Da Salieri a Streptococcus, chi ha ucciso Mozart?

Sono numerose le morti di personaggi celebri avvolte dal mistero, che con il passare del tempo cambiano sfumature passando da un assassino all’altro. Talvolta, scontrandosi con la cruda realtà dei fatti e con strumenti di analisi sempre più sofisticati, capita che questo alone di mistero cada completamente per mostrare una verità assai meno leggendaria.

Due di questi famosi casi sono stati le morti di Mozart e di Napoleone.

Due morti apparentemente scollegate, connesse unicamente per la classe a cui i piccoli assassini facevano parte, cioè quella dei batteri, e per l’aver saputo suscitare le storie più leggendarie ed avventurose, da subdoli tradimenti ad avvelenamenti nell’ombra.

Oggi vi parlerò della morte di Mozart.

Wolfgang Amadeus Mozart (noto compositore austriaco che si dilettò anche come pianista, organista, violinista e clavicembalista) nacque a Salisburgo (Austria) il 27 gennaio 1756, da una famiglia di musicisti. Grazie al suo genio e ad una esposizione molto precoce al mondo della musica, Mozart iniziò a comporre all’età di soli 5 anni, arrivando a portare a termine circa 600 opere nell’arco della sua vita, e guadagnandosi la fama di uno dei massimi esponenti del classicismo musicale settecentesco, oltre all’appartenenza alla Prima scuola di Vienna insieme a Franz Joseph Haydn e Ludwig van Beethoven.

Questo uomo straordinario morì all’età di soli 35 anni, e dalle ceneri del grande compositore sorsero subito varie leggende, più o meno fantasiose, su chi o cosa fosse il responsabile della morte prematura di una figura che tanto aveva regalato ma ancora tanto avrebbe potuto donare al mondo della musica.

Mozart morì nella sua casa a Vienna il 5 dicembre 1791, ed il suo certificato di morte riporta la dicitura “hitziges Frieselfieber” (cioè “febbre miliare acuta”), una definizione insufficiente per identificare la patologia nella medicina odierna.

La vera causa della morte del musicista è avvolta dal mistero per una serie di motivi: in primis, non venne mai eseguita un’autopsia completa sul cadavere, inoltre la sepoltura della salma in una fossa comune non permise mai l’identificazione del corpo e quindi l’analisi dei resti. A queste mancanze si somma la convinzione della moglie Costanz che Mozart fosse stato avvelenato con del mercurio (nonostante non fossero stati descritti i tipici tremori in punto di morte).

Tra le varie ipotesi si era annoverata quella di trichinosi, una malattia parassitaria che si contrae mangiando carne, diffusa al tempo e compatibile con quanto aveva scritto il compositore in una lettera 6 settimane prima della morte, un periodo compatibile tra l’incubazione ed il manifestarsi della malattia.. supposizione però contrastata dall’assenza di mialgia, tipicamente presente e non descritta nel caso di Mozart. E’ stata ipotizzata, ancora, una febbre reumatica; in effetti il compositore in età infantile era stato colpito da ripetuti attacchi dovuti probabilmente ad una infezione da streptococco e la febbre reumatica avrebbe potuto causare nefrite ed insufficienza renale. Questa ipotesi tuttavia non spiegherebbe del tutto alcuni sintomi che hanno preceduto il decesso. Infine, si è parlato di sifilide ed avvelenamento da mercurio, leggenda, quest’ultima, avallata da numerose opere scritte a seguito della sua morte. In questo caso, l’avvelenamento sarebbe stato ad opera del compositore italiano Antonio Salieri, che avrebbe commissionato il Requiem, rimasto incompiuto alla morte di Mozart, per poi ucciderlo ed appropriarsene, suonandolo al funerale dello stesso Wolfgang; la causa scatenante sarebbe stata la forte gelosia che Salieri provava per il talento di Mozart.

In tempi più recenti, la morte prematura del grande compositore è stata analizzata più approfonditamente da un gruppo di patologi austriaci e olandesi, che ha condotto una serie di ricerche epidemiologiche sulle principali cause di decesso della popolazione negli ultimi anni di vita di Mozart.

Gli autori dello studio hanno esaminato almeno 5000 casi di morte segnalati nel periodo in cui morì Mozart (dal 1791 al 1793) scoprendo che, dopo la tubercolosi e la malnutrizione, l’edema era la terza causa di morte. A Vienna, in particolare, era identificabile un disturbo molto comune negli uomini coetanei a Mozart nel dicembre del 1791, tanto da far pensare ad una piccola epidemia causata da streptococco.

Lo studio pubblicato da Richard H. C. Zegers e colleghi sulla rivista The Annals of Internal Medicine oltre a partire dallo studio sulle malattie che colpivano i contemporanei di Mozart a Vienna, si basarono anche sulle testimonianze degli ultimi giorni di vita di Mozart, caratterizzati da febbre alta, eruzioni cutanee, malessere, dolore alla schiena e gonfiore.

 

Streptococcus pneumoniae al microscopio ottico e su piastra

 

In definitiva, l’infezione da streptococco sarebbe stata la causa scatenante, che in seguito si sarebbe complicata andando a ledere la funzionalità delle reni (sindrome nefritica acuta causata da glomerulonefrite post-streptococcica).

Gli streptococchi sono batteri gram-positivi di forma sferica, responsabili di infezioni dirette alle vie aeree e urinarie (via di infezione secondaria) e capaci di scatenare un’infezione anche alla pelle e, in determinate condizioni, di estenderla a tutto il corpo con pericolose setticemie, senza contare che una conseguenza dell’attacco da streptococco avrebbe potuto essere una polmonite, letale all’epoca di Mozart.

Zegers rimane comunque cauto sul dare un giudizio: altre patologie potrebbero concordare con questa sintomatologia, per fugare ogni dubbio sarebbe quindi necessaria un’analisi più approfondita dei dati epidemiologici.

 

Laura Tasca

Fonti:

  • The Annals of Internal Medicine, Wikipedia
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Francesco Centorrino

Sono Francesco Centorrino e sono il creatore di Microbiologia Italia. Mi sono laureato a Messina in Biologia con il massimo dei voti ed attualmente lavoro come microbiologo in un laboratorio scientifico. Amo scrivere articoli inerenti alla salute, medicina, scienza, nutrizione e tanto altro.

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