Frankliniella occidentalis

Caratteristiche generali

Frankliniella occidentalis è un insetto conosciuto anche con il nome di tripide occidentale dei fiori o tripide occidentale delle serre. Si tratta di un fitofago di importanza economica sia a causa dei danni che arreca alle colture sia in quanto vettore del fitovirus Tomato Spotted Wilt Virus. Il tripide è originario del Nord America, ma a partire dagli anni Settanta si è diffuso in molte aree del globo come conseguenza degli scambi commerciali. In Europa è stato osservato per la prima volta nel 1983 in alcune serre dei Paesi Bassi, mentre in Italia è stato segnalato a partire dal 1987 su colture ornamentali. La pericolosità di Frankliniella occidentalis è determinata dalla sua ampia gamma di ospiti: può infatti causare danni a numerose colture orticole come peperoncino, cetriolo e pomodoro nonché a piante da frutto del genere Prunus sp., Malus sp. e ornamentali quali ad esempio crisantemo, gerbera e rosa.

Descrizione di Frankliniella occidentalis

Frankliniella occidentalis (Figura 1) appartiene all’ordine dei Thysanoptera, famiglia Tripidae, genere Frankliniella. Si tratta di un insetto di dimensioni ridotte, da 1 a 3 mm e di colore variabile dall’ocra al marrone scuro. L’apparato boccale è di tipo pungente-succhiante, costituito da un numero di stiletti impari. Infatti, la mandibola destra è assente. Il rostro è corto composto da labbro superiore e inferiore, mentre gli stiletti perforatori sono formati dalle mascelle e dalla mandibola sinistra. Il corpo è allungato con capo ipognato. Quest’ultimo è provvisto di un paio di occhi composti tre ocelli e un paio di antenne corte e ravvicinate, formate da 6 a 10 articoli. L’adulto ha due paia di ali strette e bordate di frange. Morfologicamente Frankliniella occidentalis è difficile da identificare a livello di specie, per questo spesso si preferiscono utilizzare metodi molecolari di identificazione quali PCR e RT-PCR.

Adulto di Frankliniella occidentalis
Figura 1 – Adulto di Frankliniella occidentalis. [Fonte: wikimedia.org]

Ciclo biologico

Il ciclo biologico di questi tripidi si completa in 2-3 settimane con condizioni ambientali favorevoli (Figura 2). Frankliniella occidentalis, così come gli altri tripidi, ha uno sviluppo neometabolico che comprende due stadi da neanide attivi seguiti da due stadi pupali quiescenti che l’insetto svolge nel terreno. Le femmine adulte depongono le uova sulle piante o nei tessuti vegetali. Nei primi due stadi larvali la neanide è attera, tramite la suzione è in grado di acquisire il virus nutrendosi da una pianta infetta, ma non è in grado di trasmetterlo. Successivamente, durante lo stadio di prepupa e pupa l’insetto azzera la sua attività trofica e si sposta nel terreno; inoltre in questa fase compaiono gli abbozzi alari. Da adulto, l’insetto è in grado di trasmettere il virus con un periodo di ritenzione che dura per tutta la vita ma non avviene trasmissione transovarica, quindi non viene trasmesso alle uova.

 ciclo biologico di Frankliniella occidentalis
Figura 2 – ciclo biologico di Frankliniella occidentalis. [Fonte: Shimat Joseph, University of Georgia]

Danni

I danni causati da Frankliniella occidentalis sono di tipo diretto e indiretto. I primi si presentano su fiori e foglie a seguito dell’attività trofica e in parte a causa dell’ovideposizione; si creano infatti delle aree grigie che tendono a necrotizzare (Figura 3), e degli accartocciamenti della lamina fogliare in corrispondenza delle punture di suzione. I danni indiretti sono invece causati dalla trasmissione di virosi. Il virus maggiormente trasmesso è Tomato Spotted Wilt Virus che si manifesta sulle piante con macchie concentriche clorotiche e successivamente necrotiche, avvizzimento fogliare, riduzione dello sviluppo della pianta, bronzature sui frutti e decolorazioni. I tripidi possono trasmettere il virus in modo persistente propagativo. A seguito dell’acquisizione da parte delle neanidi, il virus si muove attraverso l’intestino medio e raggiunge le ghiandole salivari da cui verrà successivamente trasmesso dagli adulti alle piante ospiti.

Danno diretto su foglia causato da Frankliniella occidentalis
Figura 3 – Danno diretto causato da Frankliniella occidentalis. [Fonte: Whitney Cranshaw, Colorado State University, Bugwood.org]

Prevenzione, monitoraggio e lotta

La lotta nei confronti di Frankliniella occidentalis non è semplice, soprattutto in campo aperto, a causa delle piccole dimensioni dell’insetto, e dalla sua facilità di dispersione. Gli adulti, infatti, sono dotati di ali e sono facilmente mobili con il vento. In serra invece la lotta contro questi insetti è più semplice poiché l’ambiente chiuso e ridotto ne contingenta la diffusione. A causa dei danni che provocano alle colture, la presenza di tripidi adulti deve essere monitorata tramite trappole cromotropiche blu e gialle. Queste trappole attirano gli insetti grazie alla colorazione e li catturano tramite una sostanza adesiva di cui sono cosparse. Se le trappole vengono disposte in numero elevato possono essere utilizzate per una cattura massale dei tripidi. In alternativa la presenza di F. occidentalis può essere valutata individuando piante infette che mostrano sintomi di TSWV.

I mezzi di controllo mirano invece alla riduzione delle neanidi e delle pupe, in modo da diminuire le popolazioni di tripidi, tali metodi sono:

  • Agronomici, i quali consistono in rotazioni che hanno lo scopo di interrompere il ciclo biologico dei tripidi;
  • Chimici, tramite somministrazione di fitofarmaci, alternando prodotti con principi attivi e modalità di azione differenti per evitare fenomeni di resistenza nei confronti degli insetti;
  • Controllo biologico, tramite l’utilizzo di acari predatori di neanidi (Neoseiulus cucumeris e Amblyseius swirskii), nematodi entomopatogeni Steinernema feltiae e Trichoderma spp. la quale agisce tramite il biocontrollo, ma anche inducendo la difesa delle piante.

Fonti

  • https://gd.eppo.int;
  • https://www.agraria.org;
  • http://www.omafra.gov.on.ca;
  • Marullo R., Mound L. (2002). “Thrips and Tospoviruses” Proceedings of the 7th International Symposium on Thysanoptera;
  • Pappu H.R., Jones R. A. C., Jain R. K. (2009). “Global status of tospovirus epidemics in diverse cropping systems: Successes achieved and challenges ahead” Virus Research, 141: 219–236;
  • Ullman, D. E., Cho, J. J., Mau, R. F. L., Westcot, D. M., Custer, D. M. (1992). “A midgut barrier to tomato spotted wilt virus acquisition by adult western flower thrips” Phytopathology, 82: 1333–1342;
  • Rotenberg D., Kumar N., Ullman D., Willis M., German T., Whitfield A. (2009). “Variation in Tomato spotted wilt virus Titer in Frankliniella occidentalis and Its Association with Frequency of Transmission” The American Phytopathological Society, 99(4): 404-410.

Fonti immagini

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