Tardigradi, arriva una nuova specie

Buffi ed immortali (o quasi!)

Abbiamo già parlato in questo articolo di questi particolari e bizzarri invertebrati la cui caratteristica peculiare è quella di riuscire a sopravvivere in condizioni estreme per la maggior parte degli organismi viventi compresi numerosi microrganismi batterici. Sono organismi al limite della mortalità, tanto che sono stati fatti numerosi studi per portare la loro capacità di sopravvivenza al limite. Possono infatti sopravvivere per diversi decenni senza bere né mangiare; possono sopravvivere per diversi minuti a 150 °C, nel vuoto e nel gelo cosmico spaziale; possono vivere per mesi senza ossigeno; possono vivere all’interno di un blocco di ghiaccio a – 200 °C e vivere tranquillamente bombardati da radiazioni e sotto l’imponente pressione oceanica. Sono quindi considerati dagli scienziati come delle macchine da guerra genetiche, perchè proprio nei loro geni risiedono fondamentali segreti biologici.

Un nuovo orsetto d’acqua

E’ stata recentemente scoperta in Giappone una nuova specie di tardigrado, chiamato Macrobiotus shonaicus, dallo scienziato Kazuharu Arakawa della Keio University, il quale ha pubblicato questa interessante scoperta scientifica nella prestigiosa rivista Plos one.

La scoperta è avvenuta nel muschio in un parcheggio di un condominio a Tsuruoka-City, in Giappone in maniera non del tutto inaspettata perchè i Tardigradi prediligono habitat come muschi e licheni.

Sono stati raccolti 10 esemplari che gli scienziati hanno poi coltivato in laboratorio ed hanno utilizzato tecniche di microscopia a contrasto di fase (PCM) e di microscopia elettronica a scansione. Infine il DNA del M. shonaicus è stato sequenziato per capire le caratteristiche genetiche e a che livello si posiziona filogeneticamente nel Phylum Tardigrada. Da un punto di vista filogenetico è stato così classificato:

  • Regno: Animalia
  • Phylum: Tardigrada
  • Classe: Eutardigrada
  • Ordine: Parachaela
  • Famiglia: Macrobiotidae
  • Genere: Macrobiotus
  • Specie: M. shonaicus

Tardigradi fantastici e dove trovarli

Così come gli altri appartenenti ai Tardigradi, M. shonaicus possiede caratteristiche simili a quelli di altre specie, come essere lungo circa un millimetro, le 8 zampe ed un corpo tondeggiante, tuttavia alcune caratteristiche meno comuni sono risaltate alle attenzioni degli studiosi.

Le uova di M. shonaicus possiedono infatti caratteristiche un pò diverse, che sono state trovate solo separatamente in altri gruppi di Tardigradi, come una superficie solida, tipica del sottogruppo hufelandi, ed attaccate a dei filamenti flessibili, peculiarità di nuove specie scoperte recentemente in Africa (Macrobiotus paulinae) e nel sud America (Macrobiotus polypiformis).

Un’altra caratteristica tipica di M. shonaicus è la sua dieta. Per coltivare le loro culture, i ricercatori li hanno alimentati con alghe, ma la maggior parte delle specie appartenenti al genere Macrobiotus sono carnivore, nutrendosi principalmente di rotiferi.

Figura 1 – Uova di M. shonaicus

M. shonaicus è in realtà la centosessantottesima specie di tardigradi identificata in Giappone, tra le oltre 1.200 specie complessivamente identificate e riconosciute all’interno del Philum dei Tardigrada.

Ma questo non lo rende meno importante, anzi un tassello in più per mettere assieme i pezzi di un puzzle di cui ancora non si riesce a vedere la trama biologica.

L’amore di Arakawa per i Tardigradi e per i misteri della biologia

Mentre si aggirano sotto il microscopio, aggrappati alle foglie di muschio e (apparentemente) si guardano attorno con le loro piccole occhiaie, è facile essere coinvolti nel dramma della loro vita“, dice Arakawa.

Ma mentre questi piccoli Tardigradi possono essere carini, Arakawa dice che la cosa che ci affascina veramente di loro è la loro stupefacente capacità di sconfiggere le avversità ambientali (forse anche la morte?). Fisiologicamente parlando gli scienziati non riescono ancora a comprendere appieno come questa loro estrema capacità di sopravvivenza sia possibile.

Il fascino principale è ovviamente l’anidrobiosi“, dice Arakawa (proprietà che presentano alcuni organismi acquatici di resistere all’essiccamento, in uno stato di vita latente e quasi completamente disidratati e incistati). “Se cerchi una definizione di vita, questa conterrà probabilmente qualcosa sulla riproduzione e sull’esecuzione di reazioni biochimiche dirette a promuovere questo obiettivo, in sostanza, la vita è il metabolismo“.

Ma il tardigrado – prosegue Arakawa- può perdere tutta l’acqua corporale mentre l’ambiente si asciuga, e in questo stato anidrobiotico, un tardigrado non sta portando avanti nessuna reazione biochimica e non ha alcun metabolismo attivo.

Eppure tornano rapidamente alla vita dopo la reidratazione, il che sfida l’attuale comprensione della vita e della morte.

Navigando su internet si trovano numerosissime immagini ironiche e comiche su questi “orsetti d’acqua” (Figura 2 e Figura 3), probabilmente a causa di questa loro innocente fattezza che apparentemente può indicare un organismo indifeso ma che in realtà è tutto fuorché questo. Sarà proprio l’interesse e l’amore morboso di Arakawa e di moltissimi altri scienziati di cui molti ignorano il nome che porterà la scienza ad indagare senza sosta fino a scoprire i segreti, neanche tanto celati, dei Tardigradi.

Figura 2 – Rappresentazione ironica di un’improbabile alleanza dei Tardigradi con la dittatura Yong-un

Figura 3 – Un’altra rappresentazione ironica di un’improbabile alleanza dei Tardigradi con la dittatura Sovietica

Francesco Centorrino

Fonti:

Informazioni su Francesco Centorrino 68 Articoli
Laureato in biologia ed appassionato di tecnologia, cinema, scienza e fantascienza.

Commenta per primo

Rispondi