Jaume Ferran i Clua

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By Francesco Centorrino

Jaume Ferran i Clua (Figura 1) è stato un batteriologo spagnolo, ideatore del vaccino contro il colera e autore di tanti altri studi inerenti la microbiologia, incentrati in particolare sulla tubercolosi.

Jaume ferran
Figura 1 – Jaume Ferran i Clua (1851 – 1929) [Fonte: uv.es]

Biografia

Jaume Ferran i Clua nacque il 1° Febbraio del 1851 a Corbera d’Ebre, paesino dell’entroterra della Catalonia, noto per essere stato tra gli scenari della Battaglia dell’Ebro, lo scontro più violento e duraturo della Guerra Civile Spagnola.

Jaume nacque però tempo prima, in questo borgo ai tempi tranquillo in cui visse un’infanzia serena. Il padre era medico del paese e lui mostrò subito a scuola la sua grande versatilità.

Per motivi di studio, si trasferì a Tortosa, e quindi a Tarragona, prima di approdare a Barcellona dove si laureò in medicina nel 1879.

Ritornò per alcuni anni a Tortosa, con la nomina di capo dipartimento dell’ospedale cittadino, quando qualcosa che stava avvenendo ad un migliaio di chilometri più a Nord catturò la sua attenzione, insieme a quella dei suoi collaboratori.

Infatti, in quel tempo Louis Pasteur pubblicò dalla Francia i suoi primi lavori, che aprirono le porte della batteriologia e che trovarono l’entusiasmo di Jaume, scienziato poliedrico e bramoso di conoscenza.

Jaume era sempre stato un medico molto aggiornato ed innovativo, per gli standard spagnoli soprattutto; portò a disposizione di pazienti pratiche terapeutiche innovative, quali l’oftalmologia, l’idroterapia e l’elettroterapia, in collaborazione con il suo collega e amico Inocencio Pauli, noto ingegnere chimico.

Ma ora era in corso qualcosa di eccezionale nell’ambito delle scienze mediche e decise di approfondire questi studi dando una svolta alla propria carriera.
Lesse avidamente i Comptes rendus in cui Pasteur pubblicava i suoi lavori e, forte dell’utilizzo di un microscopio che si fece recapitare da un amico geologo, costruì il suo laboratorio di microbiologia. In breve tempo riuscì a produrre vaccini funzionanti contro l’antrace e l’erisipela suina.

La svolta

Nel 1885 si verificò un’epidemia di colera nel Sud della Spagna. Jaume, fresco dei suoi studi e ansioso di ottenere risultati, si mise all’opera per un vaccino sperimentale, che provò per un breve periodo sugli animali, quindi su sé stesso.

Convinto della bontà del suo preparato, nonostante mancassero sufficienti dati a sostegno del funzionamento, fu autorizzato a vaccinare migliaia di persone a Valencia, quando questa venne colpita da un’ondata successiva a quella iniziale.

Tuttavia, nonostante il successo dei propri studi e dei propri esperimenti, Jaume ricevette delle feroci critiche per quanto concerne i suoi metodi, definiti non sicuri, mancanti di una standardizzazione e poco etici, in quanto figli di una fretta intrinseca nel voler dimostrare le proprie capacità a discapito dei rischi.

Critiche che culminarono nel 1905, quando venne sollevato dal suo incarico (decisione spinta da una certa parte politica), in virtù dei suoi metodi poco sicuri nella creazione di altri vaccini sperimentali contro malattie come la peste, la difterite e la febbre gialla.

Si ritirò quindi nel suo istituto e portò avanti le sue ricerche, che non mancavano comunque di successi degni di nota.

Infatti, Jaume aveva continuato a lavorare assiduamente e proprio in quell’anno pubblicò un importante lavoro sulla tubercolosi.

Si spense a Barcellona, il 22 Novembre del 1929.

Focus: il vaccino contro il Colera.

Jaume Ferran ebbe una svolta nella propria carriera durante l’epidemia di Colera in Spagna del 1885.

Già nel 1884 Robert Koch descrisse il batterio responsabile della malattia.

Jaume si buttò a capofitto nello studio di questo agente infettivo allo scopo di ottenere un vaccino efficace.

Secondo la sua teoria, la chiave per ottenerlo non stava nella moltiplicazione del batterio; piuttosto nel rilascio di alcune diastasi che di per sé erano sufficienti a generare l’immunità.

Pensò quindi di ottenere questo vaccino per mezzo di colture pure di batterio dalla virulenza attenuata, da iniettare poi per via sottocutanea. Ottenne queste colture a partire da sangue colerico filtrato, in modo che sia i batteri che le diastasi prodotte si conservassero per l’inoculo.

Con questo metodo inoculò il vaccino, oltre a sé stesso e ai suoi collaboratori, a circa 30.000 persone dopo il 1885, durante una grave epidemia che colpì soprattutto il Sud del paese.

Le critiche

Il successo fu evidente, ma non lo risparmiò da aspre critiche per i metodi utilizzati. Le carenti di misure di sicurezza, la mancanza di procedure standardizzate ed evidenti limiti tecnici furono alla base di molti attacchi.

Questo gli costò il posto da direttore del dipartimento e l’abbandono della sperimentazione del vaccino per il colera. Il tutto, nonostante il tentativo di “riabilitarsi” con la proposta di un vaccino orale sottoposto all’Accademia Francese delle Scienze (che verrà accolto dopo alcuni anni).

Poco più tardi, però, la comunità scientifica internazionale (per mezzo di importanti personalità quali Paul Ehrlich ed Emile Roux) riconobbe la bontà del suo operato e ricevette il premio Breant nel 1907.

Soprattutto, riuscì ad ottenere il meritato riconoscimento, dopo aver imparato (e diffuso) la lezione per cui la sicurezza è elemento imprescindibile della pratica medico-scientifica.

Contributo scientifico

Jaume Ferran i Clua è stato senza dubbio uno dei più importanti scienziati mai apparsi sull’isola Iberica.

Il lavoro sul colera, pur riconosciuto tardivamente, fu di vitale importanza per quanto riguarda lo studio del batterio e il contenimento della malattia.

Lo stesso vale per la sua ricerca sulla tubercolosi, che portò ad una pagina importantissima della letteratura in materia. Infatti, dopo aver approfondito l’analisi morfologica del micobatterio, studiò e produsse un vaccino che trovò largo utilizzo in Spagna nella prima parte del XX secolo.

Oltre a questo, la ricerca sul tifo e lo sviluppo di vaccini per l’uomo e per il bestiame completano una carriera fatta di impegno e grande dedizione.

Era molto amico di Inocencio Pauli, ingegnere chimico, con cui condivise molti aspetti della sua carriera di medico. Insieme, idearono e seguirono i lavori per la linea telefonica che congiungeva Tortosa e Tarragona.

Premi e riconoscimenti

Jaume Ferran, nonostante le controversie e gli attacchi di parte della comunità scientifica, ricevette molti tributi per il suo impegno e la passione per il proprio lavoro.

Dopo le critiche, nel 1907 ottenne il premio Bréant per i suoi esperimenti contro il colera.

Gli vennero dedicati alcuni monumenti  (Figura 2), un francobollo e ovviamente diversi istituti che ancora oggi portano il suo nome.

Monumento dedicato a Jaume Ferran
Figura 2 – Monumento ta Jaume Ferran i Clua situato a Calle de la Princesa, Madrid. [Fonte. wikipedia]

Fonti