Giornata Mondiale Senza Tabacco

In occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco, che si celebra il 31 maggio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) solleva un appello urgente ai governi di tutto il mondo affinché smettano di sovvenzionare la coltivazione del tabacco e sostengano invece colture più sostenibili che potrebbero garantire il sostentamento di milioni di persone. La campagna di quest’anno porta lo slogan “Abbiamo bisogno di cibo, non di tabacco”. Questa richiesta nasce dalla consapevolezza che il tabacco è responsabile di 8 milioni di morti all’anno e, nonostante ciò, i governi continuano a destinare milioni di fondi per sostenere le piantagioni di tabacco.

La sfida dell’insicurezza alimentare

Attualmente, più di 300 milioni di persone in tutto il mondo si trovano ad affrontare una grave insicurezza alimentare. Incredibilmente, più di 3 milioni di ettari di terreno in oltre 120 Paesi vengono utilizzati per la coltivazione di tabacco, anche in nazioni in cui le persone muoiono di fame. Questi dati allarmanti evidenziano la necessità di una riconsiderazione delle priorità agricole a livello globale.

Giornata mondiale senza tabacco: Piantagione di tabacco.
Figura 1 – Piantagione di tabacco. [Fonte: https://www.dolcevitaonline.it/]

Si stima che, a causa del tabacco, siano andati perduti circa 1,5 miliardi di ettari di foreste e che questo contribuisca all’aumento annuale dei gas serra. La coltivazione del tabacco provoca il 5% della deforestazione totale, intaccando per lo più aree come l’Africa meridionale, Sud America, sud-est asiatico, Medio Oriente e Caraibi. Inoltre, dopo la coltivazione del tabacco è molto difficile rendere nuovamente il suolo fertile, nonché molto costoso. In Paesi come Brasile, India e Cuba, i terreni deputati alla coltivazione di tabacco sono soggetti a desertificazione.

Impatti sulla salute e sulle comunità agricole

Le coltivazioni di tabacco influiscono inoltre sullo stato di salute degli agricoltori. Infatti, un agricoltore può assorbire ogni giorno la stessa quantità di nicotina che si trova in 50 sigarette, e 1 agricoltore su 4 va incontro ad avvelenamento da nicotina. Da aggiungere anche l’esposizione a pesticidi che può provocare diversi problemi di salute, come tumori, disturbi del sangue, endocrini e neurologici.

La coltivazione del tabacco non solo causa gravi malattie agli agricoltori stessi, ma si stima che oltre 1 milione di bambini lavoratori siano impiegati nelle piantagioni di tabacco, privandoli così di opportunità educative. Pertanto, il tabacco rappresenta non solo una minaccia per la sicurezza alimentare, ma anche per la salute generale delle persone coinvolte nella sua coltivazione.

Iniziative per il cambiamento

Per contrastare questa problematica, l’OMS, l’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e il Programma Alimentare Mondiale (PAM) supportano l’iniziativa denominata “Tobacco Free Farms”, che fornisce aiuto ad agricoltori in Kenya e Zambia per passare a colture alimentari sostenibili. Consente infatti agli agricoltori di interrompere gli accordi contrattuali per la coltivazione del tabacco e passare a colture alimentari alternative. Questo programma rappresenta un esempio concreto di come sia possibile promuovere la sostenibilità ambientale e la sicurezza alimentare attraverso un cambiamento nella scelta delle colture agricole.

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Roberta Maria Serra

Futura biologa, nutro un forte interesse per temi quali la salute e la prevenzione, di cui scrivo e curo una rubrica social per Microbiologia Italia. Altre mie passioni riguardano l’astronomia, la bioinformatica, la biostatistica e la ricerca clinica. Ritengo che saper comunicare argomenti di carattere scientifico con chiarezza e rigore sia importantissimo, soprattutto nel periodo in cui viviamo.

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