Electra posidoniae

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Caratteristiche Morfologiche

Electra posidoniae (Gautier, 1954) è un briozoo endemico del mar Mediterraneo che cresce quasi esclusivamente sulla fanerogama marina Posidonia oceanica.

Posidonia epifiti
Fig. 1: Posidonia oceanica con foglie a diverso stadio di epifitismo [Alfredo Marchiò]

Electra posidoniae è un briozoo incrostante che forma colonie di zooidi (il singolo individuo dei Bryozoa) sulle foglie di Posidonia oceanica (sebbene sia stata osservata in rari casi su Zostera marina). Le colonie appaiono di colore bianco e sono poco calcificate; sono costituite da file di zooidi (in numero variabile da 1 a 4: zooidi uni-, bi- o semiseriati). Esse arrivano ai 10 cm di lunghezza, talvolta biforcandosi in maniera irregolare. Inoltre, la scarsa calcificazione permette una buona flessibilità del briozoo, funzionale alla crescita come epifita su una parte flessibile come le foglie delle piante marine.

Gli zooidi sono di forma ovale e misurano tra 0.5 e 0.8 mm, racchiusi da un involucro calcareo con doppia parete noto come zoecio; la parte all’interno è detta cistide mentre quella esterna polipide. Quest’ultimo comprende il lofoforo (che dava il nome al gruppo dei Lophophorata): è una cresta circolare che porta un gran numero di tentacoli ciliati ricoperti di muco. Essi catturano le particelle alimentari presenti nella colonna d’acqua.

Electra posidoniae
Fig. 2: Colonie di Electra posidoniae [Andrea Bonifazi]

Filogenesi

RegnoAnimalia
PhylumBryozoa
ClasseGymnolaemata
OrdineCheilostomatida
SottordineMembraniporina
SuperfamigliaMembraniporoidea
FamigliaElectriade
GenereElectra
SpecieElectra posidoniae
Tab. 1: Filogenesi di Electra posidoniae

Biologia

Electra posidoniae è un organismo filtratore, che sfrutta i tentacoli ciliati che si dipartono dal lofoforo per portare le particelle alimentari alla propria bocca; non solo trae nutrimento dalle particelle organiche bensì anche da microrganismi planctonici che rimangono intrappolati nel muco che avvolge i tentacoli.

Come gli altri briozoi, E. posidoniae si riproduce sia per via asessuale che per via sessuale; non solo si ritrovano difatti zooidi ermafroditi ma anche maschili o femminili simultaneamente nella stessa colonia. La fecondazione porta alla formazione di un embrione, da cui successivamente si sviluppa una larva trocofora particolare, chiamata “cifonauta“; si tratta di una forma di dispersione dalla lunga vita pelagica, da gennaio ad agosto. Infine la larva si adagia sulle foglie verdi di Posidonia oceanica, originando uno zooide solitario noto come “ancestrula“, che originerà la nuova colonia.

Lo sviluppo delle colonie è sincronizzato con il ciclo di P. oceanica, con lo sviluppo delle nuove colonie che raggiunge il suo massimo durante il picco di crescita delle foglie della pianta, tipicamente verso la fine dell’autunno e l’inverno.

Colonie electra briozoo
Fig. 3: Electra posidoniae, colonie poco sviluppate [Tigerente]

Ecologia

Electra posidoniae è un epifita di Posidonia oceanica e come tale, compete con altri organismi (come altri briozoi, idroidi, foraminiferi ed alghe incrostanti) per il substrato. Si tratta di una specie endemica del Mar Mediterraneo ed è il briozoo più numeroso presente nel nostro mare: è presente con circa 100’000 colonie per metro quadrato di prateria. In quanto epifita, il suo areale coincide obbligatoriamente con quello di P. oceanica. Si tratta pertanto tipico di acque trasparenti, con poca corrente, con fondi prevalentemente sabbiosi e poco impattati dall’uomo; quindi la profondità a cui possiamo ritrovarlo varia mediamente tra i 15 ed i 30 metri.

Nonostante l’abbondanza, sono i pochi i predatori di E. posidoniae: tra essi ritroviamo Polycera quadrilineata, un mollusco nudibranchio specializzato nel nutrirsi di briozoi; inoltre, è predato accidentalmente da organismi che pascolano le foglie di P. oceanica, come il riccio di mare (Paracentrotus lividus) o la salpa (Sarpa salpa)

predatore di briozoi
Fig. 4: Polycera quadrilineata, nubibranchio predatore specializzato in briozoi [Bernard Pincton]

Fonti

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