Massospora cicadina: il fungo allucinogeno che trasforma le cicale in zombie

Continua a volare e cantare come se niente fosse, ma smette di nutrirsi, il suo corpo cade a pezzi e ha un chiodo fisso: accoppiarsi con tutto ciò che incontra. È il terribile destino di una cicala infettata da Massospora cicadina, un fungo parassita trasmesso per via sessuale. Una storia dalle tinte horror, di quelle che popolano il mondo dei parassiti, che manipolano il comportamento dei loro ospiti spingendoli ad azioni folli o suicide. Ora i ricercatori della West Virginia University hanno scoperto il segreto di Massospora cicadina: come riesce a trasformare le cicale in zombie?

Cosa è la neuro-parassitologia?

Si chiama neuro-parassitologia la branca emergente della scienza che studia i parassiti che controllano il sistema nervoso del loro ospite. Nel momento in cui il parassita prende il timone, l’ospite si trasforma in uno zombie incapace di prendere decisioni autonome. Nella maggior parte dei casi è spacciato: alcuni nematomorfi, ad esempio, “obbligano” grilli e altri insetti terrestri a suicidarsi gettandosi in acqua.

Non è sadismo, ma sopravvivenza. Il parassita manipola i comportamenti dell’ospite in modo da garantire la propria dispersione. I vermi sopracitati, ad esempio, hanno bisogno di raggiungere l’ambiente acquatico per riprodursi; ma quante sono le probabilità che il loro ospite insetto cada “casualmente” in uno specchio d’acqua? L’evoluzione e l’esigenza di sopravvivere hanno plasmato la capacità dei parassiti di esercitare il controllo mentale. Ma stiamo iniziando solo ora a studiarne i meccanismi.

Il fungo delle cicale

Uno di questi parassiti è proprio il nostro fungo Massospora cicadina, che infetta le cicale del genere Magicada. Sono insetti dal ciclo vitale piuttosto bizzarro: trascorrono la maggior parte della vita sottoterra, come ninfe (la forma giovanile). Dopo una “giovinezza” di ben 17 anni, le cicale emergono tutte insieme per iniziare la loro vita da adulte. Ma sarà una vita breve, 30-40 giorni, con un unico scopo, quello di riprodursi.

M. cicadina conosce le sue cicale. Le sue spore possono infettare individui a partire da un anno di età, ma rimanere quiescenti fino al compimento dei fatidici 17 anni, quando le cicale emergono dal loro nido giovanile. Un ciclo vitale perfettamente coordinato, che è anche il più lungo mai osservato in un fungo. Il parassita aspetta pazientemente che il suo ospite raggiunga lo stadio di adulto, poiché la trasmissione è solo per via sessuale.

Accoppiamento forzato

Il parassita e l’ospite co-abitano lo stesso corpo, ma hanno idee divergenti su come utilizzarlo. E il parassita la spunta, quasi sempre. M. cicadina cresce nell’addome della cicala, causandone la sterilità e poi la morte. Ma prima di consumare del tutto la propria preda, il fungo si dà da fare per contagiare altri individui. Ovviamente, non gli interessa che la cicala mangi; piuttosto, la spinge a un folle comportamento sessuale, costringendola ad accoppiarsi ripetutamente con i propri simili. L’insetto continua la sua maratona di sesso, senza più nutrirsi, incurante di tutto, persino dei pezzi del suo stesso corpo che si staccano nel frattempo.

Figura 1 – Una cicala infetta da Massospora

La risposta nella chimica

Uno scenario inquietante: a lungo i ricercatori si sono chiesti come M. cicadina riuscisse a trasformare le cicale in zombie e ora uno studio pubblicato su Fungal Ecology fornisce finalmente una spiegazione.

La risposta è nella chimica: i ricercatori hanno studiato migliaia di molecole presenti nella cicala infetta identificando due sostanza allucinogene. Le armi del fungo sarebbero quindi il il catinone (un’amfetamina) e la psilobicina (un altro alcaloide), sostanze tipiche di molti funghi allucinogeni prodotte da due specie del genere Massospora.

Sotto allucinogeni

La presenza di queste sostanze (o di loro analoghi) è stata precedentemente correlata a cambiamenti comportamentali in altri insetti. Secondo i ricercatori alla base del controllo di Massospora ci sarebbe proprio la chimica, con la produzione di amfetamine e psilobicine probabilmente associata a cambiamenti ormonali, comunque causati dal fungo.

Ci sono ancora punti da chiarire: l’espressione di questi allucinogeni è variabile tra gli individui e soprattutto mancano gli enzimi necessari alla loro sintesi. I ricercatori ritengono che potremmo essere sul punto di scoprire una via biosintetica alternativa per questi composti. È nota la capacità dei funghi di produrre metaboliti secondari di interesse medico e farmacologico: questa ricerca sarà anche utile per esplorare a fondo queste potenzialità.

E voi riuscirete a dormire sonni tranquilli?

Fonti

Informazioni su Erika Salvatori 38 Articoli
Laureata in Biotecnolgie Industriali, mi occupo di ricerca in onco-immunologia e di divulgazione e comunicazione della scienza.

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