Essere Microbiologi in (Sud)Italia: il successo di Germana Lentini

Microbiologia Italia intervista oggi Germana Lentini, ricercatrice di Messina che è stata recentemente onorata di un importante e prestigioso premio.

Ciao Germana, noi di Microbiologia Italia ti ringraziamo per questa intervista. Recentemente la fondazione Adriano Buzzati-Traverso ti ha riconosciuto il Premio alla memoria di Giovanni Magni. Per chi ancora non conoscesse questo riconoscimento, potresti spiegare di che cosa si tratta?

Ciao a tutti, per chi non mi conoscesse sono la dott.ssa Germana Lentini e sono io a ringraziare voi di Microbiologia Italia per questa intervista. Il premio Giovanni Magni, assegnatomi da parte della Fondazione Adriano Buzzati-Traverso, riguarda il miglior lavoro scientifico a livello nazionale, pubblicato su una rivista internazionale, nel campo della genetica e biologia molecolare dei microrganismi, svolto e portato avanti in maniera personale e originale negli anni 2018-2019 da un ricercatore di età inferiore ai 35 anni.

la dott.ssa Germana Lentini in laboratorio durante un esperimento
Figura 1 – la dott.ssa Germana Lentini in laboratorio durante un esperimento

Lo studio premiato è stato quello presente nella rivista Scientific Reports dal titolo “The plasminogen binding protein PbsP is required for brain invasion by hypervirulent CC17 Group B streptococci”. Potresti spiegare ai nostri lettori di cosa tratta lo studio?

Lo studio in oggetto è stato mirato alla caratterizzazione dell’espressione genica e dell’attività di un fattore di virulenza streptococcico, più precisamente di una proteina indicata con l’acronimo di PbsP (Plasminogen binding surface Protein), nel corso del processo infettivo.

I risultati scientifici, ottenuti utilizzando modelli sperimentali murini, hanno dimostrato che tale proteina è un’adesina legante il plasminogeno altamente conservata nell’ambito degli streptococchi di gruppo B (GBS) e che essa è funzionalmente importante per l’invasione del sistema nervoso centrale ad opera di ceppi di GBS ipervirulenti appartenenti al complesso clonale 17 (CC17), ceppi maggiormente responsabili di meningiti neonatali post-partum in gestanti con colonizzazione vaginale resistente alle comuni terapie antibiotiche.

Tale studio si inquadra, ad oggi, come unico studio presente in letteratura in cui l’espressione genica di fattori di virulenza di streptococchi di gruppo B è stata valutata direttamente in organi infetti. Inoltre, tale studio evidenzia come la PbsP rappresenti un candidato promettente per lo sviluppo di un nuovo vaccino universale in grado di prevenire l’infezione da streptococco di gruppo B.

Si sente spesso dire che la ricerca al sud è una ricerca di serie B, ma questo importante traguardo da te ottenuto potrebbe finalmente zittire coloro i quali sostengono questa tesi. Che cosa ne pensi al riguardo?

Ritengo che questa affermazione sia abbastanza superficiale, in quanto conosco tantissimi gruppi di ricerca dell’Università degli Studi di Messina che portano avanti quotidianamente i loro progetti con grande serietà, impegno, dedizione e con grandi risultati, che, tuttavia, non vengono spesso pubblicizzati a dovere. Come sempre chi non si informa non conosce!

Personalmente ritengo che nel nostro paese, nella sua interezza, la ricerca scientifica non venga adeguatamente supportata e valorizzata, come invece viene fatto in quasi tutti i paesi europei. Essa rappresenta una necessità basilare della nostra società su cui puntare ed investire, ma purtroppo, ad oggi, in Italia, ciò non è ancora stato compreso adeguatamente.

Hai da poco terminato il dottorato presso l’università di Messina in Biotecnologie mediche e chirurgiche. Vuoi raccontare ai lettori di Microbiologia Italia questa esperienza formativa? La consiglieresti?

Ho vinto il concorso di Dottorato di Ricerca in Biotecnologie Mediche e Chirurgiche quasi per caso, quando ero già pronta a lasciare l’Italia per portare avanti il mio sogno di fare ricerca. Sono stata subito accolta con grande affetto ed entusiasmo nel Laboratorio di Biotecnologie Microbiche coordinato dai Professori Giuseppe Teti e Concetta Beninati, ed, ad oggi, credo che il destino mi abbia aiutato parecchio.

I miei docenti hanno sempre creduto in me, supportandomi quotidianamente con grande professionalità, ma soprattutto con grande umanità. Inoltre, ho trovato dei colleghi meravigliosi e molto disponibili, cosa non sempre comune. Ritengo infatti, che la vera forza di chi voglia fare ricerca sia il gruppo; il lavoro del singolo, se non supportato dal team, ha valenza ridotta.

Sono stati tre anni importanti per la mia formazione, ma soprattutto per la comprensione che chi vuole fare ricerca deve amarla in tutte le sue sfaccettature, sia positive che negative. Sicuramente, se avessi la possibilità di tornare indietro non cambierei nulla di ciò che ho fatto e consiglierei questa esperienza formativa.

un'altra fotografia che ritrae la dott.ssa Germana Lentini in laboratorio
Figura 2 – Germana Lentini in laboratorio

Il periodo all’estero durante il dottorato: hai avuto modo di poter svolgere il tuo percorso anche all’estero? Se si, vorresti condividere con noi questa esperienza?

Durante il mio secondo anno di dottorato, ho svolto un periodo di otto mesi in qualità di ricercatrice ospite presso il Centre of Molecular Inflammation Research (CEMIR) del Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare della Norwegian University of Science and Technology NTNU di Trondheim (Norvegia) sotto la supervisione del Prof. Terje Espevik.

Sono stata accolta con grande professionalità e disponibilità da tutti coloro che lavorano al CEMIR ed insieme siamo riusciti ad ottenere grandi risultati scientifici. Sicuramente vivere in Norvegia non è stato semplice, ma ho avuto la possibilità di confrontarmi con tanta gente di diverse nazionalità, pensieri ed usanze e ciò mi ha arricchito enormemente, soprattutto come persona.

Come vede il futuro e quali aspettative ha verso se stessa e verso la ricerca che sta conducendo Germana Lentini?

Questa domanda è forse la più complessa, sicuramente porterò avanti la ricerca che sto conducendo ed altri filoni di ricerca ad essa associati e spero di farlo qui, nella mia amata Messina.

Per quanto concerne le aspettative verso me stessa spero di poter sempre essere all’altezza dei compiti che mi vengono assegnati in ogni ambito, sia lavorativo che non, ed, essendo una persona molto religiosa, mi affido molto a Dio per quanto riguarda il mio futuro, Lui saprà quale strada farmi intraprendere come ha sempre fatto sino ad ora.

Grazie dott.ssa Germana Lentini per la tua disponibilità, l’intervista è terminata. Cosa vorresti consigliare ai nostri lettori di Microbiologia Italia?”

Grazie a voi. Consiglio ai lettori di Microbiologia Italia che vogliano intraprendere un percorso simile al mio di non abbandonare mai i vostri sogni, di camminare sempre a testa alta nonostante le notevoli difficoltà che troverete nel vostro cammino.

A rinunciare, d’altronde, siamo bravi tutti!

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