratta di uno dei primi fungicidi di successo utilizzati su larga scala. In poco tempo, Millardet riuscì a debellare questa malattia e a salvare, di fatto, l’intera filiera vitivinicola.

Premi e riconoscimenti

Lo scultore francese Gaston Veunevot-Leroux eresse una statua in suo onore, visitabile nei giardini pubblici di Bordeaux.

Fonti

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: