La resistenza agli antibiotici: una minaccia per i pazienti oncologici

A causa della continua diffusione della resistenza agli antibiotici, in futuro gran parte di ciò che è stato duramente conquistato con il progresso scientifico nella lotta contro il cancro rischia di essere compromesso.

Il rischio di un’era post-antibiotica

L’uso improprio ed eccessivo di antibiotici è uno dei fattori principali che contribuiscono all’aumento della resistenza a questi importanti farmaci. Un’analisi sistematica pubblicata lo scorso anno ha stimato che nel 2019 si sono verificati nel mondo circa 4,95 milioni di decessi associati alla resistenza antimicrobica, dei quali 1,27 milioni direttamente attribuibili ad essa.

In un’era post-antibiotica, molti interventi sanitari che oggi diamo per scontati potrebbero essere inevitabilmente minacciati.

I grandi progressi e i traguardi raggiunti nelle procedure chirurgiche, nel trattamento dei pazienti immunocompromessi, trapiantati e con impianti protesici, i notevoli miglioramenti ottenuti nelle cure dei pazienti oncologici saranno messi in discussione.

Infatti, le infezioni causate dai microrganismi resistenti hanno un profondo impatto sull’esito delle cure dei malati di cancro. Quindi, è fondamentale ottimizzare l’uso degli antibiotici attualmente disponibili, affinché possano continuare ad essere efficaci anche in futuro.

Antibiotico-resistenza
Figura 1. Capsule e compresse. Fonte: Pixabay.

L’impatto dell’antibiotico-resistenza sui pazienti oncologici

Le infezioni sono una delle complicanze più frequenti osservate nel paziente oncologico, che ha un rischio 3 volte maggiore di morire per un’infezione grave rispetto a un paziente non oncologico.

Il rischio di sviluppare un’infezione può dipendere da diversi fattori, tra cui l’esecuzione di interventi chirurgici, la neutropenia correlata alla chemioterapia e alla radioterapia, il trapianto di cellule staminali.

Infatti, oltre un terzo dei pazienti oncologici richiede un intervento chirurgico e circa il 5% di questi pazienti sviluppa infezioni resistenti.

Inoltre, in condizioni di neutropenia, i pazienti vengono sottoposti a trattamenti prolungati con antibiotici ad ampio spettro a scopo profilattico per prevenire l’insorgenza di gravi infezioni e questo può contribuire all’emergere di microrganismi resistenti.

Dopo la chemioterapia, si stima che oltre il 26,8% degli agenti patogeni responsabili di infezioni del sito chirurgico diventino resistenti agli antibiotici standard utilizzati per la profilassi peri-operatoria.

Infine, i pazienti oncologici sono ad alto rischio di acquisire infezioni correlate all’assistenza, che spesso sono causate da microrganismi multi-resistenti. Un fallimento terapeutico in un paziente oncologico aumenta il rischio di sepsi, con conseguente aumento della mortalità.

Aumento dei costi del trattamento

La diminuzione dell’efficacia degli antibiotici dovuta alla resistenza a questi farmaci ha determinato anche un notevole aumento dei costi dell’assistenza sanitaria, con un incremento dei ricoveri ospedalieri.

Il costo del trattamento delle infezioni nei pazienti oncologici è una componente significativa che si aggiunge ai costi complessivi del trattamento del tumore. Per esempio, i pazienti affetti da cancro alla testa e al collo in genere hanno degenze ospedaliere 3 volte più lunghe quando vengono infettati da Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA).

Quali strategie per prevenire la resistenza agli antibiotici nei pazienti oncologici?

  • Prevenire le infezioni, offrendo così l’opportunità di ridurre l’uso di antibiotici nei pazienti oncologici neutropenici o sottoposti a interventi chirurgici e altre procedure invasive.
  • Ottimizzare l’uso degli antibiotici, attraverso programmi di antimicrobial stewardship. La selezione del miglior antibiotico, alla dose e alla durata ottimali, per ottenere il miglior risultato clinico per il trattamento e prevenire l’infezione, con una tossicità minima e il minimo effetto sullo sviluppo di resistenze è particolarmente importante per i pazienti oncologici, che sono a rischio di contrarre gravi infezioni e sono sottoposti a cicli multipli di antibiotici durante il trattamento.
  • Implementare sistemi di sorveglianza, in grado di raccogliere, elaborare e condividere dati sulla resistenza agli antibiotici in ambito oncologico è fondamentale per monitorare i tassi di resistenza in questa categoria di pazienti.

Conclusioni

Anche se i progressi della ricerca medica hanno permesso negli ultimi decenni un aumento della sopravvivenza per molti tumori, purtroppo le terapie impiegate rendono i pazienti oncologici anche vulnerabili alle infezioni.

Per questo motivo, per il paziente che lotta contro il cancro, gli antibiotici sono farmaci fondamentali nel percorso terapeutico.

La crescente diffusione dell’antibiotico-resistenza sta minacciando i progressi compiuti nei trattamenti delle malattie oncologiche: è essenziale implementare immediatamente ogni strategia per contrastare questo grave fenomeno e per tutelare la salute di chi lotta contro il cancro.

Fonti

Fonti immagini

Figura in evidenza e Figura 1. Capsule e compresse. Fonte: Pixabay. Disponibile a: https://pixabay.com/photos/medicine-tablets-pills-drugs-1572986/

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Francesco M. Labricciosa

Sono laureato in Medicina e Chirurgia, specialista in Igiene e Medicina Preventiva. Dal 2016 partecipo ai progetti di ricerca promossi dalla Global Alliance for Infections in Surgery e come medical writer collaboro con diverse agenzie di comunicazione scientifica del settore healthcare. Per Microbiologia Italia scrivo articoli e conduco interviste nell'ambito delle mie principali aree di interesse: non solo antimicrobial resistance e uso dei farmaci antimicrobici, ma anche storia della microbiologia. linkedin.com/in/francescomarialabricciosa/

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