Spilocaea oleaginea

Caratteristiche principali

Spilocaea oleaginea è un fungo fitopatogeno deuteromicete, agente eziologico di una delle principali malattie fungine dell’olivo, denominata “occhio di pavone”, “vaiuolo” o “cicloconio dell’olivo”. I sintomi si manifestano soprattutto sulle foglie, che presentano le caratteristiche macchie tondeggianti grigio- brune contornate da un alone giallo, da cui deriva il nome “occhio di pavone”.

Filogenesi

RegnoFunghi
PhylumAscomycota
ClasseDothideomiceti
SottoclassePleosporomycetidae
OrdinePleosporale
FamigliaVenturiaceae 
GenereSpilocaea
SpecieSpilocaea oleaginea
Tabella 1: Tassonomia di Spilocaea oleaginea.

Sinonimo: Cycloconium oleaginum.

Morfologia e sintomatologia

Il fungo si diffonde attraverso zoospore (o planoconidio o zooconidio), una spora mobile grazie a ciglia o flagelli. Una volta entrati in contatto con l’ospite, i conidi germinano ed emettono un pro-micelio, una struttura grazie alla quale il fungo perfora la cuticola, permettendo così l’invasione dei tessuti vegetali con la produzione di un sistema di ife. Il fungo invade principalmente le parti erbacee della pianta, manifestandosi con maculature brunastre contornate da aloni gialli. Sui frutti, quando vengono attaccati, il fungo si manifesta con macchie di alcuni millimetri di diametro, infossate e color brunastro. Queste macchie, in particolare quelle presenti sulle pagine fogliari, si presentano vellutate al momento della fruttificazione del fungo.

La disseminazione dei conidi può avvenire in modi differenti: attraverso un film d’acqua o elevata umidità, o grazie all’azione di insetti. In particolare, l’acqua favorisce il distacco e la disseminazione dei conidi, e consente la germinazione quando le superfici vegetali rimangono bagnate per lunghi periodi.

Condizioni ambientali

Spilocaea oleaginea si sviluppa in presenza di determinate condizioni ambientali:

  • Temperatura: compresa tra 10 e 24 °C, con un optimum termico tra 18 e 20 °C;
  • Umidità elevata o bagnatura fogliare prolungata, con formazione di un film d’acqua in seguito a pioggia, rugiada persistente, nebbie che si formano in areali poco ventilati.

Visti i parametri ambientali necessari, il fungo si manifesta soprattutto in primavera o autunno. Al Sud Italia si può osservare manifestazione della malattia anche in periodi invernali molto miti e piovosi. Possono tuttavia manifestarsi periodi di quiescenza, specialmente in caso di periodi molto caldi e siccitosi o in caso di forte abbassamento della temperatura.

In particolare, la produzione di conidi nelle macchie tondeggianti che si manifestano sulle foglie è elevata in primavera e nel tardo autunno, e molto limitata in estate e inizio autunno. Il fungo mostra una riduzione della crescita ad una temperatura di 3°, 5° e 25 °C, arrivando all’inibizione della crescita a 30 °C.

Patogenesi

Il periodo di incubazione del fungo varia in base al periodo di infezione:

  • Infezioni tardo-primaverili: possono essere necessari 2-3 mesi prima della manifestazione dei sintomi, quindi saranno visibili verso settembre o ottobre;
  • Infezioni autunnali: richiedono 15-20 giorni circa.

L’inoculo per le infezioni primarie avviene grazie alla disseminazione di conidi derivanti soprattutto da foglie infette rimaste attaccate ai rami nel periodo invernale o estivo. Quando entrano a contatto con la superficie dell’ospite, i conidi germinano emettendo il pro-micelio. Questo perfora i tessuti cuticolari e consente al micelio di diffondersi con una rete di ife negli spazi sotto-cuticolari (parassitismi sotto-cuticolare). Questa collocazione è ideale per Spilocaea oleaginea in quanto trae nutrimento necessario alla propria crescita dalla degradazione della parete cellulare, in particolare cere, cutina, lipidi, cellulose e pectina. Inoltre, il micelio sfrutta la presenza della cuticola per la propria protezione dalla disidratazione e dalle radiazioni.

Le difese antifungine a base di composti fenolici messe in atto dalla pianta impediscono al micelio di penetrare nei tessuti del mesofillo. Grazie allo sviluppo di nuove ife, il micelio fuoriesce dallo strato cuticolare e produce conidiofori. Le fruttificazioni del fungo conferiscono una consistenza vellutata alle macchie formatisi sulle pagine fogliari.

I conidi vengono rilasciati dai conidiofori, e sono in grado di germinare per un periodo limitato di pochi giorni in presenza di umidità o film d’acqua per periodi prolungati. I propaguli del fungo possono essere trasportati da vento, inglobati in piccole gocce d’acqua o disseminati da insetti come Ectopsocus briggsi.

Danni su olivo

Il fungo Spilocaea oleaginea colpisce tutti gli organi dell’olivo, prediligendo le foglie, ma anche rametti e frutti.

Sulle foglie si manifesta il danno più grave, con la formazione di macchie circolari sulla pagina superiore, inizialmente piccole di colore brunastro, che aumentano di dimensioni con colorazione grigio- bruna. Nei periodi caldi intorno alle macchie si forma un alone giallo intenso. Le foglie delle piante colpite mostrano filloptosi e caduta precoce. Oltre a questo, non va dimenticata la conseguente riduzione dell’attività fotosintetica e condizionamento dell’evoluzione di gemme ascellari, impedendo la produzione di rami a frutto.

sintomi di spilocaea oleaginea su foglie
Figura 1: Sintomi di Spilocaea oleaginea su foglie. [Photo: Vitali Vanessa]

Sui rami la malattia sia manifesta nelle parti erbacee con maculature identiche a quelle presenti sulle foglie. Il frutto presenta macchie di diametro di alcuni millimetri, infossate e brunastre. Ripetuti attacchi del fungo e la conseguente defogliazione portano all’indebolimento della pianta con disseccamento di parte dei rami e delle branche.

Inoltre, se la malattia non viene controllata la pianta può manifestare difficoltà nella sintesi dei principali prodotti portando ad un effetto negativo sulla produzione di olive. I danni provocati da Spilocaea oleaginea sulle piante dipendono dalle condizioni climatiche e dalla suscettibilità delle piante, che varia a seconda della cultivar di olivo allevata. Piante debilitati per altre cause mostreranno danni più gravi.

Metodi di lotta

I metodi di lotta contro l’infezione del fungo Spilocaea oleaginea vedono come principali protagonisti le pratiche agronomiche:

  • Impianti: Spilocaea oleaginea si diffonde con maggior facilità negli impianti intensivi o super- intensivi, perché le chiome maggiormente compatte tra loro trattengono maggiormente l’umidità. Per questo motivi è ideale in ambienti umidi mantenere una densità d’impianto più ampia.
  • Scelta di Cultivar resistenti o meno sensibili: risultano meno sensibili varietà come Leccino, Cellina di Nardò, Nociara, Ogliarola salentina, Pendolino, Maiatica. Sono mediamente sensibili Coratina, Ogliarola barese e garganica, Rotondella, Cima di Melfi, Frantoio e Picholine. Hanno alta sensibilità Carolea e il Moraiolo.
  • Potature: importanti per gestire la produttività e l’aspetto sanitario delle piante; grazie alla potatura si alleggerisce il carico di massa fogliare, diminuendo l’umidità trattenuta dalla chioma e diminuendo la possibilità di formazione delle condizioni ambientali ideali allo sviluppo del fungo.
  • Irrigazione: importante evitare i ristagni idrici perché il fungo si avvantaggia di umidità e film d’acqua per la sua diffusione.
  • Concimazione: evitare le concimazioni azotate troppo abbondanti, in quanto porta la pianta ad un vigore vegetativo eccessivo, con produzione abbondante di massa fogliare. Questa favorisce l’ombreggiamento e l’accumulo di umidità all’interno della chioma.

L’uso di agrofarmaci viene adottato inizialmente per abbattere la possibilità di inoculo in campo prima che si presentino le condizioni ambientali ideali alla germinazione delle zoospore. A questo scopo vengono effettuati trattamenti a base di rame alla fine del periodo invernale o prima della ripresa vegetativa, in modo tale da agire sui conidi e che l’azione fitotossica abbia luogo anche sulle foglie che cadono, in modo che non rappresentino fonte di infezione.

Vengono previsti anche un secondo e terzo trattamento. Il secondo viene effettuato in pre- fioritura per difendere le nuove foglioline, a base di prodotti specifici contro Spilocaea oleaginea. Il terzo trattamento viene eseguito in autunno con le condizioni ambientali ideali per lo sviluppo del fungo, se si prevede una possibile nuova infezione.

Fonti



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