Bactrocera oleae: la mosca delle olive

Caratteristiche

La mosca delle olive o Bactrocera oleae (Rossi, 1790), è un insetto appartenente all’ordine Diptera. È una specie carpofaga, la cui larva è una minatrice della drupa dell’olivo. Viene considerata l’avversità più grave a carico dell’olivo. L’incidenza dei suoi attacchi diventa più marcata nelle regioni più umide e più fresche dell’areale di coltivazione, con una notevole variabilità secondo la varietà coltivata, mentre diventa limitata nelle zone a estati calde e siccitose e su cultivar da olio.

Bactrocera oleae
Figura 1: Bactrocera oleae

Ciclo biologico

Gli adulti della mosca delle olive fanno la loro comparsa a giugno, vivono a lungo alimentandosi degli essudati dei fiori e di melata prodotta da Saissetia oleae e da Euphyllura olivina, nonché dalle gocce che fuoriescono dalle lesioni di ovideposizione compiute sulle olive.

Dopo circa una settimana dalla loro fuoriuscita, le femmine vengono fecondate iniziano a deporre le uova nelle olive. Le olive diventano recettive alla puntura della mosca dopo aver raggiunto l’indurimento del nocciolo e la grandezza di un cece.

Il primo attacco è condizionato dallo stato di recettività varietale e da fattori ambientali quali piogge, umidità, temperature etc. il periodo di ovideposizione si protrae per circa dieci giorni, durante i quali la femmina può deporre più di 500 uova. All’atto dell’ovideposizione la femmina affonda l’oviscapo nell’oliva formando una ferita profonda circa 0,5 mm e con la caratteristica forma a v. Ciascuna femmina depone un uovo per oliva ma in annate di forte infestazione si possono arrivare a trovare 6-7 uova per oliva. Il periodo di incubazione dura dai 2 ai 3 giorni ma nel periodo autunnale può protrarsi per una decina di giorni. La durata dello sviluppo larvale varia da 2 settimane con temperature di 25° C a oltre 3 mesi con temperature di 12 °C.  Se le olive sono ancora verdi la larva si impupa all’interno mentre se le olive sono mature o quasi la larva fuoriesce dall’oliva caduta creando un buco circolare di circa 2 mm per poi impuparsi nel terreno e passare l’inverno a 5-6 cm di profondità.

Negli ambienti dell’Italia meridionale, che hanno temperature miti e sono ricche di oliveti, la mosca può compiere anche 6-7 generazioni all’anno; ne compie 2-3 nell’Umbria e 5-6 per la costa ligure.

Descrizione

L’adulto di Bactrocera oleae, ha il capo globoso e giallastro, fornito di antenne chiare e leggermente allungate. Il protorace è nero opaco e ricoperto di grigi con tre linee longitudinali nerastre, più definite nella femmina. Le ali sono ialine e con una macchia nera posta nel margine costale. L’addome è castano con macchie nerastre trasversali di numero e ampiezza variabile. L’addome nella femmina è provvisto di ovopositore telescopico.

Le uova sono di colore bianco opaco, fusiformi e con corion liscio e hanno dimensioni di 0,8 mm di lunghezza. Le larve, invece, sono di forma conica, apode e bianche, con lunghezza di 6-7 mm.

La pupa ha colore bruno-nerastro con leggere solcature trasversali.

Danni

Le femmine compiono punture di ovideposizione lasciando una caratteristica ferita a V rovesciata. Le larve scavano una galleria nella polpa delle drupe provocando il raggrinzimento della parte danneggiata. Le olive danneggiate, quando sono ancora verdi rimangono sulla pianta, le altre vengono invase da muffe soprattutto in presenza di elevata umidità ambientale, si deteriorano e finiscono per cadere al suolo. I danni maggiori si hanno con estati umide e con temperature non troppo elevate, tanto che nei casi più gravi possono interessare la quasi totalità della produzione. Le olive infestate dalla mosca, oltre a fornire una minore resa in olio, forniscono una produzione con elevato grado di acidità e odore di muffa e terra.

Piante ospiti

È presente in tutto il bacino del Mediterraneo e in Sudafrica. Dalla fine degli anni novanta è presente anche in California e, probabilmente, si è diffusa in tutto l’areale di coltivazione dell’olivo nella regione neartica. Bactrocera oleae vive a spese dell’olivo (sia da olio sia da mensa), dell’olivastro e delle piante appartenenti al genere Phillyrea.

Prevenzione, monitoraggio e lotta

I frutti di maggiori dimensioni tipici delle varietà da tavola, risultano maggiormente attrattivi nei confronti delle femmine di Bactrocera oleae rispetto ai frutti delle varietà da olio. Anche la colorazione dell’esocarpo (buccia) può esercitare una maggiore o minore attrazione nei confronti della mosca.

La lotta alla mosca delle olive è più semplice per le cultivar precoci e a frutto piccolo. La precocità di maturazione consente di ridurre la sovrapposizione tra l’ultima fase di maturazione delle drupe e i picchi di infestazione di mosca in autunno. Le piccole dimensioni del frutto, oltre a diminuire l’attrattività nei confronti degli adulti, aumentano il tasso di mortalità delle uova nel periodo estivo.

La strategia di lotta contro la mosca va impostata a seguito di un monitoraggio effettuato nei confronti degli adulti e delle olive attaccate e con punture fertili. Il monitoraggio degli adulti è da iniziare ad agosto, con l’ausilio di pannelli cromo-attrattivi,  al ferormone per la cattura dei maschi oppure le bottiglie trappola Mc-Phail riempite con soluzione di solfato di ammonio o fosfato biammonico al 3%. L’intervento fitosanitario deve tener conto della soglia economica di intervento, di norma fissata al 10% delle olive attaccate con punture fertili per le cultivar da olio e all’1% per le cultivar da mensa.

Trappola cromo attrattiva al ferormone con esemplare di B. Oleae
Figura 2 : trappola cromo attrattiva al ferormone con esemplare di B. oleae

Attualmente, i principi attivi chimici con cui poter intervenire sono l’acetamiprid, idrosolubile e sistemico, e la deltametrina, quest’ultima da usare alle prime catture. In alternativa ai prodotti di sintesi è possibile attuare strategie di controllo e contenimento tramite la cattura massale, esche avvelenate o repellenti come il caolino.

Fonti

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