I funghi medicinali come nuovi prebiotici

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Premessa

Probiotici e prebiotici sono strumenti importanti, in sinergia all’alimentazione, all’attività motoria e ad un corretto stile di vita, per favorire il mantenimento o il ripristino di un microbiota equilibrato. In questo articolo approfondiremo i funghi medicinali utilizzati come prebiotici.

Mentre i probiotici sono definiti “preparazioni o prodotti contenenti microrganismi fisiologici vitali in grado di condizionare il microbiota (per impianto o colonizzazione) e di esercitare effetti benefici nell’ospite”, i prebiotici sono “molecole non digeribili che influenzano positivamente la crescita e/o l’attività dei microrganismi fisiologicamente utili presenti nell’intestino”. I prebiotici sono un vero e proprio “cibo” per i microrganismi fisiologicamente utili dell’intestino: migliorano l’ecosistema microbico favorendo la proliferazione della componente buona del microbiota e contrastano la crescita di quella patogena, aiutano a riequilibrare il metabolismo, sostengono la struttura della mucosa intestinale e riducono infiammazione e neuro-infiammazione, migliorando la salute psico-fisica generale.

Il microbiota, attraverso la fermentazione delle fibre prebiotiche, produce sostanze chiamate “Short Chain Fatty Acids” (SCFA), ossia acidi grassi a catena corta (butirrato, propionato, acetato, lattato) benefici per l’organismo.

Prebiotici emergenti

Sia i funghi eduli che i cosiddetti “funghi medicinali” si sono rivelati prebiotici “emergenti” tanto che numerosi ricercatori stanno studiando il loro effetto prebiotico sul microbiota. Le molecole ad azione prebiotica più studiate contenute nei funghi sono i β-glucani, in particolare quelli a elevato peso molecolare, insolubili ed indigeribili che sono metabolizzati (fermentati) dal microbiota e che quindi lo alimentano. È stato dimostrato che i β-glucani insolubili hanno una buona attività bifidogenica ossia sono metabolizzati in modo molto efficace dai bifidobatteri, dimostrando in tal modo l’efficacia dei funghi medicinali come prebiotici.

Inoltre, dato che un buon microbiota è correlato ad una riduzione dell’infiammazione generale dell’organismo, si otterrà anche una riduzione dello stato infiammatorio cronico sistemico, con riduzione della suscettibilità a sviluppare numerose malattie. Dei numerosi funghi utilizzati a scopo terapeutico, alcune specie esercitano un effetto prebiotico: diamo prima uno sguardo generale ai funghi ad azione medicinale e, dopo avere fatto una breve introduzione su cosa si intende con tale termine, esaminiamo meglio le specie che manifestano una specifica azione prebiotica.

I funghi medicinali

I funghi medicinali piu´ utilizzati nella micoterapia sono circa 12 specie.
Figura 1 – I principali funghi ad azione terapeutica

Quando utilizziamo il termine “funghi medicinali” non parliamo di porcini o champignon ma di funghi che sono stati utilizzati in Medicina Tradizionale Cinese (MTC) per millenni sia come alimenti che come fitoterapeutici, allo scopo di ottenere benessere e longevità. Per la medicina orientale i funghi hanno un ruolo essenziale nella pulizia di organi emuntori quali fegato e reni e per questo sono parte integrante dell’alimentazione giornaliera.

Lo studio dell’utilizzo medico dei funghi si è sviluppato, in occidente, particolarmente negli ultimi 40 anni, con ricerche approfondite volte a identificarne il potenziale curativo e le proprietà farmacologiche, scoprendo che i funghi sono il segreto di alcune tra le popolazioni più longeve del pianeta. Negli ultimi anni alcuni funghi sono stati dichiarati “medicinali“, e sono aumentati in maniera significativa gli studi scientifici sia clinici che molecolari orientati all’isolamento e all’utilizzo di composti farmacologici per dare spiegazione degli effetti terapeutici evidenziati sperimentalmente.

Funghi come super alimenti

I funghi sono da considerare per le loro svariate virtù, come dei “super alimenti” naturali e l’interesse per la coltivazione, il loro consumo e l’utilizzo teapeutico è, recentemente, aumentato in tutto il mondo. La loro azione mira al ripristino dell’equilibrio dell’organismo; in quest’ottica sono considerati “adattogeni”, ossia sostanze che non provocano stress aggiuntivo all’organismo, e non causano la comparsa di effetti collaterali indesiderati. I funghi sono ricchi di vitamine, minerali e molecole farmacologicamente bioattive, sono ricchi dal punto di vista nutrizionale, ma hanno un contenuto calorico basso; rappresentano una ricchezza nutrizionale e “nutraceutica” grazie alla naturale sinergia dei vari componenti che consente che tali alimenti, assunti in toto, possano esprimere uno straordinario potenziale.

Tra le principali proprietà che vanno riconosciute ai funghi medicinali abbiamo: a) modulatori del sistema immunitario, b) contro le malattie del benessere, c) detossificazione. Riguardo all’azione sul sistema immunitario, in molte malattie (allergie, malattie autoimmuni) si riscontra uno squilibrio del sistema immunitario. Studi scientifici hanno dimostrato che i funghi effettuano una modulazione del sistema immunitario riportandolo all’equilibrio con notevole riduzione dei sintomi causati dallo squilibrio.

Questo effetto si esplica grazie ai β-glucani, di cui i funghi sono ricchissimi, che stimolano particolari cellule e attivano la produzione di molecole in grado di orientare la risposta immunitaria nella corretta direzione.

Per quanto concerne le malattie del benessere, l’attuale stile di vita porta allo sviluppo di quali diabete, ipercolesterolemia, dislipidemie, gotta, soprappeso e obesità, ipertensione ecc.

Grazie alle loro caratteristiche i funghi forniscono anche in questo caso un ottimo contributo al riequilibrio metabolico.

Infine, i funghi sono molto efficaci nella detossificazione di organi quali il fegato e i reni, ma sono in grado di sostenere anche le funzioni di stomaco, intestino, vie aeree e sistema linfatico.

L’azione tonificante su questi tessuti e organi permette all’organismo di eliminare con maggiore efficacia le tossine accumulate, e di eliminare sintomi quali l’astenia spesso presente in situazioni di carico tossinico elevato.

I funghi medicinali ad azione prebiotica

I funghi medicinali sono numerosi, ma in occidente ne sono reperibili solo una parte, di cui è stata testata l’efficacia attraverso studi farmacologici ed esperimenti.

I funghi sia come alimenti che come micoterapia sono attualmente considerati prebiotici emergenti.

È stato dimostrato che l’aggiunta di fungo intero (anche essiccato) alla dieta aumenta la biodiversità dei batteri intestinali riducendo le prevalenze di patogeni e, in modelli di lesioni intestinali riduce situazioni di iperplasia e di infiltrazione linfocitaria.

Dei circa 12 funghi che vengono maggiormente utilizzati per le loro svariate proprietà terapeutiche su numerosi organi, ci soffermeremo, in particolare, solamente su quelle specie che hanno una comprovata azione prebiotica.

Hericium erinaceus

Conosciuto anche con il nome di “criniera di leone” o “barba bianca” è il fungo più usato nella Medicina della Tradizione Cinese per l’apparato gastroenterico utilizzato in tutte le problematiche e malattie gastriche.

Hericium erinaceus viene considerata  la specie, tra i funghi medicinali, dotata di un particolare tropismo per l´apparato gastro-intestinale.
Fig. 2Hericium erinaceus

Ottimo per i disturbi di stomaco e per le gastriti è stata dimostrata la sua efficacia anche nei confronti dell’Helicobacter pylori responsabile, quando prevalente rispetto alle altre specie, di molte problematiche gastriche quali gastrite, ulcera gastrica e gastroduodenale, linfoma gastrico del MALT e carcinoma gastrico.

Dal punto di vista sintomatologico questo fungo migliora la gestione dei sintomi della gastrite e del reflusso gastro-esofageo (RGE), e aiuta il recupero funzionale della mucosa gastrica in caso di gastrite cronico-atrofica e gastrite autoimmune

Il meccanismo è semplice: questo fungo induce una produzione di muco, quella sostanza che riveste le pareti interne dello stomaco proteggendole dall’erosività dei succhi gastrici.

In caso di gastrite questo muco non viene prodotto a sufficienza, e così c´è il rischio che i succhi digestivi oltre a digerire il cibo digeriscano anche lo stomaco. 

Hericium erinaceus stimola la produzione di muco protettivo e quindi fa sparire l’infiammazione senza nessun effetto collaterale.

Questo fungo, inoltre, riesce a fare quello che è stato scoperto da Rita Levi Montalcini che, nel 1986, ricevette il premio Nobel per la Medicina per aver scoperto che i neuroni, una volta danneggiati, sono in grado di rigenerarsi grazie al fattore NGF (fattore di crescita nervoso).

Ecco, questo fungo fa proprio questo, stimola la rigenerazione neuronale.

Quindi, Hericium erinaceus, oltre agli effetti diretti sulla mucosa intestinale, esercita anche una potente azione di neuroprevenzione e neuroprotezione, richiamando l’attenzione sulla relazione tra intestino come sistema nervoso enterico (SNE) e cervello (asse intestino-cervello).

Un doppio effetto, quindi, di potenziamento immunitario e dimiglioramento della risposta neurologica ancheenterica: attività di neuro-immuno modulazionee riequilibrio dell’asse intestino-cervello.

Dati osservazionali ottenuti su soggetti affetti da condizioni infiammatorie intestinali (colite ulcerosa, morbo di Chron, parassitosi, cancro gastrointestinale) hanno evidenziato che la sua supplementazione (2 g al giorno di una sinergia di fungo intero ed estratto) ha permesso di ridurre i livelli di calprotectina (una proteina rilasciata da un gruppo di globuli bianchi, chiamati neutrofili; quando c’è un’infiammazione nel tratto gastrointestinale, i neutrofili si muovono verso esso e rilasciano calprotectina la cui concentrazione nelle feci aumenta) di oltre il 70%, con grande miglioramento della sintomatologia (diarrea, sangue nelle feci, dolore addominale, perdita di peso, astenia, ansia, insonnia e alterata concentrazione).

Shiitake (Lentinula edodes)

Usato anche in cucina per il suo sapore dolce e gradevole, è consigliato per tonificare l’energia vitale, l’attività cardiaca e la circolazione del sangue, abbassa il tasso delle LDL, promuove l’attività fisiologica di fegato e reni e contrasta i disturbi gastroenterici.

Oltre a esercitare un effetto prebiotico sia sul microbiota orale che su quello intestinale, questo fungo ha anche un potente effetto antimicrobico e antifungino
Fig. 3Shiitake (Lentinula edodes)

Oltre a esercitare un effetto prebiotico sia sul microbiota orale che su quello intestinale, questo fungo ha anche un potente effetto antimicrobico e antifungino tanto da arrivare a inibire la crescita nell’85% dei microrganismi patogeni (tra cui 50% lieviti).

Uno studio scientifico ha evidenziato una riduzione del rapporto Firmicutes/Bacteroidetes con conseguente effetto di miglioramento del metabolismo e controllo del peso e un aumento dei Proteobacteria nell’intestino tenue, nel cieco e nel colon, correlati a una maggiore produzione di Ig A di superficie.

Da molti anni l´incremento del rapporto Firmicutes/Bacteroidetes è stato associato ad un aumentato rischio di incremento della massa corporea, allo sviluppo della sindrome metabolica e del diabete di tipo 2.

Maitake (Griphola frondosa)

Chiamato “re dei funghi” sia per le sue dimensioni che per le molteplici proprietà, è considerato un tonico capace di aumentare la vitalità ed è usato in tutti i casi di ipertensione e di alterazioni metaboliche, nonché come immunostimolante.

Il Maitake svolge un'azione antinfiammatoria sulla mucosa intestinale risultando molto utile per contrastare malattie come il morbo di Crohn e la colite.
Fig. 4Maitake (Griphola frondosa)

Ha un ottimo effetto stimolante del sistema immunitario, protettivo della prostata, ipoglicemizzante e anti colesterolo, pertanto è un fungo brucia-grassi.

Ma soprattutto svolge un’azione antinfiammatoria sulla mucosa intestinale risultando molto utile per contrastare malattie come il morbo di Crohn e la colite.

Reishi (Ganoderma lucidum)

Si sono contati almeno 400 principi attivi solo in quest’unico fungo, tanto che risulta preventivo di quasi tutte le possibili patologie del corpo umano, tumori inclusi.

Studi hanno dimostarto che l’assunzione regolare di Ganoderma lucidum migliora il rapporto Firmicutes/Bacterioidetes svolgendo in tal modo una efficace azione prebiotica..
Fig. 5Reishi (Ganoderma lucidum)

Svolge un´azione detta “cortison-like”, quindi è un potente antinfiammatorio indicato sia per proteggere dalle malattie virali e dalle infezioni che in caso di patologie autoimmuni come la tiroidite di Hashimoto.

Efficace come antivirale, immunomodulante, antinfiammatorio, antiossidante ed epatoprotettivo, regolarizza il metabolismo dei grassi, aumenta la capacità di gestire lo stress psicofisico, potenzia l’energia del cuore e favorisce il recupero del sonno.

Ricco di vitamine, sali minerali, polisaccaridi, glicoproteine, antistaminici naturali e steroli, è consigliato anche nelle infiammazioni croniche e nelle patologie degenerative come l’artrite reumatoide, l’arteriosclerosi, la pancreatite e l’ulcera gastrica o duodenale. 

Inoltre contribuisce alla risoluzione delle patologie dermatologiche, ed è utile in tutti i casi di diabete, ipertensione arteriosa e ipercolesterolemia.

Nel 2015 è stato dimostrato che l’assunzione regolare di Ganoderma lucidum migliora il rapporto Firmicutes/Bacterioidetes riducendo il “fenotipo obeso” nei topi utilizzati per lo studio.

Anche in questo caso il Ganoderma lucidum migliora l’infiammazione cronica di basso grado, la resistenza insulinica e riduce l’accumulo di grasso viscerale ed epatico, sia per riduzione della lipogenesi che per l’aumento della lipolisi.

Interessanti anche i risultati di una nuova ricerca che evidenziano effetti di miglioramento del microbiota e della salute dell’intestino tenue con aumento della produzione di IgA di mucosa, conseguenti alla sua assunzione.

Con la sua somministrazione si osserva frequentemente una riduzione della sintomatologia intestinale associata alla somatizzazione dello stress.

Data la concordanza dei recenti studi, possiamo affermare che molti degli effetti del Ganoderma lucidum potrebbero essere associati ai suoi effetti sul microbiota.

Le molecole dei funghi ad azione prebiotica

Tra le molecole a effetto prebiotico contenute nei funghi vi sono: i polisaccaridi (β-glucani prevalentemente insolubili); gli aminoglicani (glucosammina, chitina/chitosano sia solubili che insolubili); gli eteroglicani (mannoglucani, galattoglucani contenuti prevalentemente nei lieviti); polifenoli/flavonoidi hanno un effetto positivo sul microbiota. È stato stimato che il 90-95% dei polifenoli non vengano assorbiti nell’intestino tenue e che raggiungano il colon per essere metabolizzati dal microbiota; il trealosio un disaccaride prebiotico.

I beta glucani sono molecole sia ad azione modulatoria sul sistema immunitario che ad azione prebiotica.
Fig. 6 – I beta-glucani

Conclusioni

Esperienze tradizionali e studi moderni dimostrano che i funghi sono dei promettenti potenziali terapeutici.

L’uso di funghi come prebiotici ha numerosi vantaggi; innanzitutto sono poco costosi, facili da produrre e hanno notevoli qualità che li rendono straordinari per la salute: irrobustiscono il microbiota, sono immunomodulanti, antinfiammatori, rinforzano l’organismo a vari livelli e ne riducono la suscettibilità alle malattie.

Per alcuni funghi è stato notato un effetto su particolari comunità microbiche, ma i dati pubblicati sono concordi sul fatto che la riduzione dell’infiammazione cronica sistemica e il miglioramento della salute globale dell’organismo potrebbero essere davvero correlate al loro effetto sul microbiota.

Per un effetto sul microbiota devono essere utilizzati i funghi interi, contenenti quindi polisaccaridi a elevato peso molecolare, indigeribili e insolubili, polifenoli, trealosio e amminoglicani.

Per alcune specie di funghi medicinali non esistono ancora studi sufficienti.

Buona parte delle ricerche sono state condotte su cellule in coltura ed ancora non ci sono abbastanza casi clinici per valutare con certezza la loro azione terapeutica.

Quest´ultimo punto non deve certamente essere motivo per desistere dal loro impiego ma deve essere da stimolo per intensificare gli studi scientifici atti a dimostrare le loro proprietà terapeutiche tenendo presente che, in un concetto moderno di salute, questa non può scaturire da soluzioni uniche ma solo da risposte terapeutiche integrate.

In quest’ottica l’uso della micoterapia potrebbe diventare la medicina complementare e integrata del futuro.

Fonti

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