Il comportamento dipende dal sistema immunitario cerebrale

Sicuramente vi sarà capitato, almeno una volta nella vita, di chiedervi cosa spinga una persona ad agire in un modo piuttosto che in un altro, o anche perché i maschi agiscano in un modo e le femmine in un altro, secondo quelli che potremmo definire “comportamenti di genere”.

La risposta è, ovviamente, da ricercare nel nostro cervello!
In particolare, è il sistema immunitario cerebrale a decidere se agire “da maschi o da femmine”.

Lo studio che evidenzia questo è stato effettuato sui ratti dai ricercatori della Harvard Medical School a Boston ed è stato pubblicato sulla rivista “Nature Communications”.

Già in passato, numerosi studiosi avevano concentrato la loro attenzione sul sistema immunitario cerebrale, costituito dalla cosiddetta microglia, e avevano messo in luce, con le loro scoperte, come queste cellule non fossero solo implicate nella difesa dalle aggressioni esterne, ma anche e soprattutto nella plasticità cerebrale, principalmente nel periodo dell’adolescenza, periodo di transizione tra l’infanzia e la fase adulta.

Figura 1: Immagine al microscopio di nuovi neuroni (in verde) resi fluorescenti con una tecnica d’ingegneria genetica. In blu sono visibili i nuclei di molti altri neuroni già formati da tempo

Sempre sul cervello dei ratti si è visto come le cellule della microglia avessero un ruolo di cosiddetti “giardinieri” dei circuiti cerebrali: cioè hanno osservato come, in presenza di stimoli vari, all’interno di particolari aree cerebrali (principalmente quelle implicate nella memoria) si creassero nuove cellule nervose ricche di ramificazioni, i dendriti, con cui collegarsi ai neuroni vicini. Successivamente intervenivano le cellule della microglia a sfoltire i vari collegamenti, lasciando intatti quelli utili ed eliminando quelli inutili, andando così a formare il cervello dell’adulto.
Questo meccanismi interessa anche i cambiamenti di comportamento, che risultano più drastici proprio durante il periodo dell’adolescenza!

Figura 2: Immagine che mostra neuroni (in blu) e cellule della microglia (in bianco). In rosso invece è indicato un vaso sanguigno.

Nel nuovo studio, i ricercatori della Harvard Medical School si sono concentrati sull’azione della microglia sui recettori della dopamina del nucleus accumbens, una struttura importante del sistema della ricompensa, che si occupa delle risposte comportamentali a stimoli positivi e/o negativi.

Nei ratti maschi le cellule eliminano un numero significativo di recettori della dopamina D1, cosa che si osserva anche nelle femmine, ma ad opera di un meccanismo differente in cui non è incluso il sistema immunitario cerebrale. Questo evidenzia quindi che probabilmente esistano recettori di differente tipo a seconda del sesso dell’individuo.

Si è anche visto come comportamenti tipici dei ratti maschi, nel primo periodo dell’adolescenza, come spintonarsi, bloccarsi a vicenda o rotolarsi sulla schiena, si riducono nel momento in cui comincia lo sfoltimento dei recettori D1 da parte della microglia.

Questa è, per gli studiosi, una scoperta sorprendente, poiché mai si era immaginato che il sistema immunitario cerebrale potesse avere un ruolo nel rimodellamento cerebrale in funzione del genere o che, addirittura, vi potessero essere dei recettori sesso-specifici.
Si tratta comunque di uno studio agli albori e ancora molti progressi dovranno essere fatti prima di poter essere sicuri che gli stessi meccanismi siano attivi anche nell’uomo.

Tuttavia, resta un passo molto importante per comprendere eventuali alterazioni nello sviluppo neurologico che portano poi a disturbi psichiatrici che cominciano a manifestarsi nell’adolescenza e la cui incidenza, molto spesso, è anche regolata dal genere.
Esempi in questo senso possono essere la depressione, che colpisce in particolar modo il sesso femminile o la schizofrenia che, al contrario, ha una maggiore incidenza nel sesso maschile.

Emanuela Pasculli

Fonte: Le Scienze

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Francesco Centorrino

Sono Francesco Centorrino e sono il creatore di Microbiologia Italia. Mi sono laureato a Messina in Biologia con il massimo dei voti ed attualmente lavoro come microbiologo in un laboratorio scientifico. Amo scrivere articoli inerenti alla salute, medicina, scienza, nutrizione e tanto altro.

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