Patogeni opportunisti: Mucormicosi e Covid-19, il caso indiano

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Da alcuni giorni le maggiori testate internazionali, quelle italiane non ancora, stanno diffondendo la notizia di una grave complicazione occorsa ad alcuni pazienti in cura per polmonite da Sars-CoV-2.

L’allarme è stato diffuso da Mumbai dal Dr. Akshay Nair, un eminente chirurgo oculare.

Durante un’operazione ad una donna di 25 anni, ha notato del tessuto in necrosi nelle mucose nasali; rimuovendolo, non ha avuto dubbi: si trattava di Mucormicosi.

Il “ Fungo Nero”

La Mucormicosi è una condizione grave causata da una serie di funghi patogeni opportunisti, presenti nel terreno, nell’aria, nei vegetali e persino nelle mucose nasali di persone perfettamente sane. Come si evince dalla loro descrizione, possono causare malattia in persone con sistema immunitario indebolito, come i diabetici, le persone sieropositive, i pazienti oncologici, trapiantati e, si sta osservando, anche in quelli affetti da Covid-19.

Questi funghi appartengono all’ordine dei Mucorales (classe degli Zigomiceti), e comprendono generi quali Mucor (Fig.1), Absidia e Rizhopus, che sono quelli più frequentemente rilevati come causa di malattia nell’uomo.

Questi miceti sono in grado di moltiplicarsi nella mucose orofaringee, negli occhi ma anche in profondità nel sistema nervoso, provocando gravi malattie che comprendono sintomi respiratori e neurologici. Nelle mucose, si notano delle macchie nere di tessuto riconducibili alla moltiplicazione del fungo.

Un problema che, ovviamente, si aggiunge a quello del malato che già deve sostenere altre condizioni patologiche più o meno severe.

Immagine al microscopio di funghi del genere Mucor.
Fig. 1 – Mucor circinelloides al micrscopio (researchgate.net)

Un problema già noto

La Mucormicosi, pur essendo rara, in India, non è certo un problema nuovo. La prevalenza di questa malattia è infatti 70 volte superiore rispetto a qualsiasi altro paese. La sua insorgenza trova una forte correlazione col diabete mellito severo, alcune malattie oncoematologiche e nei pazienti post trapianto.

Indagini di laboratorio hanno evidenziato come il genere Rizhopus sia quello più frequentemente rilevato nei pazienti affetti. Questo genere di fungo è quello più comunemente responsabile per la formazione di muffa nel pane (Fig. 2).

Rizhopus stolonifer al microscopio.
Fig. 2 – Rizhopus stolonifer, responsabile della muffa del pane. (britannica.com).

L’India ha sempre registrato casi di Mucormicosi, in un trend in netta crescita nel corso dei decenni. L’inizio delle rilevazioni risale ai primi anni ‘90, e sono state attuate da diversi centri in tutto il paese. Dai dati si evince che i casi, in ogni centro di rilevazione, hanno conosciuto un trend in crescita. Rimane peraltro lecito pensare che molti casi non siano stati registrati o comunicati e che siano sfuggiti alle pur attente indagini epidemiologiche.
Tornando al Dr. Nair, se nei due anni precedenti aveva notato solo dieci casi, negli ultimi due mesi al Sion Hospital di Mumbai sono state registrate 24 infezioni da Mucormicosi; 58 da dicembre a febbraio contando anche le città di Bangalore, Hyderabad, Delhi e Pune.

I pazienti ricoverati erano tutti affetti da Covid-19, pazienti diabetici e che avevano iniziato a curarsi da soli a casa.

Le complicazioni

L’alto numero di pazienti diabetici che hanno avuto complicazioni non è un caso. Infatti, è risaputo come questa sia una condizione sfavorevole per il sistema immunitario, che notoriamente è influenzato dai livelli di glicemia.

Negli anni precedenti, nello stesso ospedale, sono stati trattati oltre 800 pazienti diabetici, come riporta il Dr. Rahul Baxi, diabetologo dell’ospedale, ma nessuno aveva una concomitante infezione che poteva far sospettare alla mucomircosi.

L’infezione potrebbe essere stata scatenata quindi dal concomitante verificarsi di altri fattori. Ad esempio, l’utilizzo di steroidi, che aiuta a contenere il grave stato infiammatorio dovuto all’infezione da Sars-Cov-2, ma che allo stesso tempo comporta un ulteriore abbassamento delle difese immunitarie.

Il secondo, potrebbe essere stata la pratica di utilizzare la terapia di ossigeno a casa in condizioni non sterili, cosa che potrebbe aver favorito la diffusione del fungo.

Casi in crescita

Come detto, non solo a Mumbai si è registrato un incremento dei casi.

A Bangalore, il Dr. Hegde ha riportato una crescita repentina di ricoveri per Mucormicosi; ben 19 nelle ultime due settimane, laddove se ne registravano solo due o tre l’anno, considerando tutto il decennio precedente.

E ad essere colpita è anche la fascia d’età sotto i 30 anni. Molti giovani sono dovuti ricorrere a cure urgenti, dopo essersi presentati in ospedale con la malattia in fase avanzata e purtroppo le prognosi sono state spesso infauste.

Certamente la Mucormicosi è un problema noto in India, anche per i numerosi casi di diabete, malattia con cui è strettamente correlata. Ma questo boom di casi legati al Covid-19 sembra essere dovuto alle cure casalinghe con l’ossigeno, senza le dovute misure igieniche e al largo utilizzo di steroidi, che hanno contribuito all’insorgere dell’infezione.

Questi funghi hanno prima sfruttato degli oggetti contaminati, poi si sono diffusi nell’organismo per via dell’abbassamento delle difese immunitarie, dovuto all’utilizzo di steroidi.

Non si tratta quindi di un male “nuovo”, quanto più di una vecchia conoscenza che, purtroppo, ha trovato una serie di condizioni favorevoli per potersi manifestare.

Fonti

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