Microbiologia Italia al museo Micropia di Amsterdam: il racconto dell’esperienza

Collezione microbica

Uno dei nostri autori, Nicola Di Fidio, è stato al museo Micropia di Amsterdam. Abbiamo colto l’occasione per intervistarlo e farci raccontare la sua esperienza in Microbiologia Italia e al Micropia.

Ciao Nicola, per chi non lo sapesse sei da ormai molto tempo autore del sito Microbiologia Italia. Vuoi raccontare ai nostri lettori la tua esperienza in questo progetto divulgativo?

Ciao, la mia avventura nel meraviglioso progetto “Microbiologia Italia” è iniziata nell’agosto del 2017 quando, a distanza di un anno e mezzo dalla mia laurea magistrale in Biotecnologie Industriali ed Ambientali, mi preparavo ad iniziare il mio Dottorato di Ricerca. Prima di allora, per alcuni anni, sono stato dall’altra parte… uno delle migliaia di lettori appassionati di microbiologia che quotidianamente leggeva gli articoli pubblicati sul sito e sulla pagina Facebook di Microbiologia Italia, sognando di diventare un giorno un divulgatore scientifico.

Da studente non mi sono mai sentito all’altezza del compito di autore, ma dopo aver conseguito la mia laurea magistrale e aver lavorato in un centro di ricerca e in azienda ho acquisito la sicurezza necessaria per inviare la mia candidatura al team editoriale di Microbiologia Italia.

Da allora, in poco più di due anni ho avuto il privilegio di realizzare circa 60 articoli divulgativi migliorando continuamente le mie conoscenze e abilità comunicative grazie al costante supporto di un team editoriale competente, professionale, educato, affiatato e tremendamente appassionato.

Che cosa ti spinge a scrivere, ormai da anni, per il nostro portale scientifico?

Senza alcun dubbio il mio grande amore per la scienza ed in particolare per la ricerca applicata nel settore delle biotecnologie. Adoro il mio lavoro di ricercatore, nonostante tutte le difficoltà e il precariato ad esso associato, e vorrei trasmettere il mio entusiasmo ai colleghi, agli studenti e alle generazioni future.

Come spesso spiego a chi mi chiede perché faccia tutto questo lavoro gratuitamente, mi basta sapere che anche una sola persona al mondo abbia letto un mio articolo per essere felice e appagato. Essere un ricercatore per me significa essere generosi in quanto non si lavora per se stessi ma per gli altri. Per cui un ricercatore che tiene per sé tutta la propria conoscenza e non si sforza di divulgarla e condividerla, per me, non può definirsi tale.

A novembre del 2019 sei stato ospite del museo microbiologico di Amsterdam, Micropia. Da amante della microbiologia che cosa hai provato visitando questo museo?

Negli ultimi cinque anni ho avuto la fortuna di viaggiare tanto e visitare tantissimi musei di scienze in Europa, ma l’esperienza al Micropia di Amsterdam è stata quella che mi ha entusiasmato più di tutte. Avevo letto di questo museo proprio grazie ad uno degli articoli pubblicati in passato sul nostro portale scientifico e quando mi si è presentata l’occasione di trascorrere un fine settimana ad Amsterdam non ci ho pensato due volte. Dovevo visitarlo.

Appena entrato nel museo mi ha dato il benvenuto, accogliendomi letteralmente a “braccia aperte”, un tardigrado gigante (se paragonato alle dimensioni reali di tale microorganismo). Inutile dire che mi sono sentito come un bimbo per la prima volta al parco giochi. Non ho potuto evitare di sedermi davanti a lui e scattarmi una fotografia.

Tardigrado gigante

Figura 1 – L’autore Nicola Di Fidio assieme alla statua imponente di un tardigrado del museo Micropia

Una delle caratteristiche più affascinanti del Micropia è la sensazione di essere in un vero e proprio laboratorio di ricerca microbiologico, costellato di microscopi ottici con cui osservare da vicino batteri, lieviti, muffe e piccoli insetti.

Tutto il personale del museo, dagli addetti alla biglietteria fino alle guide, indossava un camice da laboratorio ed una targhetta riportante il proprio nome. Inoltre, tutte le guide presenti alternavamo momenti di spiegazione nei confronti dei visitatori a momenti di controllo e manutenzione delle installazioni esposte (messa a fuoco dei microscopi, densità microbica nelle beute, ecc.).

Interno del museo Micropia

Figura 2 – Una delle tante sale del museo Micropia di Amsterdam

A conferma di questa sensazione, verso la metà del percorso guidato, mi sono ritrovato davanti un vero e proprio laboratorio di microbiologia in cui il personale esperto monitorava la crescita dei microorganismi esposti e preparava nuove piastre e nuove colture microbiche.

Laboratorio microbiologico nel Micropia

Figura 3 – Il laboratorio microbiologico di Micropia

Per me questo è un colpo di genio, poiché si riesce ad esprimere perfettamente la coniugazione tra l’aspetto tecnico-scientifico e l’aspetto culturale e divulgativo che un museo di scienza di questo tipo dovrebbe trasmettere ai visitatori. Non c’è nulla di più affascinante di un luogo che riesca a mettere insieme arte, cultura e scienza. Il Micropia per me è tutto questo!

Non a caso, subito dopo il laboratorio microbiologico è presente una stupenda esposizione di decine e decine di microrganismi in piastre Petri, come monocolture o come consorzi microbici ottenuti da oggetti di vita quotidiana (telefono cellulare, telecomando, cuscino, spazzolino, mani e tanto altro ancora). Una vera e propria ondata di colori e forme diverse disposte e descritte in maniera chiara e ordinata.

Esposizione microbica

Figura 4 – Esposizione microbica con diverse piastre Petri

Che cosa ti aspettavi di visitare prima di mettere piede in Micropia?

Sinceramente credevo di trovare un classico museo di scienze naturali, con un focus sui microrganismi, ossia un museo abbastanza “statico”, basato prevalentemente sulla descrizione dei microrganismi attraverso fotografie, video e piastre con cellule microbiche non vitali. Ma il Micropia si è rivelato fortunatamente il contrario delle mie aspettative: un museo dinamico, interattivo, molto digitale e soprattutto interamente vivo!

È stato davvero pazzesco osservare al microscopio cellule batteriche in movimento, larve di insetto svolazzanti all’interno delle piastre, microalghe, batteri bioluminescenti responsivi alla luce fornita. Ma l’installazione che mi ha lasciato completamente a bocca aperta e imbambolato per almeno quindici minuti è stata un vero formicaio a più livelli. Una vera e propria città delle formiche, tutte incredibilmente ordinate e coordinate per trasportare il cibo esterno all’interno dei formicai in fase di costruzione, ubicati all’interno di teche di vetro trasparente.

Formicaio gigante

Figura 5 – Un formicaio imponente presente al museo Micropia

Dopo questa esperienza consiglieresti ai nostri lettori di visitare questo museo della scienza e perché?

Assolutamente sì! Secondo me è l’apoteosi di ogni amante della microbiologia! Purtroppo, non è semplice attrarre la gente con la Scienza, soprattutto con un argomento specifico come la microbiologia. Tuttavia, si tratta di un museo così ben strutturato da essere adatto sia per adulti sia per bambini, sia per esperti di microbiologia sia per i non addetti ai lavori.

Il costo di soli 8 euro per studenti e 16 euro per adulti rende il Micropia leggermente più economico rispetto alla media degli altri musei olandesi e rispetto ai principali musei di scienze europei.

Infine, non è da trascurare la comoda possibilità di accesso e fruizione di tutti i contenuti del museo anche da parte di visitatori diversamente abili, grazie ad uno spazioso ascensore, sul cui soffitto vengono proiettati dei filmati divulgativi durante l’ascesa e/o la discesa, al posizionamento relativamente basso dei microscopi e alla presenza di camere oscure molto spaziose per l’osservazione di installazioni particolari (es. bioluminescenza batterica).

Bioluminescenza

Figura 6 – Camera oscura per l’osservazione della bioluminescenza in camera oscura

Sei uno studente di dottorato in Scienze Chimiche e dei Materiali presso l’Università di Pisa, quali sono i tuoi progetti professionali futuri?

Il mio sogno è diventare un ricercatore e un divulgatore scientifico nel settore delle biotecnologie industriali ed ambientali. Dal 2015 mi occupo di studiare bioprocessi innovativi e sostenibili per la produzione di biocarburanti e bioprodotti a partire da biomasse di seconda generazione, ossia non di interesse alimentare. La caratteristica più affascinante del mio progetto di ricerca è la multidisciplinarietà: chimica organica ed inorganica, microbiologia, biotecnologie delle fermentazioni, chemiometria e basi di economia.

Tutto ciò mi permette di apprendere e migliorarmi costantemente, oltre che a fornirmi spesso interessanti spunti per la realizzazione degli articoli per Microbiologia Italia. Ad oggi, i miei obiettivi a breve termine sono terminare il mio percorso di dottorato, conseguendo il titolo di Dottore di Ricerca in Scienze Chimiche e dei Materiali, e continuare a contribuire al progetto divulgativo Microbiologia Italia.

Tornando alla divulgazione, cosa ti senti di dire a coloro i quali volessero intraprendere questo percorso di divulgazione? Hai qualche consiglio da dare?

La divulgazione scientifica è una attività tanto entusiasmante quanto impegnativa. All’inizio può sembrare un gioco o un passatempo ma col passare del tempo e con l’esperienza maturata ci si accorge dell’importante ruolo culturale e sociale che essa ricopre. Oramai l’informazione viaggia quasi alla velocità della luce per cui bisogna stare molto attenti a ciò che si afferma. Non a caso vi è uno sforzo crescente a livello internazionale per la lotta alle fake news.

Secondo il mio modesto parere, per svolgere correttamente l’attività di divulgatore bisogna essere innanzitutto estremamente motivati e appassionati ed in secondo luogo preparati, pazienti, accurati nella ricerca della veridicità dell’informazione diffusa e delle fonti ad essa associate.

Io sono sempre stato dell’idea che nella vita l’impegno, la dedizione e lo spirito di sacrificio ripagano sempre, in tempi e forme differenti per ognuno di noi. E la mia esperienza in Microbiologia Italia ne è stata l’ennesima dimostrazione.

Tanti bei traguardi e riconoscimenti sono stati ottenuti dal nostro gruppo editoriale, come il sempre crescente numero di lettori (fino agli attuali 54 mila circa), la collaborazione avviata da più di un anno con la casa editrice Zanichelli per la stesura di schede di approfondimento in libri di testo per scuole superiori, e la partecipazione su invito a convegni scientifici nazionali e internazionali. Ma gli obiettivi da raggiungere sono ancora tanti e sempre più ambiziosi.

Il segreto del successo? Il lavoro di squadra! Da soli non si va da nessuna parte nella vita secondo me, insieme nulla diventa impossibile!

L’intervista è terminata, hai qualcos’altro da dirci o da dire ai lettori che ci seguono?

Si, essere parte di questo progetto scientifico mi ha permesso di scoprire la grande famiglia editoriale di Microbiologia Italia. Si tratta un gruppo eterogeneo che spazia da studenti e dottorandi fino a ricercatori, liberi professionisti ed esperti d’azienda, tutti uniti dall’amore per la microbiologia e dalla disponibilità al confronto.

Ognuno con le proprie competenze, preferenze scientifiche, peculiarità caratteriali, abilità di scrittura e idee. È questa la forza del nostro gruppo che, però, senza la guida solida, chiara e professionale di Francesco Centorrino, Andrea Borsa, Salvatore Gemmellaro, Simone Rinaldi e Gaia Balbi non sarebbe cresciuto così tanto, giungendo ai risultati conseguiti ed inizialmente inimmaginabili.

Infine, ringrazio di cuore tutti i nostri lettori poiché è grazie a loro se quotidianamente io e i miei compagni di avventura troviamo l’energia e la passione per continuare a migliorare il progetto scientifico e divulgativo Microbiologia Italia.

Un caro saluto e ci sentiamo presto online!

fotografia di Nicola di Fidio al museo Micropia di Amsterdam

Figura 7 – Altra fotografia di Nicola Di Fidio al museo Micropia di Amsterdam

Nicola Di Fidio

Informazioni su Nicola Di Fidio 57 Articoli
Nicola Di Fidio, Ph.D. student Department of Chemistry and Industrial Chemistry - University of Pisa Via G. Moruzzi 13 - 56124 Pisa MSc. in Industrial and Environmental Biotechnologies Mob: +39 3299740251 Primary e-mail: nicola.difidio91@gmail.com Secondary e-mail: n.difidio@studenti.unipi.it

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