Giuseppina Cattani: una scienziata al servizio dei più deboli

Giuseppina Cattani (Figura 1) è stata una scienziata e ricercatrice italiana, vissuta a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Il suo impegno politico e sociale, oltre a quello medico, ha fatto di lei uno dei più illustri personaggi della storia del nostro paese.

Immagine raffigurante Giuseppina Cattani
Figura 1 – Giuseppina Cattani (1859-1914) [Fonte: enciclopediadelledonne.it]

Biografia

Giuseppina Cattani, detta “Peppina”, nacque ad Imola, nota città dell’area metropolitana di Bologna, il 26 Maggio del 1859. 

Prima di tre sorelle, il padre lavorò come sarto e guardia carceraria, mentre la mamma era un’ apprezzata levatrice (nome che si usava dare alle ostetriche). Giuseppina crebbe in una famiglia di condizioni modeste ma che le diede una grande impronta educativa.

L’istruzione per le donne non era ancora libera a quei tempi. Curiosamente, proprio nel 1859, la legge Casati sulla pubblica istruzione rese obbligatoria la scuola elementare per entrambi i sessi, al fine di lottare contro l’analfabetismo. Una riforma che poco a poco consentì alle donne l’accesso ai licei a alle università.

Giuseppina, insieme all’amica Giulia Cavallari, venne ammessa al ginnasio (Il Galvani di Bologna), dopo un brillante esame di ammissione.

Il suo percorso di studi proseguì con profitto e nel 1878 si iscrisse alla facoltà di Medicina di Bologna.

Carriera scolastica

Fin dalle elementari si era fatta notare più per le materie scientifiche che per quelle letterarie (complice anche il contesto familiare in cui si parlava esclusivamente il dialetto).

Ma non si scoraggiò, anzi. Per migliorare questo aspetto scrisse una lettera tanto determinata nel messaggio quanto aulica nella forma ad un docente dell’ateneo piuttosto importante: Giosuè Carducci

Egli acconsentì affinché potesse frequentare uno dei suoi corsi, e dove Giuseppina ritrovò l’amica Giulia, che nel frattempo si era iscritta alla facoltà umanistica.

All’Università Giuseppina mostrò subito le sue abilità, in particolar modo nel corso di Patologia Generale tenuto dal Professor Guido Tizzoni, un importante medico italiano, pioniere dell’Istologia e tra i primi in Italia a condurre ricerche sui tessuti col microscopio.
Proprio lui la volle come assistente prima ancora che terminasse il corsi di studi, che completò nel 1884 con una tesi dal titolo “Ricerca intorno alla normale tessitura e altre alterazioni sperimentali nei corpuscoli pacinici degli uccelli”.

La tesi venne presentata nella prestigiosa Accademia dei Lincei (Figura 2).

Villa Farnesina
Figura 2 – Villa Farnesina a Roma, una delle sedi dell’Accademia nazionale dei Lincei [Fonte: arrivalguides.com]

Le prime disavventure

Nonostante la possibilità concessa alle donne di istruirsi come gli uomini, l’accesso alle professioni, specie a livello accademico, non era ancora considerato. Giuseppina, tanto quanto la sua amica Giulia, erano già al centro dell’attenzione per quel loro brillante esame al ginnasio e la loro carriera accademica, ai tempi cosa certamente non comune, e questo faceva sì che attorno al loro nome ci fosse un’aria di novità, speranza e riscossa.

E in effetti, durante gli anni dell’Università, coinvolta da un moto di ribellione che avanzava in certi ambienti, Giuseppina prese parte al movimento internazionalista di stampo proletario, che allora aveva come riferimento la figura di Andrea Costa, uno dei primi italiani ad esporre un pensiero di tipo Socialista.
Furono anni di partecipazione attiva alla causa politica e sociale, ma non volle però esporsi troppo, saggiamente, anche perché doveva comunque lottare già per la sua carriera in qualità di donna e i problemi non erano pochi.

Nonostante le richieste fatte in più sedi dal Professor Tizzoni, che vedeva in lei l’unica in grado di sostituirlo, non riuscì ad ottenere il ruolo di professore ordinario a Bologna, restando sempre in qualità di assistente. E i concorsi fatti in altre realtà, superati brillantemente, venivano puntualmente “boicottati” dalle commissioni che, probabilmente influenzate dal pregiudizio, non la nominavano mai vincitrice.

Riuscì solo nel 1887 ad ottenere la docenza di Patologia all’Università di Torino, dopo un concorso per titoli. Un anno più tardi, chiese ed ottenne il trasferimento a Bologna.

La carriera ai primordi

Nominata assistente di Laboratorio dal Tizzoni, prima ancora di terminare gli studi di medicina, Giuseppina Cattani poté dedicarsi allo studio dell’Istologia e della Patologia in modo approfondito. Ma si ricorda ad inizio carriera anche l’interesse verso la Batteriologia, per cui andò a Zurigo a studiare le nozioni delle nuove scuole di Pasteur e di Koch, in un laboratorio allora diretto dal Professor Edwin Klebs, lo scienziato che, insieme a Friedrich Löffler, scoprì il Corynebacterium diphtheriae.

Gli studi di anatomia patologica riguardavano invece in modo particolare le fibre nervose, di cui descrisse alcune particolarità negli uccelli (poi oggetto di tesi) e le strutture di sostegno della mielina. Il tutto arricchito da illustrazioni che lei stessa disegnava per accompagnare le sue descrizioni.

L’impegno in Microbiologia

Quando una grave pandemia di colera colpì l’italia negli anni ‘80 del XIX secolo, Giuseppina Cattani si impegnò nella ricerca, pubblicando diversi articoli di grande importanza sulla trasmissibilità della malattia

Negli stessi anni, sempre in collaborazione con il professor Tizzoni, iniziò ad occuparsi anche di ricerca sul tetano, che in Europa stava avendo risalto proprio in quel periodo.

Dopo una serie di pubblicazioni in cui, progressivamente, descrissero le loro scoperte, provarono a sviluppare un antisiero efficace contro la malattia.

Gli sforzi nella ricerca sulle malattie infettive per Giuseppina avevano soprattutto una valenza sociale. Da sempre dalla parte del proletariato e degli ultimi, sapeva bene che le epidemie colpivano anzitutto i ceti più bassi. Per questo ai suoi studi fece seguire una campagna di sensibilizzazione per l’igiene e la messa in sicurezza delle abitazioni nei quartieri più poveri. Molte case vennero ricostruite con muri nuovi, le strade liberate dal fango e l’acqua resa potabile; tutto questo accadeva ad Imola ai primi del ‘900 sotto le sue direttive. Fu proprio lei a condurre le analisi microbiologiche sul primo acquedotto in città.

Gli ultimi anni

Nel 1897, quasi al termine della sua carriera, Giuseppina fece ritorno a Imola, dove diresse il laboratorio di anatomia patologica, il gabinetto di Radiologia e lavorò anche come ginecologa.

L’incessante attività di ricerca e la grande dedizione le furono probabilmente fatali. Secondo alcune fonti, si ammalò gravemente in seguito ad esposizioni ripetute ai raggi X e si spense all’età di 55 anni, lasciando dietro sé un patrimonio scientifico e umano inestimabile.

Focus: le scoperte sul tetano

La comunità scientifica aveva sempre annoverato il tetano tra le malattie neurologiche. Solo nel 1884 due ricercatori italiani dell’Università di Torino, Antonio Carle e Giorgio Rattone, scoprirono che si trattava in realtà di una malattia infettiva, dopo aver analizzato le pustole infette di pazienti deceduti. Questo avveniva parallelamente agli studi del Professor Nicolaier, a cui viene data la paternità della scoperta del batterio Clostridium tetani.

Le ricerche di Giuseppina Cattani e del Prof. Tizzoni partirono forti di questa scoperta, ma dovettero fare i conti con la concorrenza del Prof. Kitasato che stava compiendo gli stessi studi a Berlino.

La coppia di ricercatori dell’Università di Bologna studiò assiduamente ed iniziò presto a pubblicare i propri risultati. 

Riuscirono ad isolare il “bacillo di Nicolaier” ed ottenere colture pure del batterio. Le relazioni vennero arricchite dalla Cattani con delle illustrazioni e fotografie, in un dettagliato ed importante lavoro dal titolo “Indagini batteriologiche sul tetano”.

Corsa per il vaccino

A questo punto, sulla base di tutto il loro lavoro, iniziarono a studiare il modo di ottenere un vaccino.

Nel 1891 pubblicarono i loro risultati, in cui affermavano di essere riusciti ad annullare la tossicità delle colture di tetano con del siero di animale immune. Eseguirono con successo le prime sperimentazioni sugli animali e, probabilmente fomentati dalla grande concorrenza che c’era ai tempi su queste ricerche, vollero essere i primi ad iniziare la sperimentazione sull’uomo. 

Questo portò i due a ricevere forti critiche, poiché secondo alcuni colleghi era ritenuto un azzardo.
Su tutte, quelle del noto fisiologo Albertoni, che portarono Giuseppina a dare le dimissioni dalla Società Medico Chirurgica di cui faceva parte.

Non smise però di difendere la propria ricerca e anzi, a partire dal 1891 il loro siero portò due malati alla guarigione.

Tale efficacia si confermò anche più avanti coi feriti della Grande Guerra, sebbene la formula dell’antitetanica più comune fu quella ottenuta dall’Istituto Pasteur, col metodo messo a punto dal biologo francese Gaston Ramon. Questi mescolò il siero contenente la tossina con della formaldeide, ottenendo un derivato in grado di attivare il sistema immunitario.

Contributo scientifico

Giuseppina Cattani diede un grande impulso allo studio dell’Istologia, soprattutto riguardo alle fibre nervose di cui si occupò in diverse ricerche, in particolare sulla guaina mielinica.

Allo scoppio di epidemia di colera a fine ‘800, i suoi studi permisero in breve tempo di capire molto di più sulla trasmissibilità della malattia. Capì che poteva avvenire attraverso il sangue, dimostrò la trasmissibilità dalla madre al feto e si occupò di redigere delle indicazioni precise sulla prevenzione, insistendo sull’importanza dell’igiene.

Fu suo, insieme al Prof. Tizzoni, uno degli studi più completi mai realizzati sul tetano: isolò il C. tetani, ottenne delle colture pure e sviluppò un antisiero efficace.

Premi e riconoscimenti

Fu tra le prime donne in Italia ad essere ammessa ad un Ginnasio , insieme all’amica Giulia Cavallari.

Gli studi sui Corpuscoli del Pacini le valsero il Premio Vittorio Emanuele nel 1884.

Nel 1889 fu la prima donna accolta nella Società Medica Chirurgica di Bologna.

Fonti

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Francesco Centorrino

Sono Francesco Centorrino e sono il creatore di Microbiologia Italia. Mi sono laureato a Messina in Biologia con il massimo dei voti ed attualmente lavoro come microbiologo in un laboratorio scientifico. Amo scrivere articoli inerenti alla salute, medicina, scienza, nutrizione e tanto altro.

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