Il “tè di compost” per fornire microorganismi utili alle piante

Tè di compost: di cosa si tratta?

Il tè di compost è un composto organico utilizzato in agricoltura per le sue capacità di migliorare le condizioni e caratteristiche delle piante e del suolo dal punto di vista chimico, fisico, microbiologico e fitosanitario. È costituito da sostanze natura organica ed inorganica disciolte in una soluzione acquosa. Questi sono nutrienti immediatamente utilizzabili dalle piante su cui vengono irrorati, come azoto, fosforo e potassio, acidi umici e fulvici.

Figura 1: L'utilizzo di tè di compost favorisce le caratteristiche chimiche, fisiche, microbiologiche e fitosanitarie del suolo e delle piante.
Figura 1- L’utilizzo di tè di compost favorisce le caratteristiche chimiche, fisiche, microbiologiche e fitosanitarie del suolo e delle piante.

La componente principale da cui partire per ottenere un buon tè di compost è un compost di qualità. Associato agli additivi può influenzare maggiormente l’efficacia del prodotto finale. Anche l’età del compost può influenzare la qualità. Un compost più maturo ha una maggiore azione soppressiva nei confronti di patogeni come Botrytis cinerea rispetto ai compost più stabili. Se il compost di partenza non è di qualità (se contiene di metalli pesanti, etc.) elementi nocivi possono essere rilasciati nel tè di compost ed essere biodisponibili. Di conseguenza, ripetuti trattamenti portano ad un impatto negativo per l’ambiente e la salute umana. Generalmente, la salinità del tè di compost non raggiunge livelli fitotossici.

Gli additivi promuovo la crescita microbica e lo sviluppo di sostanze antifungine. Questi aumentano l’efficienza della soppressione e lo spettro d’azione nei confronti dei patogeni. Piccole quantità di additivi aggiunti al compost possono dare effetti di elevata entità. Il siero di latte, per esempio, aggiunto in piccole quantità può contrastare efficacemente la Peronospora della patata (Phytophthora infestans).

La componente microbica del tè di compost comprende batteri, funghi, protozoi e nematodi. Ostacolano lo sviluppo di patogeni, promuovono la crescita delle piante influenzandone la fisiologia, rendono più efficiente l’utilizzo di nutrienti. Ne consegue un miglioramento per le produzioni a livello qualitativo e quantitativo.

Quali caratteristiche può migliorare il tè di compost?

  • Fertilità chimica, grazie all’apporto di microelementi e macroelementi (quali azoto, fosforo e potassio) biodisponibili per le piante;
  • Fertilità microbiologica, attraverso l’apporto di microorganismi che aumentano la disponibilità di nutrienti e stimolano la crescita delle piante con la produzione di fitormoni;
  • Aspetto fitosanitario, miglioramento dovuto all’apporto di microorganismi antagonisti che si sviluppano durante il processo di compostaggio, come Bacillus spp. Inoltre, la somministrazione di tè di compost stimola lo sviluppo di microorganismi utili già presenti nel terreno. Questi operano nei confronti dei fitopatogeni nel terreno attraverso meccanismi di competizione per spazio e nutrienti, la produzione di sostanze antibiotiche, induzione di resistenza nella pianta;
  • Fertilità fisica, ovvero viene favorita la formazione di una struttura di tipo glomerulare, caratterizzata da elevato rapporto di areazione, ritenzione idrica del suolo e lavorabilità.

Come si prepara il tè di compost?

La preparazione del tè di compost avviene attraverso un processo di fermentazione o ossigenazione del compost posto in fase liquida. A seconda al processo scelto si ottiene un prodotto non areato (fermentazione) o areato (ossigenazione). Il processo è svolto in un bioestrattore, formato da un serbatoio dotato di dispositivo di areazione. Nel caso di produzione di un tè di compost areato, la somministrazione di ossigeno all’interno del serbatoio avviene in maniera uniforme, e può essere effettuata in due modi:

  • Con un continuo ricircolo dell’estraente con una con una pompa per liquidi;
  • Attraverso insufflazione di aria compressa nel serbatoio.

Per estraente si intende anche liquidi diversi dall’acqua. Solitamente sono liquidi di scarto dell’industria agro- alimentare (siero di latte, melassa, etc.). Molti hanno funzione di estraenti e di additivi (caseina, farina di pesce, etc.).

La componente principale per l’ottenimento di un buon tè di compost è un compost di qualità. Si può ottenere mettendo a compostare qualsiasi materiale organico. Elementi ideali sono residui colturali prodotti in serra (derivanti da ortaggi, etc.) e letame, a cui devono essere aggiunti matrici ligno- cellulosiche per ottenere una funzione strutturante (residui di potatura, gusci, etc.).

Figura 2: Per ottenere il compost, materiale di partenza per fare il tè di compost, i residui vegetali, letame, matrici ligno- cellulosiche vengono sottoposti al processo di compostaggio.
Figura 2 – Per ottenere il compost, materiale di partenza per fare il tè di compost, i residui vegetali, letame, matrici ligno- cellulosiche vengono sottoposti al processo di compostaggio.

I parametri da prendere in considerazione sono:

  • Rapporto ottimale compost : estraente = 1:10 in volume;
  • Tipo di estraente: quello più utilizzato è l’acqua priva di cloro e altre sostanze che potrebbero sopprimere la componente microbica utile;
  • Additivi: influenzano le caratteristiche chimiche e microbiologiche del composto finale;
  • Durata del processo: da poche ora e due settimane.

Componente microbica

Caratteristica del tè di compost è la presenza di una elevata diversità microbica, comprendente batteri, attinomiceti, lieviti e funghi saprofiti e micorrizici. Le componenti biotiche e abiotiche presenti nel tè di compost sono in sinergia tra loro, in quanto la componente abiotica svolge ruolo nutrizionale nei confronti di quella biotica. Inoltre, la componente abiotica presente nel composto esercita una pressione selettiva nei confronti della microflora, definendone la biodiversità. L’entità dei microorganismi presenti dipende dal processo cui i componenti vengono sottoposti, se fermentazione o ossigenazione.

Biostimolazione

Gli studi hanno permesso di osservare l’azione biostimolante che il tè di compost esercita sulle colture orto- frutticole su cui viene irrorato. Il suo impiego, inoltre, migliora l’adattabilità all’ambiente pedo- climatico e la produzione. Per dimostrarlo, potremmo fare numerosi esempi di colture che mostrano miglioramenti in seguito alla somministrazione di tè di compost sulle foglie o nel terreno.

Su pomodoro da industria trattato regolarmente ogni 10 giorni circa con compost di origine vegetale, si osserva un aumento della produzione di bacche (mediamente del 46%) in assenza di trattamenti anticrittogamici.

La somministrazione di tè di compost a livello radicale su piante di melone ha comportato un aumento della biomassa della pianta, dovuto alla presenza di sostanze con azione simile a quella di auxina e citochinina. Pare che questa attività di biostimolazione sia in parte dovuta alla presenza di acidi umici, che possono indurre incrementi produttivi incidendo sulla fisiologia della pianta.

Su vite trattata per via fogliare con acidi umici si notano aumento della crescita dei germogli, del contenuto di azoto e clorofilla nelle foglie, valori SPAD elevati, frutti di maggiori dimensioni, grado Brix, rapporto °Brix : acidità e pH superiori. L’acidità titolabile, invece, risulta inferiore.

Unica nota negativa che si verifica in alcuni casi è la presenza di macchie sui frutti trattati per via della colorazione del composto. Su uva da vino il trattamento può, in alcuni casi, comportare la morte di lieviti presenti sulla buccia. Inoltre, può avere effetto attrattivo nei confronti di insetti come le mosche della frutta.

Protezione delle colture

Una funzione molto importante svolta dai microorganismi che troviamo nel tè di compost è l’antagonismo nei confronti dei patogeni. Questo viene svolto mediante i meccanismi di micoparassitizzazione, antibiosi, competizione per spazio e nutrienti, induzione di resistenza.

Un buon contributo all’attività di protezione della coltura è dato da nutrienti e molecole organiche, promuovendo fenomeni di tossicità diretta, in grado di limitare o inibire l’attività di un patogeno fungino. A dimostrazione di ciò, gli acidi umici e fulvici somministrati su pomodoro a livello radicale in un suolo infetto da Fusarium spp. ha portato ad un aumento della produzione di bacche, e ad una riduzione di marciumi.

Su pesco e albicocco l’applicazione di tè di compost contenente acidi umici permette una riduzione dei fenomeni di gommosi dovuta all’azione del patogeno Botryosphaeria dothidea, ma anche a Lasiodiplodia theobomae. Su soia, invece, gli acidi umici hanno un buon effetto di induzione di resistenza contro Fusarium oxysporum.

Fonti



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