Aceria sheldoni (Acaro delle meraviglie)

Caratteristiche generali

Le interazioni tra il mondo animale e quello vegetale possono portare alla formazione di fenomeni decisamente particolari. Ne è un esempio l’azione dell’acaro delle meraviglie sulla sua pianta ospite: questo acaro, conosciuto scientificamente con il nome di Aceria sheldoni o Eriophyes sheldoni, si nutre sulle piante di agrumi, più comunemente il limone, alterandone la morfologia e portandolo ad assumere forme arricciate e contorte (Fig. 1). Il parassita è stato osservato per la prima volta nel 1937 in California (USA) ed è stato importato accidentalmente nel nostro paese tramite il commercio di agrumi. Oggi questo acaro è diffuso nelle aree di coltivazione degli agrumi del sud Italia e, benché al momento non appaia particolarmente pericoloso dal punto di vista economico, è importante monitorarne la diffusione data la rilevanza dell’agrumicoltura in Italia: con una produzione di circa il 16%, risulta seconda in Europa solo alla Spagna.

Limone colpito da acaro delle meraviglie Aceria sheldoni
Figura 1 – Frutto colpito da acaro delle meraviglie Aceria sheldoni. [Fonte:wikimedia.org]

Descrizione di Aceria sheldoni

L’acaro delle meraviglie è un fitofago di piccole dimensioni, l’adulto misura 100-170 micron; appartiene al genere Aceria, famigia Eriophyidae. Il suo sviluppo postembrionale prevede le fasi di uovo, larva, ninfa e adulto:

  • Le uova sono di colore bianco ialino, di forma sferica, con diametro di 40 micron circa.
  • Le larve presentano sull’addome numerose striature; sono inoltre esapode, cioè prive del quarto paio di zampe.
  • Le ninfe sono simili all’adulto, ma con apparato riproduttore immaturo.
  • Gli adulti sono dotati di quattro paia di zampe e cheliceri stilettiformi con i quali si alimentano, e presentano una parte superiore del corpo leggermente ricurva e rigida. Le femmine, di dimensioni maggiori rispetto ai maschi, sono di colore bianco durante la fase giovanile, mentre nel periodo dell’ovodeposizione vedono la parte anteriore del corpo diventare marrone o arancione. Infine, durante il periodo post-ovodeposizione la loro colorazione si modifica diventando completamente marrone e le dimensioni si riducono leggermente. Maschi e femmine sono facilmente distinguibili anche dagli organi sessuali.

Ciclo biologico

Aceria sheldoni è polivoltina, la lunghezza del ciclo varia in base alle condizioni ambientali: 10 giorni nei periodi più caldi e 15-20 giorni in quelli autunnali. Questi artropodi vivono principalmente in luoghi riparati come gemme ascellari, la parte inferiore del calice dei frutti o in fiori in via di sviluppo; questi tessuti garantiscono sia protezione sia fonte alimentare. Qui la femmina depone circa 8-12 uova singolarmente o a gruppi. Successivamente alla schiusa, larve e poi ninfe si alimentano sui tessuti giovani della pianta ospite, fino al raggiungimento della maturità. Infine, gli adulti si riproducono rinnovando il ciclo biologico. Durante l’inverno l’acaro sopravvive nelle gemme e, se necessario, in primavera si sposta su nuovi germogli sui quali nutrirsi.

Danni

L’acaro si alimenta sulle gemme, danneggiandole: le infestazioni precoci causano alterazioni biochimiche delle stesse, dovute ad un aumento di fenolo e una diminuzione di auxina. Conseguentemente si possono osservare malformazioni e alterazioni di fiori, ramoscelli e foglie, nonché dei frutti (Fig. 2). Quest’ultimo danno è il più visibile e facilmente riconoscibile, e le malformazioni a carico degli agrumi determinano un declassamento commerciale e una perdita economica. Può capitare che la gemma colpita da forti infestazioni annerisca o vada incontro a colatura, ma più comunemente a seguito degli attacchi si formano gemme avventizie. Le infestazioni prolungate portano generalmente a una riduzione di sviluppo e di vigore delle piante nell’agrumeto, con conseguente calo nella quantità di fiori.

Malformazioni dovute a Aceria sheldoni, acaro delle meraviglie
Figura 2 – Malformazioni dovute ad Aceria sheldoni, acaro delle meraviglie. [Fonte: Stephen Lew, University of California – Berkeley, Bugwood.org]

Piante ospiti

Le piante ospiti di Aceria sheldoni sono le specie appartenenti al genere Citrus e relativi ibridi. L’ospite principale è il limone (Citrus limon), il quale presenta i danni più evidenti e le malformazioni più significative. Sono soggetti all’attacco dell’acaro anche pompelmo (Citrus paradisi), mandarino (Citrus reticulata), arancio dolce (Citrus sinensis) e lime (Citrus aurantiifolia).

Esiste una pianta appartenente al genere Citrus che, data la peculiare morfologia dei frutti, potrebbe essere erroneamente confusa con una specie colpita dall’acaro delle meraviglie: si tratta del cedro Citrus medica var. sarcodactylus, comunemente noto come mano di Buddha. Questa varietà di cedro conosciuta per la sua particolarità, presenta infatti dei frutti non sferici, bensì allungati, divisi in sezioni e spesso contorti (Fig. 3). Al contrario degli attacchi causati da Aceria sheldoni, tuttavia, la forma di questi agrumi è dovuta ad una mutazione genetica molto apprezzata in ambito ornamentale.

rutto di mano di Buddha (Citrus medica var. sarcodactylus)
Figura 3 – Frutto di mano di Buddha. [Fonte: Di Burkhard Mücke – commons.wikimedia.org]

Prevenzione, monitoraggio e lotta

Il modo migliore per impedire la diffusione dell’acaro delle meraviglie consiste nel controllo del materiale commerciale, il quale include sia frutti sia materiale vegetativo. Sono quindi fondamentali le ispezioni visive in campo e in post-raccolta delle piante suscettibili, soprattutto per le partite di produzione in entrata da paesi in cui l’organismo nocivo è presente. A livello locale, invece, gli acari vengono diffusi dal vento o traspostati da uccelli e insetti, rendendo difficile il controllo.
La lotta contro Aceria sheldoni risulta piuttosto complessa sia a causa delle sue piccole dimensioni sia, soprattutto, a causa della difficoltà nel raggiungere l’interno delle gemme, luogo in cui gli acari si sviluppano. È comunque possibile utilizzare acaricidi quali prodotti contenenti abamectina, od olio minerale paraffinico, quest’ultimo concesso anche in agricoltura biologica. Esistono, infine, predatori naturali del patogeno che possono aiutare il contenimento, quali ad esempio l’acaro predatore Typhlodromus pyri, ma anche gli appartenenti al genere Arthrocnodax.

Fonti

  • https://gd.eppo.int;
  • https://www.cabi.org;
  • Vacante V., Bonsignore C. P.. Interactions between the citrus bud mite Aceria sheldoni (Acari: Eriophyidae) and the lemon host tree in a Mediterranean area. Acarologia, 2016, 56 (2), pp.167-174;
  • (2020). PM 3/90 (1) Inspection of citrus fruits consignments. EPPO Bulletin, 50(3), 383–400;
  • Sternlicht M. (1970). Contribution to the biology of the citrus bud mite, Aceria sheldoni (Ewing) (Acarina: Eriophyidae). Annals of Applied Biology, 65(2), 221–230;
  • Boyce A. M., Korsmeier R. B. The Citrus Bud Mite, Eriophyes sheldoni Ewing. Journal of economic entomology Vol. 34, no 6. 745-756;
  • Walker, G. P., Voulgaropoulos, A. L., Phillips, P. A. (1992). Effect of Citrus Bud Mite (Acari: Eriophyidae) on Lemon Yields. Journal of Economic Entomology, 85(4), 1318–1329. 

Fonti immagini

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