Cappe Chimiche e cappe Biohazard: parliamone con Fabrizio Cirillo

Abbiamo intervistato Fabrizio Cirillo, un esperto di cappe chimiche e biohazard che oggi ci parlerà del perchè è così importante conoscere il corretto funzionamento di queste e cosa una disinformazione può portare a livello di qualità e di sicurezza.

“Buongiorno Dott. Cirillo, la ringraziamo per questa intervista con Microbiologia Italia. Vuole raccontarci un po’ del suo percorso formativo, fino a diventare l’imprenditore che è oggi?”

Mi chiamo Fabrizio Cirillo, oggi padre di due stupendi figli e marito di una splendida moglie che stimo.

Mi sono arruolato giovanissimo nel lontano 2000 solo per fare il militare in realtà, più che altro perché avevo conseguito il brevetto da elicotterista a scuola e speravo di poter continuare la mia carriera come pilota ma non è andata così per vari motivi.

Ed ecco che in men che non si dica sono passati 13 anni al servizio della Polizia di Stato. In parallelo in tutti questi anni ho collaborato con l’azienda di famiglia denominata TechnoCappe di Roma, dedicando del tempo a formarmi sul mondo dei dispositivi di protezione collettiva, un mondo molto ostico e privo di informazioni sia online che offline.

Ho ideato e brevettato il “Sistema Cappa Sicura ®” 

Un Sistema che permette ai tecnici di laboratorio di lavorare in sicurezza con le proprie cappe sapendo che sono state verificate in modo corretto e che corrispondano alle normative richieste. Trovate maggiori informazioni su www.cappasicura.it

una fotografia di Fabrizio Cirillo
Figura 1 – una fotografia di Fabrizio Cirillo

“Il suo percorso ha toccato anche l’esperienza della polizia. Come mai ha deciso di uscire da questo mondo e di entrare in quello della consulenza e dei servizi tecnici?”

A un certo punto della mia vita sentivo l’esigenza di cambiare e dover contribuire in qualche modo a questa divulgazione nel mondo delle cappe da laboratorio.

Ecco che lascio la Polizia per dedicarmi tutti I giorni esclusivamente ai DPC.
Ho seguito moltissimi corsi sui rischi chimici e rischi biologici legati proprio al cattivo utilizzo delle cappe da laboratorio.

Ho avuto modo di sperimentare come si comportano le cappe e caprine il reale funzionamento utilizzando gli strumenti di cui disponiamo in TechnoCappe.

Il tempo passava e mi sono reso conto che in Italia è veramente difficile reperire queste informazioni sulle cappe ed ecco il perché ho deciso di investire e dedicare moltissimo a scrivere centinaia di articoli presenti sul mio portale indipendente www.chizard.it

Poco tempo dopo decisi di dedicarmi alla stesura di un libro vero e proprio sulle cappe. Il primo ed unico libro in Italia e forse in Europa di 530 pagine.

Ho anche deciso di attirare un pò l’attenzione per far si che certe tematiche non passassero inosservate e credo di esserci riuscito grazie al titolo un pò scioccante.

Infatti ho dato questo titolo: “Apocalisse Zombie – Come fermare l’epidemia del cancro grazie al corretto utilizzo delle cappe da laboratorio” in vendita attualmente su Amazon.

il libro di Fabrizio Cirillo "Apocalisse Zombie - Come fermare l’epidemia del cancro grazie al corretto utilizzo delle cappe da laboratorio"
Figura 2 – il libro di Fabrizio Cirillo “Apocalisse Zombie – Come fermare l’epidemia del cancro grazie al corretto utilizzo delle cappe da laboratorio

Nel tempo fondo anche un canale Youtube di Chizard contenente centinaia di video allo scopo di divulgare informazioni e nozioni che ho appreso sul campo così da evitare alle persone di commettere sempre I soliti errori.

Dopo ho realizzato 2 guide per l’acquisto di cappe chimiche e cappe biohazard proprio perché una mia caratteristica e della TechnoCappe è quella di NON VENDERE assolutamente le cappe ai clienti.

Nel 2019 scrivo una storia sui tecnici di laboratorio da cui deriva la realizzazione di un fumetto delle storie di Capitan K e il Chimico Oscuro.

Una storia che parla di due chimici, uno che vuole fare le cose per bene e l’altro che pur di sbrigarsi e arrivare al risultato prima di tutti gli altri, è disposto a tutto, anche contaminare l’ambiente di lavoro.

Questa situazione lo espone a rischi chimici e biologici non indifferenti. Adesso sto già lavorando al mio 2 libro che parlerà di cappe chimiche dal Titolo: CAPPA CHIMICA “UN KILLER INVISIBILE”.

Spero di riuscire a completarlo e farlo uscire per il 2020 ma sono fiducioso.

“Le cappe chimiche e microbiologiche sono il tuo focus giornaliero. Perché è così importante formarsi su un corretto utilizzo di queste apparecchiature?”

Intanto mi sento di dire che se un tecnico di laboratorio vuole divenire un vero professionista, prima di tutto deve conoscere gli strumenti che utilizza.
Un po’ come un pilota di formula uno conosce alla perfezione la propria auto, un tecnico dovrebbe conoscere la sua cappa.

Se parliamo di cappe biologiche, a seconda della tipologia di manipolazione, si può rischiare una contaminazione dell’operatore, del prodotto o dell’ambiente.

Non credo che sia bello per un’operatore tornare a casa con un bel patogeno da regalare alla propria famiglia. E per quanto uno possa credere di saper usare una cappa, può stare sicuro che non è così semplice come sembra.

Perché i dispositivi di protezione collettiva sono l’unica barriera che si contrappone tra un problema e la buona salute.

Se parliamo di cappe chimiche ad esempio, il rischio è elevatissimo.
Vorrei ricordare per un attimo I fatti accaduti all’Università di Catania dove diversi ragazzi sono stati malissimo ed alcuni altri hanno contratto il cancro morendo poco dopo. Non mi fa impazzire parlare di certe cose ed è proprio per questo che cerco di sensibilizzare al solo fine di evitare anche ad altri di avere in future gli stessi problemi.

“Secondo lei la formazione e l’informazione sulle cappe chimiche e microbiologiche a che punto è in Italia? Vale lo stesso anche per l’estero?”

In Italia siamo veramente molto indietro purtroppo. Soprattutto dentro le Università dove ci sono moltissime cappe vecchie non perfettamente funzionanti che rischiano di mettere in pericolo i lavoratori che spesso sono giovani ragazzi ignari di quello che si stanno respirando.

Ho sentito chimici dire che “il vero chimico” è colui che riesce a riconoscere le sostanze dall’odore presente nell’aria. Anche se è agghiacciante, è la pura realtà e bisogna conviverci.

Devo anche dire che in questi ultimi 20 anni qualcosa sta cambiando, i giovani si informano di più e man mano stanno sostituendo la vecchia generazione. Questo è ottimo perché le resistenze maggiori le ho sempre incontrate con chi ha molta esperienza.

Ma bisogna vedere se questa esperienza è stata fatta in crescita per il primo anno e poi per 19 anni è rimasta la stessa divenendo piatta.

All’estero so che è molto meglio, quanto meno per gli investimenti che vengono fatti sulle cappe nuove e le verifiche delle stesse. Anche se personalmente sono passato da un’università della Florida e non ho trovato questo altissimo livello e differenza dall’Italia. Però preferirei non sbilanciarmi perché ho una piena visione dell’Italia ma non dell’estero al momento e non vorrei dire strafalcioni.

“Quali sono le criticità maggiori che potrebbero compromettere una lavorazione di qualità sotto cappa chimica e cappa microbiologica?”

Vorrei rispondere a questa domanda con dei punti che ho elencato sia per le cappe chimiche che biologiche così da poterlo stampare e apporre sopra la cappa. Almeno lo rendiamo subito fruibile e utilizzabile.

Ecco quindi dei Suggerimenti per chi lavora con le cappe chimiche:

Quando usi una cappa chimica evita:

  • di mettere la testa dentro la cappa durante la manipolazione o quando è spenta;
  • di interrompere le manipolazioni finché non hai ultimato possibilmente;
  • di utilizzare il cellulare personale o di inserirlo nella cappa;
  • di usare sostanze ulteriori che potrebbero legarsi con quelle all’interno;
  • di buttare fuori dalla cappa i rifiuti ma utilizza un cestino dentro la cappa;
  • di muovere in continuazione il saliscendi (se lo fai, devi attendere qualche minuto prima di lavorare);
  • di muovere le mani troppo velocemente all’interno della cappa portando fuori tu stesso i vapori;
  • di avere passaggio di persone dietro di te durante le manipolazioni;
  • di avere porte e finestre aperte durante le manipolazioni;
  • di indossare dispositivi di protezione individuale “DPI” nel modo scorretto;
  • condizionatori che sparano direttamente sul fronte cappa anche se distanti;
  • di lasciare sporche le pareti in caso di eventuali schizzi perché altrimenti sarà difficilissimo pulirle;
  • di lavorare troppo vicino al fronte, devi stare dentro almeno 10 cm (puoi fare un segno nella cappa);
  • di indossare abbigliamento personale non idoneo (come shorts, infradito, maniche corte, ecc);
  • che venga aspirata della carta perché potrebbe occludere i canali o essere aspirata dal motore;
  • di introdurre e di far sporgere grossi strumenti perché potresti compromettere l’aspirazione;
  • che gli strumenti siano appoggiati sul piano, alzali con dei piedini per far passare l’aria sotto di essi;
  • di utilizzare la tua cappa come un ripostiglio riempiendola di materiale spesso anche inutile;
  • di utilizzare sostanze biologiche all’interno della cappa chimica perché non saresti per niente tutelato;
  • di pulire i vetri con prodotti aggressivi o rischierai che si opacizzino non vedendo più nulla;
  • di utilizzare prodotti scadenti per pulizia delle superfici;
  • di lasciare il materiale sotto cappa senza aver pulito adeguatamente al termine del lavoro;
  • di lavorare senza una formazione sul corretto utilizzo di una cappa (“si è sempre fatto così” non va bene!);
  • di lasciare aperto il fronte della cappa (soprattutto se purtroppo lasci flaconi di sostanze);
  • di alterare le caratteristiche delle cappe (sostituzione parti meccaniche o modifiche di altro tipo);
  • evita di utilizzare la cappa se non sei sicuro che stia funzionando correttamente.

Quando usi una cappa Biohazard evita di:

  • di mettere la testa dentro la cappa durante la manipolazione (comprometteresti la sterilità della zona di lavoro);
  • di interrompere le manipolazioni e toccare in giro altre superfici;
  • di utilizzare il cellulare personale o di inserirlo nella cappa;
  • di usare sostanze ulteriori che potrebbero legarsi con quelle all’interno;
  • di buttare fuori dalla cappa i rifiuti ma utilizza un cestino nella cappa;
  • di contaminare tu stesso il prodotto manipolato passando sopra la zona sterile con le braccia;
  • di creare vortici indesiderati muovendo le mani troppo velocemente all’interno della cappa;
  • di avere passaggio di persone dietro di te durante le manipolazioni;
  • di avere porte e finestre aperte durante le manipolazioni;
  • di indossare dispositivi di protezione individuale “DPI” nel modo scorretto;
  • condizionatori che sparano direttamente sul fronte cappa anche se distanti;
  • che vi sia una differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno della cappa;
  • di poggiare fogli di carta o altro sul bordo della cappa;
  • di indossare abbigliamento personale non idoneo (come shorts, infradito, maniche corte, ecc.);
  • di utilizzare il becco Bunsen o altre fonti di disturbo nella cappa;
  • di lavorare senza una formazione sul corretto utilizzo di una cappa (“si è sempre fatto così” non va bene!);
  • grossi strumenti e che siano appoggiati sul piano direttamente, piuttosto alzali con piedini è sempre meglio;
  • di utilizzare la tua cappa come un ripostiglio riempiendola di materiale spesso anche inutile;
  • di utilizzare sostanze chimiche che sviluppano vapori perché potrebbero intaccare le superfici interne;
  • di pulire i vetri con prodotti aggressivi o rischierai che si opacizzino non vedendo più nulla durante l’utilizzo;
  • di utilizzare prodotti scadenti per la disinfezione e pulizia delle superfici (precauzione);
  • di lasciare il materiale sotto cappa senza aver pulito al termine del lavoro;
  • di lasciare i neon UV germicida accesi tutta la notte che non serve a nulla;
  • di lasciare aperto il fronte della cappa soprattutto se vai in ferie (si accumulerà molta polvere all’interno);
  • di alterare le caratteristiche delle cappe (sostituzione parti meccaniche o modifiche di altro tipo);
  • di utilizzare la cappa se non sei sicuro che stia funzionando correttamente.

Ps Se ci tieni alla tua salute o a quella dei tuoi collaboratori e persone care non utilizzare mai una cappa Biohazard che non viene verificata e manutenuta periodicamente da personale di assistenza tecnica qualificato nonché formato adeguatamente sui rischi chimici e biologici nei laboratori.

Spero Di aver dato qualche spunto utile così uniamo l’utile al dilettevole!

“Incontra più evidenti lacune conoscitive da parte dei chimici o dei microbiologi?”

Da entrambe le parti sinceramente. Non ho mai visto uno sbilanciamento o almeno il numero è maggiore per i chimici ma per il semplice fatto che in circolazione ci sono molto più cappe chimiche che cappe biologiche.

Quando si entra in un’Università ad esempio si possono trovare anche 300/400 cappe chimiche. Ma solo per questo, non perché i chimici siano meno attenti dei microbiologi.

“Se si potesse fare una cross-contaminazione di idee e suggerimenti, cosa un microbiologo che usa la cappa biologica può insegnare ad un chimico che usa la cappa chimica, e viceversa?”

Un chimico potrebbe trasmettere al Microbiologo il fatto che le sostanze chimiche possono essere anche molto aggressive al punto di compromettere la struttura della cappa.

Questo perché spesso mi è capitato di vedere in laboratori microbiologici delle lavorazioni con acidi sotto cappa biologica. Questo è sbagliatissimo perché le cappe biologiche sono quasi sempre interamente in metallo attaccabili dai vapori, rischiando di arrugginirsi.

Oppure un chimico potrebbe insegnare al microbiologo che alcune sostanze chimiche sono altamente infiammabili e non dovrebbero essere usate sotto cappa biologica.

Ho documentato in una delle mie guide, diverse cappe che hanno preso fuoco o sono esplose e questo perché le cappe microbiologiche non hanno motori antiscintilla per così dire. E quindi sono a rischio esplosione.

Invece non saprei cosa un Microbiologo possa insegnare a un chimico perchè le lavorazioni e l’utilizzo sono molto diverse.

“La ringraziamo molto per questa intervista, se vuole salutare o dire qualcos’altro ai lettori di Microbiologia Italia, la invitiamo a farlo tranquillamente.”

Intanto ringrazio moltissimo Francesco Centorrino per aver preso questa iniziativa in quanto ho avuto modo di conoscerlo tempo fa e devo dire che è veramente un gran professionista che ha a cuore i suoi collaboratori e il suo lavoro con Microbiologia Italia.

Vorrei terminare ricordandovi che avere delle cappe perfettamente funzionanti è importante quanto conoscerne il corretto funzionamento.

Quindi scaricate la guida che ho scritto e che attualmente è ancora gratuita che trovate sul mio portale informativo di www.chizard.it perché può darvi la possibilità di avere qualche elemento per ricercare una assistenza tecnica qualificata nelle tue vicinanze.

E se siete a Roma o nel Lazio potreste rivolgervi alla www.technocappe.it

Vi saluto cordialmente e vi invito a seguire i miei post su Linkedin o sul gruppo CAPPASICURA

Un caro saluto, Fabrizio Cirillo

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: