Lady Montagu: dalla letteratura alla scienza

Lady Mary Wortley Montagu (Figura 1) è stata un’aristocratica inglese, poetessa e scrittrice, nonché uno dei personaggi femminili più influenti del suo tempo.

Annoverarla tra i guru della microbiologia, sebbene non abbia mai intrapreso studi nel settore, è un merito honoris causa di cui è giusto tributarla. Per la sua storia, per le battaglie che ha condotto, merita di essere ricordata tra le grandi personalità che hanno contribuito alla crescita di questa scienza.

Lady Mary Wortley Montagu
Figura 1 – Lady Mary Wortley Montagu (1689- 1762). ctlsites.uga.edu

Biografia

Lady Mary Wortley Montagu nacque nel 1689, nei pressi di Nottingham, ma venne battezzata a Londra. In quel periodo, l’Inghilterra stava vivendo la fine del Periodo Stuart. Era l’anno della Gloriosa Rivoluzione, che sancì l’equa divisione tra potere parlamentare e potere regio, e dell’Atto di Tolleranza, che portò alla fine delle persecuzioni religiose.

Crebbe quindi in un clima di rinnovamento sociale e culturale, frequentando gli ambienti nobili della Londra del tempo.
Mary era infatti la figlia di Evelyn Pierrepont, duca di Kingston-upon-Hull e di Mary Feilding, figlia di William, conte di Denbigh.

Mostrò subito un carattere piuttosto ribelle, e una certa insofferenza verso le convenzioni del tempo. In uno dei suoi scritti è testimoniata la sua critica verso il tipo di educazione che ricevette, impartitagli più che altro dalla nonna, dopo che la madre scomparse prematuramente.

Questo, tuttavia, non impedì a Mary un certo grado di “self-made education”; di nascosto, infatti, leggeva assiduamente e imparò il latino, lingua che ai tempi non veniva insegnata alle donne. A 15 anni completò la scrittura di una serie di poemi, la sua prima opera.

Col tempo, il suo carattere anticonformista venne maggiormente a galla. In particolare, ebbe una lunga diatriba con la famiglia quando sposò Edward Wortley Montagu, in quanto suo padre non vedeva di buon occhio il genero (e non voleva lasciare a lui in eredità dei beni immobili). Questo spinse i due a trasferirsi fuori città per alcuni anni.

L’esperienza in Oriente

La svolta avvenne quando il marito entrò a far parte del parlamento e venne in seguito trasferito a Costantinopoli in ambasciata. Questi anni in terra d’Oriente saranno di ispirazione per la sua “Turkish Embassy Letters”, dove descrisse usi, costumi e luoghi dell’Impero, per quella che sarà la prima opera laica su un paese musulmano scritta da una donna.

Fu proprio qui, inoltre, che apprese la tecnica della variolazione; un antico metodo di prevenzione del vaiolo, che sarà capace di esportare in Inghilterra, nonostante le ovvie resistenze che trovò sulla sua strada.

Lady Montagu, dopo quella esperienza, rientrò per un breve periodo a Londra, per promuovere questa tecnica. Dopo anni di grandi dibattiti e battaglie, lasciò il marito per viaggiare all’estero, tra Italia e Francia. Continuò la sua carriera di scrittrice, tra amori sfortunati e preoccupazioni familiari.

Decise di tornare in Inghilterra dopo la morte del consorte, con cui era sempre rimasta in contatto. Tuttavia trovò molte difficoltà nel viaggio di ritorno, in quanto dovette aggirare la Francia, che al tempo era opposta all’Inghilterra nella Guerra dei Sette Anni

Morì in Inghilterra, nell’ Agosto del 1762, a causa di un tumore al seno.

Focus: La variolizzazione o vaiolazione

La storia del vaiolo ha origini piuttosto antiche; le prime testimonianze risalirebbero addirittura al II millennio a.C., nell’antico Egitto. Data la sua diffusione, sono state diverse le tecniche messe in atto per la prevenzione della malattia.

Il vaiolo, è bene ricordare, si poteva contrarre in forma lieve o grave; rispettivamente, vaiolo minor e vaiolo maior. La variolizzazione era una tecnica che consisteva nel mettere in contatto un paziente sano con uno malato in forma lieve. Questo faceva sì che la persona da proteggere contraeva il vaiolo minor e che quindi guarisse senza riportare danni permanenti. Altri metodi prevedevano l’inalazione, lo sfregamento o l’inoculo di materiale ottenuto dalle pustole di gente infetta, senza un contatto prolungato ma tale da scatenare una reazione immunitaria duratura ed efficace.

Pensate alle reazioni che avrebbe la gente di oggi nel sapere che una pandemia si può prevenire utilizzando croste polverizzate o pus in persone sane. Scatenerebbe un po’ di sana indignazione social, seguita probabilmente da una guerra civile. Ma questa era una pratica antica che durava da molto tempo e, dopo alcuni tentennamenti, cominciò a diffondersi in Europa proprio in quegli anni.

Naturalmente esisteva sempre una certa percentuale di rischio, ma ai tempi rappresentava l’unica soluzione possibile.

Fortunatamente, non durò molto. Pochi anni dopo la coraggiosa campagna di Lady Montagu, un giovane e abile medico intuì che si poteva utilizzare per l’inoculo del materiale ottenuto dal vaiolo bovino, molto meno rischioso.

Si trattava di Edward Jenner, che aveva appena inventato un metodo più sicuro: la vaccinazione.

Contributo scientifico

Per quanto non abbia mai intrapreso studi scientifici, il contributo sul lato pratico per contrastare il vaiolo è stato eclatante e decisivo, per come venne portato avanti.

Dopo aver iniziato a soffrire della malattia, che sfigurò il suo volto rovinandone la notoria bellezza, Lady Montagu venne a conoscenza di un’antica pratica: la variolizzazione. Annotò minuziosamente i dettagli e si convinse di sperimentarla sui propri figli per salvare loro la vita, convinta del fatto che una nuova epidemia sarebbe presto arrivata anche in Inghilterra. Per questo, convinse il Dottor Charles Maitland, medico dell’ambasciata, a supportare la sua campagna.

Portò avanti una campagna di sensibilizzazione incessante, presso i circoli che frequentava ma sempre incontrando lo scetticismo della società, che non vedeva di buon occhio una pratica poco conosciuta, rischiosa e, cosa non da poco, proveniente dall’Oriente.

Premi e riconoscimenti

Tanto il Regno di Inghilterra quanto l’Impero Ottomano la riconobbero come personalità di spicco. La sua forza e la sua letteratura l’hanno consegnata alla storia come una delle donne più influenti di sempre.

Il British museum conserva alcuni suoi oggetti personali.

Recentemente, a Lovere, uno splendido borgo sul Lago d’Iseo, è stata inaugurata una passerella col suo nome (Figura 2). Qui, infatti, Lady Montagu trascorse alcuni anni della sua vita, prima di fare ritorno in patria.

Vista sul Lago d?iseo dalla promenade Lady Montagu a Lovere.
Figura 2 – Scorcio del Lago d’Iseo dalla promenade Lady Montagu a Lovere. In primo piano è impressa una frase attirbuita alla scrittrice, che visse qui alcuni anni.

Fonti

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