Stafilococco, killer misterioso di Caravaggio

Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, ebbe una vita alquanto inquieta, segnata da risse, processi e accoltellamenti. Scappato da Roma dopo aver commesso un omicidio, cercò tregua a Napoli e infine a Malta dove fu imprigionato dai Cavalieri, a causa delle notizie provenienti da Roma. Evaso dal carcere raggiunse nuovamente Napoli e da lì sbarcò in Maremma, in attesa della grazia papale. Il 18 Luglio del 1610, all’età di 39 anni, il pittore “maledetto” morì a Porto Ercole.

Ritratto di Caravaggio

La morte del tormentato pittore fu attribuita ad una febbre da infezione intestinale, teoria esclusa dal team composto da medici forensi e antropologi, diretti dal microbiologo Giuseppe Cornaglia.

Accanto una chiesa di Orbetello, nei pressi dell’ospedale in cui morì Caravaggio, una fossa comune ha destato l’attenzione dei ricercatori; per individuare la salma, hanno cercato un uomo tra i 35 e i 40 anni, alto 1 metro e 65 centimetri. Tra i nove cadaveri, dopo l’analisi con il carbonio-14, solo uno era del Seicento. Inoltre, analizzando il Dna e confrontandolo con il profilo genetico di individui appartenenti alle famiglie Merisi o Merisio, si è evinto appartenesse alla stessa famiglia.

Con l’ausilio di un gruppo italo-francese dell’Istituto di malattie infettive di Marsiglia guidata da professori Didier Raoult e Michel Drancourt, esperti in medicina legale, si è giunti alla verità sul caso all’interno del dente del Caravaggio. Grazie a metodi di rilevamento di DNA, hanno individuato i batteri presenti nell’organismo dell’artista alla sua morte, all’interno della polpa dei canini e degli incisivi. A destare attenzione è stata la presenza dello Stafilococco aureus.

Caravaggio sarebbe morto per setticemia provocata dallo Stafilococco aureus. Tale batterio penetra nell’organismo umano se agevolato, come ad esempio da una coltellata. Infatti, il Caravaggio fu ferito a Napoli durante una rissa, prima di giungere in Toscana, dove probabilmente a causa dell’infezione morì.

Ancora una la microbiologia incrocia la storia.

Veronica Nerino

Fonte:

www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(18)30571-/fulltext



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Biologa. Analista presso impianto di potabilizzazione dell'acqua. Comprovata esperienza in tecniche analitiche per la ricerca di indicatori di igiene di processo e sicurezza alimentare, ha coordinato la sezione di microbiologia in ambito alimentare e ambientale di un laboratorio accreditato. In continuo aggiornamento in campo microbiologico.

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