Giuseppe Brotzu: il padre delle cefalosporine

Biografia

Giuseppe Brotzu fu medico, igienista, farmacologo e politico italiano, conosciuto per il suo importante contributo nella scoperta delle cefalosporine.

Giuseppe Brotzu in laboratorio
Figura 1: Giuseppe Brotzu in laboratorio

Giuseppe Brotzu nacque a Cagliari il 24 gennaio 1895 in una famiglia medio borghese di medici, in quanto suo padre e suo nonno operavano già in campo sanitario. Nel 1919 si laureò in Medicina all’Università di Cagliari e lo stesso anno divenne anche assistente. Fu esonerato dal servizio militare e assunse la direzione degli ambulatori antimalarici.

Brotzu iniziò a frequentare l’Istituto di Igiene dove collaborò con il professore Donato Ottolenghi con il quale si recò a Siena, dove conobbe la sua futura moglie, a Bologna. Nel 1932 vinse la cattedra di microbiologia presso l’Istituto di Igiene di Modena, tornato a Cagliari, venne nominato, nel 1934, direttore dell’Istituto di Igiene della città. Negli anni successivi fu preside della facoltà di Farmacia ed in seguito di quella di Medicina, e dal 1936 al 1943, fu rettore dell’Università di Cagliari.

I campi di studio principali ai quali si dedica Brotzu sono quelli della malaria e delle cefalosporine.

Oltre alla carriera accademica, ebbe anche una brillante carriera politica, infatti fu assessore regionale all’Igiene e alla sanità, presidente della Regione e sindaco di Cagliari. Nel 1965 lascia l’insegnamento, ma continua a frequentare l’Istituto di Igiene.

Morì a Cagliari l’8 aprile 1976 a causa delle conseguenze di un ictus celebrale.

Focus: la scoperta delle cefalosporine

L’attività di ricerca di Brotzu, che condusse alla scoperta delle cefalosporine, iniziò osservando le acque del porto di Cagliari.

Le acque in questione erano fortemente inquinate a causa degli scarichi idrici della città, nonostante ciò, non si notava la proliferazione di microrganismi e non vi erano casi di salmonellosi, tifo o paratifo riscontrati in coloro che facevano il bagno nel porto. Probabilmente in quelle acque vi era una sostanza che impediva la crescita batterica, un agente immunizzante per la popolazione.

Brotzu decise così di approfondire il suo studio ed insieme al suo fedele collaboratore Spanedda prelevarono dei campioni d’acqua del porto per poterla analizzare.

Brotzu e collaboratore che prelevano campioni di acqua da analizzare
Figura 2: Brotzu e collaboratore che prelevano campioni di acqua da analizzare

Tra il 1943 e il 1945 isolarono il responsabile dell’inibizione batterica, un micete del genere Cephalosporium, identificato come Cephalosporium acremonium.

Colonia di Cephalosporium acremonium su Sabouraud Dextrose Agar (SAB) incubata a 30 gradi per 21 giorni
Figura 3: Colonia di Cephalosporium acremonium su Sabouraud Dextrose Agar (SAB) incubata a 30 gradi per 21 giorni

Dal micete venne ricavata una sostanza antibatterica denominata Micetina Brotzu. Brotzu e Spanedda testarono su sé stessi la Micetina Brotzu assicurandosi che non provocasse effetti tossici e nel 1947 ci fu la prima sperimentazione sui pazienti malati di tifo presso l’ospedale di Cagliari, i quali già dopo poche ore notavano un miglioramento.

Il dottor Brotzu, per poter portare avanti la sua scoperta, inviò numerose istanze di finanziamento al Ministero della Pubblica Istruzione, della Sanità e al CNR, ma non venne stanziato nessun fondo.

Decise di inviare la coltura del micete all’Università di Oxford, su suggerimento di Howard Florey, il quale a sua volta la inviò al biologo Edward Abraham. Dalla micetina Brotzu si estrassero tre sostanze ad azione antibiotica: Cefalosporina C, N e P. Abraham isolò ed estrasse la Cefalosporina C, capostipite di questa nuova classe di antibiotici. Abraham brevettò a suo nome il prodotto estratto.

Nel 1964 la compagnia farmaceutica Eli Lilly acquistò il brevetto di Abraham e venne messa in commercio la prima cefalosporina: la “cefalotina”.

Solo agli inizi degli anni settanta fu riconosciuta la paternità scientifica delle cefalosporine a Giuseppe Brotzu.

Contributo scientifico

Giuseppe Brotzu si impegnò fortemente nella lotta alla malaria, la più antica e subdola malattia nella storia della Sardegna.

Grazie al suo ruolo politico Brotzu seguì il Sardinian Project che aveva l’obiettivo di estirpare totalmente la malaria e nel 1948 fu membro del comitato consultativo dell’ERLASS (Ente regionale per la lotta antianofelica in Sardegna).

L’ERLASS aveva come scopo quello di interrompere la catena di contagio e trasmissione del Plasmodium falciparum estirpando il vettore Anopheles maculipennis labranchiae dai suoi ambienti di vita e da quelli abitati dall’uomo e dagli animali. Collaborò in questa lotta anche con la Rockfeller Foundation.

Addetti alla campagna antimalarica che trasportano bombole di DDT
Figura 4: Addetti alla campagna antimalarica che trasportano bombole di DDT

Non si giunse alla completa eradicazione della malaria, ma si rese quasi impossibile la trasmissione del parassita dal soggetto malato a quello sano interrompendo così la catena epidemiologica della malattia.

Intorno al 1950 il dottor Brotzu sostenne la creazione del CRAI (Centro regionale antimalarico e anti insetti) per poter consolidare i risultati ottenuti, inoltre attuò anche un piano di rinascita progettando una serie di opere per opporsi alle malattie sociali e ripristinare il volto della Sardegna.

Brotzu si impegnò anche contro altre piaghe quali la miseria, la brucellosi, il tracoma, la lebbra, la microcitemia e l’idatidosi-echinococcosi.

Riconoscimenti

Giuseppe Brotzu diede un grande contributo alla medicina moderna, difatti ottenne numerosi riconoscimenti italiani ed europei.

Nel 1971 ricevette la Laurea ad honorem in scienze dall’Università di Oxford, il diploma del National Research Development Corporation, nel 1972, ed onorificenze da parte della Glaxo e del British Council. Ricevette inoltre la Laurea ad honoris causa in Medicina e farmacia a Milano, fu membro onorario della Società Italiana di Medicina Sperimentale e ottenne anche la medaglia d’oro al merito della sanità. Nel 1978 il Lions Club di cagliari gli assegnò il Lion d’Oro.

Grazie al lavoro che svolse per la sua terra, a lui è dedicato uno dei maggiori ospedali della Sardegna, l’Azienda Ospedaliera “Giuseppe Brotzu”.

Azienda ospedaliera "Giuseppe Brotzu", Cagliari
Figura 5: Azienda Ospedaliera “Giuseppe Brotzu”, Cagliari
Video 1: Il racconto di una parente di Giuseppe Brotzu

Raffaella Giannone

Fonti

Crediti immagini

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