Amnesia dissociativa: la misteriosa lacuna della memoria

Amnesia dissociativa: la patologia della memoria

L’amnesia dissociativa è un fenomeno intrigante e spesso drammatico che colpisce la memoria umana. A volte chiamata “buco nero della memoria”, questa condizione può far sì che una persona sia convinta di aver compiuto un’azione che in realtà non ha mai compiuto. Un esempio tragico è quello del genitore che, credendo di aver portato il proprio bambino all’asilo, lo lascia invece in auto, causando una tragedia. Questo individuo era fermamente convinto di aver accompagnato la sua bambina a scuola, tanto da ricordare di averne discusso con la moglie anche in seguito. Tuttavia, la realtà era diversa: la soglia dell’asilo non era mai stata varcata.

Amnesia dissociativa
Figura 1 – L’Amnesia dissociativa è una condizione correlata alla memoria che può far sì che ci si convinca di aver compiuto un’azione mai successa.

L’amnesia dissociativa “benigna”

Fortunatamente, questo tipo di amnesia dissociativa con esiti tragici è raro. Tuttavia, esiste una variante più comune conosciuta come amnesia dissociativa “benigna”. Ma cosa significa esattamente “benigna”? Abbiamo rivolto questa domanda al dottor Francesco Cro, psichiatra del dipartimento di Salute mentale di Viterbo, che ci ha fornito una risposta esaustiva.

Il dottor Cro spiega che è un evento comune dimenticare il percorso di guida verso una destinazione o arrivare a destinazione senza ricordare le strade percorse. Questo avviene come se la persona fosse in modalità “pilota automatico”. Spesso accade quando si è distratti mentre si guida, ad esempio durante una conversazione telefonica o quando si è immersi nei propri pensieri. Il nostro cervello sembra mettersi in uno stato di standby quando le pressioni esterne diventano opprimenti o in seguito a eventi traumatici. Tuttavia, questo fenomeno è più frequente durante azioni ripetitive che svolgiamo quotidianamente. Ad esempio, la prima volta che portiamo nostro figlio a scuola, siamo molto attenti, ma dopo la centesima volta, potremmo non farlo più e lasciarci distrarre dalle ansie, preoccupazioni o problemi di lavoro.

Una reazione di difesa del cervello

L’amnesia dissociativa “benigna” sembra essere una reazione di difesa del nostro cervello a uno stile di vita frenetico. Ogni giorno siamo bombardati da una miriade di cose da fare e da ricordare. Tuttavia, per evitare questo tipo di amnesia, dovremmo cercare di non rimuginare sul passato o pensare al futuro, ma concentrarci sul presente, sul momento che stiamo vivendo nella nostra vita. Spesso, invece, facciamo una cosa e già stiamo pensando a molte altre cose che seguiranno. Il dottor Cro fa notare che il padre che ha dimenticato la sua bimba in auto potrebbe già essere stato mentalmente oltre il momento di portarla a scuola e potrebbe essere stato proiettato verso tutte le altre attività che doveva svolgere quel giorno.

Ma perché, allora, il padre non si è ricordato di aver lasciato la bimba in auto nemmeno durante la successiva telefonata con la moglie? Il dottor Cro spiega che con gli episodi dissociativi, la memoria non si forma. La scena non viene visualizzata e il cervello inganna la persona facendole credere di aver compiuto ciò che faceva abitualmente. La dissociazione è una forma di autodifesa: quando gli stimoli diventano eccessivi e insostenibili, il cervello esclude automaticamente alcune informazioni, non necessariamente le meno importanti.

Come afferma il dottor Cro, oggi, con un ritmo di vita frenetico e una pressione proveniente da molteplici fonti, i rischi di episodi dissociativi sono molto più elevati per tutti.

Possibili soluzioni

Esistono delle soluzioni per prevenire l’amnesia dissociativa “benigna”? Secondo il dottor Cro, basterebbe rallentare il ritmo, concentrarsi sul presente e non lasciarsi distrarre da internet, televisione, telefoni cellulari e altre situazioni altamente stimolanti che non vogliamo perdere. Inoltre, è fondamentale dedicarsi completamente agli impegni familiari e professionali senza pensare costantemente a quelli futuri. Viviamo vite troppo frenetiche, corriamo sempre, le famiglie si precipitano al mattino, con colazioni veloci, e i genitori lasciano i figli a scuola di corsa per andare al lavoro. Nel frattempo, sono già concentrati sull’uscita da scuola e sulle attività pomeridiane. Questo stile di vita non può essere sostenibile a lungo e il cervello lancia allarmi, che possono trasformarsi in veri e propri buchi neri nella memoria.

Conclusione

L’amnesia dissociativa è un fenomeno complesso e affascinante che può avere conseguenze drammatiche nella vita delle persone. La sua variante “benigna” è più comune e spesso derivante da uno stile di vita frenetico e da un’attenzione dispersa. Per evitare queste lacune nella memoria, è fondamentale rallentare il ritmo, concentrarsi sul presente e dedicarsi pienamente ai compiti e agli impegni quotidiani. Evitare di farsi distrarre da stimoli esterni e mantenere un equilibrio tra le sfide personali e professionali può aiutare a prevenire l’amnesia dissociativa. La nostra memoria è preziosa e dobbiamo fare tutto il possibile per mantenerla integra.

Fonti

  1. American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed.). Arlington, VA: American Psychiatric Publishing.
  2. Dalgleish, T., & Werner-Seidler, A. (2014). Disruptions in autobiographical memory processing in depression and the emergence of memory therapeutics. Trends in Cognitive Sciences, 18(11), 596-604.
  3. Loftus, E. F. (2005). Planting misinformation in the human mind: A 30-year investigation of the malleability of memory. Learning & Memory, 12(4), 361-366.
  4. McNally, R. J. (2003). Remembering Trauma. Cambridge, MA: Belknap Press.
  5. Spiegel, D., Hunt, T., & Dondershine, H. E. (1988). Dissociation and hypnotizability in posttraumatic stress disorder. The American Journal of Psychiatry, 145(3), 301-305.
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Francesco Centorrino

Sono Francesco Centorrino e sono il creatore di Microbiologia Italia. Mi sono laureato a Messina in Biologia con il massimo dei voti ed attualmente lavoro come microbiologo in un laboratorio scientifico. Amo scrivere articoli inerenti alla salute, medicina, scienza, nutrizione e tanto altro.

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