Fusariosi della spiga dei cereali

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Caratteristiche generali

Quando si parla di fitopatologie dell’orzo, del frumento e di altri cereali non si può non pensare alla fusariosi della spiga. Questa è una delle fitopatie più conosciute, che provoca il disseccamento prematuro delle spighette, causando danni alle produzioni e, conseguentemente, al mercato. Infatti, le cariossidi attaccate da Fusarium sp., il principale agente eziologico, appaiono striminzite con una colorazione biancastra, grigia o rosata e con scarse caratteristiche qualitative, al punto da renderle non adatte alla trasformazione alimentare.

Figura 1: Spighe colpite da fusariosi della spiga [Photo: www.flickr.com].
Figura 1: Spighe colpite da fusariosi della spiga [Photo: www.flickr.com].

Agente patogeno della fusariosi della spiga

Non esiste un unico agente eziologico della fusariosi della spiga. I funghi fitopatogeni che la causano appartengono soprattutto al genere Fusarium. Tra queste, possiamo ricordare Fusarium graminearum, considerato l’agente patogeno principale, Fusarium avenaceum e Fusarium nivale. Queste sono rispettivamente le forme anamorfiche di Gibberella zeae, Gibberella avenaceae e Microdochium nivale. Altri agenti eziologici sono Fusarium culmorum, Fusarium poae, etc.

Condizioni ambientali

Nel territorio italiano, gli agenti della fusariosi più comuni sono Fusarium graminearum e Fusarium culmorum. Questi sono maggiormente diffusi nelle regioni meridionali poiché trovano temperature più elevate. Questi miceti, infatti, si avvalgono di alte temperature (28 – 30°C), un clima asciutto nella prima parte del ciclo vegetativo, e periodi umidi a partire da 2 – 3 settimane prima della fioritura.

Inoltre, vi sono altre caratteristiche che possono favorire l’insorgenza della fitopatia, come:

  • Eccesso di azoto;
  • Carenza di potassio;
  • Eccessiva densità di semina;
  • Perdita della massa fogliare, spesso causata da attacchi di insetti o fenomeni metereologici (come la grandine);
  • Ristagno idrico;
  • Residui colturali presenti in campo, che rappresentano una fonte d’inoculo per il micelio rimasto latente sui tessuti vegetali;
  • Monosuccessione colturale o rotazioni troppo strette;
  • Impiego di seme infetto;
  • Scelta di varietà suscettibili.

Sviluppo della fusariosi della spiga

L’origine dell’infezione può verificarsi su due vie:

  • Dalle cariossidi infette, su cui è presente il micelio;
  • Dai residui vegetali lasciati in campo, su cui si trovano i periteci.

In condizioni favorevoli, i perieci rilasciano le ascospore mature, che vengono trasportate dal vento fino ad arrivare su spighe o culmi (fusti). Qui, le ascospore germinano e il micelio invade i tessuti. Le spighe infette appariranno con una colorazione rosata, dovuta alla presenza del micelio e all’emissione dei conidi. Il micelio sverna nei residui colturali o nei semi infetti, da cui inizia il ciclo successivo.

Sintomatologia della fusariosi della spiga

Gli attacchi di fusariosi della spiga avvengono a carico delle cariossidi, provocando il disseccamento prematuro delle spighette. Queste, quando attaccate, appaiono con una colorazione biancastra, distinguendosi dalle spighette sane, che sono verdi. Al termine del ciclo, sulla spighetta infetta i sintomi si attenuano e assume una colorazione tale da confondersi con quelle sane giunte a maturazione, mascherando così la presenza dell’infezione.

A differenza delle cariossidi sane, quelle infette risultano striminzite, e assumono una colorazione da grigia a rosata, colorazione visibile sull’intera spiga. Il fungo altera le caratteristiche qualitative delle cariossidi, tanto da renderle non idonee alla trasformazione alimentare. Questo perché le cariossidi infette contengono micotossine prodotte da Fusarium sp., il cui contenuto può variare dal campo, alla raccolta, stoccaggio e trasformazione. Apposite norme sono state emanate al fine di tutelare la salute umana, per fissare i limiti quantitativi di micotossine che possono essere presenti nelle produzioni e negli alimenti trasformati. Le perdite di prodotto possono interessare il 30%, ma anche 70% della produzione. Inoltre, i semi infetti subiscono una perdita di germinabilità.

Figura 2: Sintomi da fusariosi della spiga in campo [Photo: www.flickr.com].
Figura 2: Sintomi da fusariosi della spiga in campo [Photo: www.flickr.com].

Piante ospiti

Le piante maggiormente colpite da fusariosi della spiga sono orzo (Hordeum vulgare), frumento tenero, frumento duro e le altre specie coltivate (Triticum spelta, Triticum dicoccum, Triticum monococcum, etc.), segale (Secale cereale), triticale (Triticosecale), mais (Zea mays), sorgo (Sorghum vulgare) e altre piante appartenenti alla famiglia delle Poaceae.

Prevenzione, controllo, metodi di lotta

I metodi di prevenzione e controllo contro la fusariosi della spiga prevedono interventi o accorgimenti di tipo agronomico, come:

  • Evitare la monocoltura, ricorrendo ad ampie rotazioni con leguminose;
  • Evitare il ristagno idrico, favorendo lo sgrondo delle acque in eccesso al fine di evitare le infezioni che interessano le plantule, le radici, la base del culmo;
  • Utilizzare la giusta quantità di seme al fine di evitare eccessive densità di semina;
  • Impiegare varietà resistenti;
  • Evitare gli eccessi di azoto e apportare le giuste quantità di potassio attraverso concimazioni adeguate.

Presso l’Università della Tuscia è stato effettuato uno studio al fine di analizzare i meccanismi di resistenza al fungo e gli effetti su altre attività della pianta. In particolare, questo studio ha permesso di trovare i geni coinvolti nel meccanismo di difesa e di capire l’effetto della malattia sull’attività fotosintetica delle piante non resistenti. Capire i meccanismi di interazione ospite – patogeno può rivelarsi utile per ridurre il ricorso a prodotti chimici come soluzione per la protezione dei cereali da attacco da Fusarium sp. Questo a favore di un approccio sostenibile che mira a ottimizzare gli interventi grazie anche all’impiego delle nuove tecnologie di precisione, attualmente in continuo sviluppo. Risultati molto significativi sono stati registrati con principi attivi di origine naturale, in grado di inibire gli attacchi di Fusarium graminearum.

Il prodotto finale di questi studi si chiama Psr SmartAgri platform, una piattaforma interattiva che permette agli utenti di verificare il rischio d’infezione da Fusarium sp., valutandolo in una scala variabile da basso, medio e alto. Questa piattaforma permetterà quindi di sapere quando è necessario intervenire, anche preventivamente, sulla base delle condizioni climatiche, colturali, microbiologiche, fenologiche, e di ottimizzare così gli interventi fitosanitari (vedi Agronotizie).

Fonti

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