Urobioma ed implicazioni microbiologiche

L’urina non è sterile

Prove di comunità microbiche nel tratto urinario (il microbioma urinario o urobioma) sono emerse meno di un decennio fa. Studi più recenti sono ora focalizzati sulla caratterizzazione dell’urobioma e le sue associazioni con la salute umana e le malattie.

L’urina all’interno del tratto urinario sano è stata a lungo considerata sterile sulla base di tecniche di coltura limitate disponibili in passato. Tuttavia, questo vecchio dogma è stato messo in discussione dopo l’applicazione del sequenziamento genico del rRNA 16S  e la coltura quantitativa urinaria espansa (EQUC) con spettrometria di massa (MALDI-TOF).

Quali specie batteriche nell’urobioma

L’urobioma ha una bassa biomassa rispetto al microbioma vaginale ma, vi sono comunque una discreta varietà di taxa batterici riscontrabili nelle urine cateterizzate di individui asintomatici. La coltura batterica di EQUC e il sequenziamento del gene rRNA 16S hanno mostrato la presenza di Lactobacillus, Corynebacterium, Streptococcus, Actinomyces, Staphylococcus, Gardnerella e Bifidobacterium.

Fok et al. riportano il sequenziamento dell’rRNA 16S di 126 donne adulte da urina e campioni vaginali e perineali. Il lattobacillo era il più abbondante nelle urine (30%) e vagina (26%). Un altro importante studio ha rivelato che i batteri della vescica sono diversi da quelli che abitano l’intestino – anche gli isolati della stessa specie differiscono sostanzialmente; in misura minore, lo stesso è vero per i batteri vaginali.

Modificazioni dell’urobioma in patologie

Un recente studio ha confrontato campioni di urina di donne asintomatiche con donne con incontinenza urinaria mista, tutte le partecipanti in menopausa. Si è trovata una forte predominanza (>50%) di lattobacilli, per cui i ricercatori hanno ipotizzato che alcuni ceppi di lattobacilli potrebbero dare sintomi urinari o, meglio, che gli altri taxa batterici non-lattobacilli, dell’urobioma, possano scatenare le problematiche.

In un altro studio ( n = 113), rispetto alle donne asintomatiche, il microbioma urinario di donne con UUI (incontinenza urinaria d’urgenza) vede un aumento di Gardnerella e diminuzione dell’abbondanza del genere Lactobacillus.

Inoltre, il confronto specie a livello della microflora in coltura da EQUC con spettrometria di massa MALDI-TOF ha mostrato che L. gasseri è più frequentemente in UUI mentre L. crispatus era più frequente nei controlli asintomatici.

Il meccanismo biologico alla base di queste associazioni a livello di specie all’interno del genere Lactobacillus è sconosciuto; possono indicare ruoli diversi di L. gasseri e L. crispatus nel mantenere un ambiente urinario sano. Tuttavia, la rilevazione predominante di L. gasseri in UUI e L. crispatus in assenza di UUI potrebbe anche rappresentare un epifenomeno che riflette la possibile crescita eccessiva di L. gasseri come risposta squilibrata all’esaurimento di L. crispatus e di altre specie di Lactobacillus. Ad esempio, è stato dimostrato che la colonizzazione epiteliale da parte di L. crispatus è più vulnerabile all’esaurimento da parte degli agenti patogeni protozoari urogenitali rispetto a L. gasseri.

Un recente studio di Abernethy et al. ha suggerito che il microbioma potrebbe svolgere un ruolo nell’IC (cistite interstiziale). In questo studio, l’analisi dell’rRNA 16S ha determinato che il microbioma delle urine di donne cateterizzate ( n = 40) con IC non era dominato da un singolo genere ed il Lactobacillus era molto meno presente  rispetto alle donne asintomatiche.

Abernethy et al. ha anche mostrato che L. acidophilus era associato a punteggi meno gravi sull’indice dei sintomi IC. L. acidophilus è noto per alleviare l’infiammazione ed è commercializzato come probiotico.

Questi risultati offrono ulteriori prove a sostegno dell’importanza di alcune specie di Lactobacillus nell’ambiente sano della vescica.

Stato dell’arte

Quindi, nonostante il numero degli studi sia ancora relativamente limitato, non tutti RCT e le dimensioni ridotte dei campioni, l’evidenza cumulativa suggerisce che alcune specie di Lactobacillus possano svolgere un ruolo nel mantenimento di un ambiente vescicale sano.

Maggiore diversità batterica in assenza di Lactobacillus è associato a UI di urgenza e resistenza al trattamento anticolinergico per questa condizione. L’uso degli antibiotici può aiutare la persistenza degli uropatogeni, anche l’anamnesi del paziente, la menopausa, gli ormoni steroidei sessuali e l’indice di massa corporea possono influenzare il microbioma urinario. 

Urobioma maschile

Per quanto riguarda l’urobioma maschile, gli studiosi hanno scoperto che più è alta la carica batterica in urina, più è alto il rischio di patologie urinarie correlate.

Più precisamente gli scienziati hanno scoperto che la gravità era associata a batteri rilevabili nelle urine, cioè, rispettivamente hanno trovato che vi era una presenza batterica nel 22,2% per LUTS lievi, 30,0% nei moderati e 57,1% degli uomini con LUTS gravi (P = 0,024).

Gli autori hanno concluso che solo uomini con sintomi urinari più gravi hanno più probabilità di avere batteri della vescica rilevabili rispetto a quelli con sintomi meno gravi o assenti.

Ci aspettiamo il boom delle pubblicazioni

Dalla scoperta e dalla conferma dell’urobioma umano, gli studiosi sono impegnati in studi altamente influenti per caratterizzare questa comunità microbica e capire come si relaziona con la salute umana e malattia.             

È necessario il consenso per la terminologia, la raccolta dei campioni, le tecniche di conservazione e approcci analitici. Lo anticipiamo i prossimi anni saranno contrassegnati da una solida ricerca in questo campo che porterà a miglioramenti clinicamente significativi nel trattamento di ampia varietà di disturbi del tratto urinario.

Fonti

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