Tubercolosi: nuove frontiere terapeutiche

Tubercolosi: cos’è?

La tubercolosi è una patologia molto diffusa. Si stima che almeno un quarto della popolazione mondiale sia infetto. L’agente eziologico che causa tale malattia è un micobatterio, il Mycobacterium tuberculosis, le cui particelle si diffondono per via aerea andando a infettare l’apparato respiratorio dell’uomo e arrivando a causare anche gravi danni (si vedano, per dire, le lesioni cavitarie o le manifestazioni extrapolmonari quali l’infezione ossea).

Segni e sintomi della tubercolosi
Figura 1 – Segni e sintomi della tubercolosi

Farmaci antitubercolari

Dagli anni ’50, in cui è stato messo in commercio il primo farmaco antitubercolare, l’isoniazide – che assieme a rifampicina, pirazinamide e etambutolo fa parte del trattamento di prima scelta – sono stati fatti numerosi passi avanti.

Si pensi, per esempio, alle nuove rifamicine, antibiotici naturali e semisintetici utilizzati come antitubercolari di prima scelta, e non solo (lo spettro d’azione delle rifamicine comprende anche il Mycobacterium leprae, agente eziologico della lebbra, così come altri batteri sia Gram-positivi che negativi).

Oggi però, nuove frontiere terapeutiche stanno dando ottimi risultati per il trattamento e la cura di quella che, un tempo, era la “malattia dei romantici“.

La bedaquilina ne è un esempio, in quanto mostra una struttura molecolare completamente diversa dai tipici antitubercolari: se questi ultimi hanno struttura semplice, come l’isoniazide (derivato dell’acido nicotinico), la pirazinamide (derivato dell’acido pirazinoico), la bedaquilina ha un nucleo chinolinico trisostituito, ma che riesce comunque a dare un rescue, anche molto efficiente, della patologia, inibendo selettivamente la ATP-sintetasi del micobatterio. In questo modo il patogeno soffre di carenza energetica, andando inevitabilmente incontro a morte.

Polemiche sulla Bedaquilina

Sebbene la bedaquilina sia molto efficace, in quanto ha come target sia i bacilli tubercolari attivi che quiescenti, è stata, dal 2012 – anno in cui è stata sintetizzata – ad oggi, oggetto di diverse proteste e polemiche a causa del suo caro prezzo: si pensi che una confezione da poco meno di 200 compresse da 100mg costi più di trentamila euro. Ciò ha, ovviamente, suscitato scalpore tra la comunità.

Una petizione portata avanti da Medici Senza Frontiere vuole far abbassare il prezzo di tale farmaco rendendolo a disposizione di tutti, data la sua importanza.

In alternativa a strutture come quella della bedaquilina, nuovi antibiotici prevedono una struttura molto più complicata. Esempi sono dei derivati lipidici della tunicamicina, un antibiotico simil-nucleosidico in grado di inibire la sintesi della parete cellulare di alcuni batteri.

L’attività di questi analoghi, il cui scheletro carbonioso risulta enormemente complesso, data la quantità di strutture e gruppi funzionali presenti, è indirizzata verso il M. tubercolosis.

La loro sintesi sta aprendo strade allo sviluppo di nuovi tipi di antibiotici, rendendo i farmaci sempre più selettivi per il trattamento di una specifica patologia.

Ringraziamo il gruppo The Medical Alphabet per la gentile concessione.

Fonti:

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