Malattie trasmissibili: cosa sono e come si classificano

Le prime manifestazioni epidemiche della pandemia di COVID-19 in Italia risalgono al 30 gennaio, quando due turisti provenienti dalla Cina sono risultati positivi al virus SARS-CoV-2 a Roma. Successivamente un focolaio di infezioni è stato rilevato a partire da 16 casi confermati in Lombardia il 21 febbraio, aumentati a 60 il giorno seguente con i primi decessi segnalati negli stessi giorni.

Ma perché si parla di pandemia? Quali sono i criteri di classificazione delle malattie trasmissibili? E, soprattutto, cosa sono?

Malattie trasmissibili

Per “malattia trasmissibile” si intende una malattia il cui agente causale può essere trasferito da un individuo a un altro.

Come prima cosa occorre fare una distinzione tra i termini sorgente, serbatoio, vettore e veicolo:

  • Si definisce sorgente di malattia il soggetto, uomo o animale, che elimina i parassiti consentendone la trasmissione ad altri per via aerea, oro-fecale, ecc;
  • Il serbatoio è, invece, il soggetto che alberga l’agente eziologico il quale non può essere trasmesso a meno che non vi sia l’intervento di vettori o agenti esterni (es. malaria). Va inoltre chiarita la definizione di serbatoio ambientale che costituisce la specie animale, vegetale o il substrato inanimato nel quale gli agenti eziologici possono sopravvivere e moltiplicarsi;
  • Il veicolo, o vettore meccanico, è il mezzo, che può essere un organismo o un oggetto, che veicola passivamente i patogeni (es. tappo della penna);
  • Un vettore di infezione, anche detto vettore biologico o ospite, è un mezzo animato (organismo vivente) che permette la trasmissione di un agente patogeno da un individuo ad un altro. L’ospite è fondamentale per la trasmissione perché parte del ciclo vitale del parassita si compie nel vettore stesso.

Ammalato e portatore

Un uomo o animale può essere ammalato o portatore della malattia. Nel caso in cui sia ammalato manifesta i segni ed i sintomi della patologia. Per quanto concerne i portatori distinguiamo: portatori precoci, sani, cronici e convalescenti:

  • I portatori precoci possono essere sorgente di infezione senza saperlo perché non manifestano ancora i segni e i sintomi della malattia (è il caso di molte patologie a trasmissione sessuale come la gonorrea i cui segni e sintomi si manifestano circa una settimana dopo che il germe alberga negli organi sessuali);
  • Portatori sani è il caso, ad esempio, di individui ammalati di Salmonellosi che non porta con sé segni o sintomi evidenti, ma il soggetto emette germi nell’ambiente e può trasmetterli;
  • Portatori cronici nei quali la malattia non guarisce totalmente, ma tende a cronicizzare; essi possono, pertanto, trasmettere la patologia, è il caso, ad esempio, dell’epatite C;
  • Portatori convalescenti coloro che sono guariti, ma continuano ad emettere germi. Questo è il caso, ad esempio del morbillo.

Classificazioni generali

Le malattie trasmissibili vengono classificate in base alla loro probabilità di insorgere e le modalità con le quali si manifestano. I vari andamenti sono collegati alla natura dell’agente eziologico (es. di difficile trasmissione o di facile trasmissione).

Tali malattie si dividono in:

  • Malattie sporadiche: si manifestano come casi isolati a distanza di tempo e spazio. Sono supportate da germi che hanno difficoltà nella trasmissione. Un esempio è determinato dalla rabbia trasmessa attraverso il morso del cane il quale non manifesta i segni evidenti della malattia in quanto è un portatore precoce. In questo caso il germe alberga solo nelle sue fauci e può, dunque, essere trasmesso a poche persone;
  • Endemie: si diffondono mediamente e sono dettate da germi che hanno una capacità di contagio discreta, ma, per vari motivi (come la presenza di vaccinati, la resistenza della popolazione ecc) si diffondono in maniera più subdola con un certo numero di casi nell’arco dell’anno. Queste malattie sono sempre presenti sul territorio (es il morbillo);
  • Epidemie: partendo da un certo numero di casi, si ha una notevole espansione di questi ultimi (es. il tifo). Sono epidemiche le patologie con una certa facilità di trasmissione. Tali patologie, in base alla natura dell’agente eziologico, si dividono in endemiche, quando il germe è normalmente presente nel territorio, ed esotiche, quando il germe non è normalmente presente nel territorio (es. colera in Italia). Se la malattia è esotica bastano pochi casi per dare l’allarme, poiché questa trova una popolazione non protetta;
  • Pandemia: E’ un’epidemia che si sviluppa su aree diverse. A supportare una pandemia sono germi ad alto contagio, l’esempio più classico è quello del virus dell’influenza. Il territorio mondiale è stato, infatti, suddiviso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in sei aree in base ad una certa contiguità in termini sanitari: l’Africa, l’Europa, le Americhe, l’area mediterranea, il sud est asiatico e il Pacifico occidentale.

Fonti:

Informazioni su Giovanna Spinosa 3 Articoli
Studentessa di Scienze Biologiche all'Università Federico II di Napoli ed amante della microbiologia

Lascia una recensione

Rispondi

  Subscribe  
Notificami