Vincenzo Tiberio: “primo nella scienza, postumo nella fama”

Vincenzo Tiberio scopritore pennicillina

Primo nella scienza, postumo nella fama” così recita la lapide di Vincenzo Tiberio, l’italiano che ben 35 anni prima di Fleming scoprì la penicillina.

Figura 1 – lapide di Vincenzo Tiberio

Biografia

Tiberio, originario di Sepino, un comune molisano, si trasferì ad Arzano dagli zii per frequentare la facoltà di medicina all’università di Napoli. Fu proprio a Napoli che avrebbe dimostrato (più a se stesso che agli altri) il suo incredibile intuito scientifico.

Focus: lo scopritore italiano della Penicillina

Lo studente si trovava nel cortile della casa ad Arzano, quando notò che nel pozzo che raccoglieva l’acqua piovana vi erano delle muffe. La genialità di Tiberio si dimostrò tale quando egli si accorse che allorquando il pozzo veniva pulito, gli abitanti che si servivano dello stesso per bere, si ammalavano. L’apparente contraddizione lo portò a pensare che probabilmente quelle muffe avevano qualcosa di speciale.

Contributo scientifico

Tiberio pensò bene di non lasciare che la sua curiosità finisse lì e iniziò a analizzare e catalogare le muffe in laboratorio. Per dimostrare la correlazione tra le muffe e le proprietà curative che egli stesso ipotizzava, coltivò alcuni ceppi di ifomiceti e ne estrasse un siero concentrato, infine lo iniettò in alcune cavie. Incredibilmente gli animali utilizzati guarivano.

I dati erano quindi pronti, mancavano soltanto le pubblicazioni e che il mondo scientifico gli desse ascolto. «Le proprietà di queste muffe sono di forte ostacolo per la vita e per la propagazione dei batteri patogeni», così scriveva lo studente.

Riconoscimenti

Tiberio pubblicò il suo lavoro nel gennaio del 1895, sulla rivista “Annali d’Igiene sperimentale”, con il titolo “Sugli estratti di alcune muffe”. Qui sottolineò il potere di Penicillium glaucum, Asperegillus flavescens, alcuni schizomiceti  patogeni e saprofiti.

Purtroppo però, in quei tempi l’Italia non godeva di particolare rilevanza nel mondo scientifico e la rivista sulla quale Tiberio pubblicò il suo articolo, non aveva il giusto rilievo.

Ben 35 anni dopo, gli studi di Alexander Fleming (figura 2) sul potere rivoluzionario delle muffe, furono accolti e apprezzati a gran voce dalla comunità scientifica.

Figura 2 – Alexander Fleming

Due anni dopo l’attribuzione del Premio Nobel per la medicina ad Alexander Fleming, il tenente colonnello Giuseppe Pezzi, scovò in biblioteca il lungimirante scritto del Dott. Vincenzo Tiberio (figura 3), ormai da tempo defunto. Egli si occupò di diffondere la notizia in un articolo intitolato “Un italiano precursore degli studi sulla penicillina”. Seguirono numerosi altri articoli in onore di Tiberio, finalmente riconosciuto, anche se in ritardo, come un ricercatore di elevato spessore e talento.

Figura 3 – fotografia che ritrae Vincenzo Tiberio durante i suoi studi

Fonti

Informazioni su elenapanariello 5 Articoli
Studentessa del Corso di Laurea in Scienze Biologiche.

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