Avvizzimento maculato del pomodoro

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Caratteristiche generali

L’avvizzimento maculato del pomodoro, detto anche bronzatura del pomodoro, è una patologia vegetale osservata per la prima volta in Australia nel 1919 da Brittlebank e segnalata in Italia nel 1989.

Si tratta di una malattia che attacca oltre 800 specie vegetali, comprese numerose piante di interesse agrario. Il patogeno che ne è responsabile causa ingenti danni alla produzione agricola, ed è pertanto inserito nella lista degli organismi da quarantena. La sua diffusione in areali diversi da quello di origine è dovuta all’adattamento dei tripidi, vettori della malattia, a seguito dei cambiamenti climatici.

Agente patogeno: il Tomato spotted wilt virus (TSWV)

L’agente eziologico della fitopatologia è il Tomato spotted wilt virus (TSWV), un virus appartenente alla famiglia Tospoviridae, genere Orthotospovirus, composto da ssRNA tripartito monocomponente circondato da pericapside. Sebbene questo rivestimento glicoproteico sia una caratteristica tipica dei virus che infettano gli animali, TSWV è uno dei pochi virus appartenenti alla famiglia Tospoviridae che infetta le piante.

Filogenesi

PhylumNegarnaviricota
ClasseEllioviricetes
OrdineBunyavirales
FamigliaTospoviridae
GenereOrthotospovirus
SpecieTomato spotted wilt virus
Tabella 1 – Tassonomia di TSWV (aggiornata al 2017).

Morfologia

Il virus dell’avvizzimento maculato del pomodoro presenta particelle virali sferiche con diametro di 80-120 nm. È un virus monocomponente con genoma a singolo filamento di RNA tripartito (Fig. 1). In particolare, gli acidi nucleici sono chiamati L (large ∼8,9 kb), M (medium ∼4,8 kb) e S (small ∼2,9 kb).

L’RNA-L ha espressione genomica negativa e codifica la proteina RdRp (polimerasi RNA dipendente). L’RNA-M invece è ambisenso e codifica in positivo la proteina non strutturale Nsm (adibita al movimento) e in negativo due glicoproteine (Gn e Gc). L’RNA-S, anch’esso ambisenso, codifica in positivo la proteina non strutturale NSs (soppressore del silenziamento), mentre in negativo la proteina N (nucleocapside che circonda i tre filamenti).

Infine, la particella virale ha un rivestimento esterno glicoproteico (pericapside o envelope) composto da Gn e Gc che formano picchi sulla superficie permettendo il riconoscimento con il vettore.

Struttura del virus Tomato spotted wilt virus
Figura 1 – Particella virale di TSWV.

Patogenesi

Il fitovirus causa infezioni sistemiche su colture annuali nelle prime fasi di sviluppo delle piante, determinando focolai primari.

Il virus dell’avvizzimento maculato del pomodoro è trasmesso in modo persistente propagativo da tripidi. Nello specifico, si tratta di insetti di piccole dimensioni (1-3 mm), con corpo allungato e dotati di due paia di ali strette bordate di frange e apparato boccale pungente-succhiante.
Nelle prime fasi larvali gli insetti acquisiscono il virus tramite punture trofiche di suzione, ma non sono ancora in grado di trasmetterlo. Questa capacità verrà infatti sviluppata durante lo stadio adulto. Il periodo di ritenzione dura per tutta la vita, ma nonostante ciò non avviene trasmissione transovarica, pertanto il virus deve essere acquisito da ogni generazione di tripidi.

Il vettore più efficiente è Frankliniella occidentalis (Pergande) (Fig. 2), importato dall’America, mentre prima del suo arrivo in Italia era trasmesso in modo meno efficiente da Thrips tabaci (Lindemann).

Frankliniella occidentalis, vettore dell’avvizzimento maculato del pomodoro
Figura 2 – Frankliniella occidentalis (Pergande). [Fonte: David Cappaert, Bugwood.org]

Sintomatologia

L’avvizzimento maculato del pomodoro si manifesta con un’ampia gamma di sintomi; essi variano a seconda del ceppo, della specie ospite, dell’età, nonché delle condizioni nutrizionali e ambientali della pianta. I sintomi possono essere osservati sulle foglie, sui fiori, sui piccioli e sui frutti.

Nello specifico, su pomodoro, pianta sulla quale il virus è stato osservato per la prima volta, si possono osservare macchie concentriche “ad anello” clorotiche che evolvono in necrosi (Fig. 3). Oltre a tali macchie, si manifestano avvizzimento fogliare, riduzione dello sviluppo della pianta, bronzature sui frutti acerbi e decolorazioni circolari sui frutti maturi.

Sintomi simili, accompagnati da mosaici e appassimenti, possono essere osservati anche sulle altre piante ospiti (Fig. 4).

Sintomatologia dell' avvizzimento maculato del pomodoro su pomodoro
Figura 3 – Sintomi di avvizzimento maculato del pomodoro su pomodoro. [Fonte: Elizabeth Bush, Virginia Polytechnic Institute and State University, Bugwood.org]
Sintomatologia avvizzimento maculato del pomodoro su foglia di cicoria
Figura 4 – Sintomi di avvizzimento maculato del pomodoro su cicoria. [Fonte: Gaia Cammareri]

Piante ospiti

TSWV è un patogeno molto polifago che comprende un’ampia gamma di piante ospiti coltivate, ornamentali e spontanee.
In particolare, le piante orticole infettate con maggior frequenza sono: carciofi (Cynara scolymus), melanzane (Solanum melongena), peperoni (Capsicum annuum), cicoria (Cichorium spp.), cucurbitacee, fave (Vicia faba), lattughe (Lactuca sativa), patate (Solanum tuberosum), tabacco (Nicotiana tabacum) e pomodori (Solanum lycopersicum).
Le principali piante ospiti ornamentali infettate sono specie appartenenti ai generi: Alstroemeria, Anemone, Antirrhinum, Aster, Begonia, Bouvardia, Calceolaria, Callistephus, Celosia, Cestrum, Columnea, Cyclamen, Dahlia, Dendranthema x grandiflorum, Eustoma, Fatsia japonica, Gazania, Gerbera, Gladiolus, Hydrangea, Impatiens, Iris, Kalanchoe, Leucanthemum, Limonium, Pelargonium, Ranunculus, Saintpaulia, Senecio cruentus, Sinningia, Tagetes, Verbena, Vinca e Zinnia.
Infine, le erbe spontanee presenti nei pressi delle colture possono essere serbatoi di TSWV.

Prevenzione e controllo

Non esistono veri e propri mezzi di controllo del virus; è quindi importante garantire un approccio di gestione integrato che comprenda:

  • Materiale di propagazione sano;
  • Cultivar resistenti;
  • Rotazioni colturali allo scopo di interrompere il ciclo biologico dei tripidi (svolto in parte nel terreno);
  • Eliminazione di erbe infestanti per minimizzare le possibili fonti di inoculo;
  • Controllo dei vettori tramite monitoraggio degli adulti con trappole cromotropiche;
  • Lotta contro i vettori tramite trattamenti fitosanitari o misure di controllo biologico.

Infine, oltre alla classica diagnosi con test sierologici (E.L.I.S.A.) e molecolari (RT-PCR) eseguiti in laboratorio, la presenza del virus può essere evidenziata direttamente in campo tramite test “lateral flow” immunocromatografici rapidi che utilizzano anticorpi specifici per TSWV. Grazie a tale metodo di semplice esecuzione, è possibile ottenere un esito in tempi molto rapidi.

Fonti

  • https://www.bugwood.org
  • https://gd.eppo.int/taxon/TSWV00
  • Adkins S. (2000). “Tomato spotted wilt virus positive steps towards negative success” Molecular plant pathology, 1(3): 151–157
  • EPPO/CABI (1997c) “Tomato spotted wilt tospovirus in: Quarantine pests for Europe (2nd ed)” 1379-1387. CAB International, Wallingford (GB)
  • Pappu H.R., Jones R. A. C., Jain R. K. (2009). “Global status of tospovirus epidemics in diverse cropping systems: Successes achieved and challenges ahead” Virus Research, 141: 219–236
  • Turina M., Kormelink R., Resende R. O. (2016). “Resistance to Tospoviruses in Vegetable Crops: Epidemiological and Molecular Aspects” Annual Review of Phytopathology, 54(1): 347–371
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