Intolleranza al lattosio: cos’è e come gestirla?

Generalità

Circa il 50% degli italiani nel corso degli anni ha sviluppato l’intolleranza al lattosio, ovvero, l’incapacità dell’organismo di digerire il lattosio. Può essere di origine genetica e quindi comparire nell’infanzia, oppure, manifestarsi in età adulta. Non è un disturbo pericoloso ma presenta dei sintomi fastidiosi come gonfiore, diarrea, meteorismo e dolori addominali che possono essere evitati limitando il lattosio nella dieta. 

Cos’è il lattosio e dove si trova? 

Il lattosio è un macronutriente con funzione energetica. È un disaccaride, cioè uno zucchero formato da due zuccheri più semplici: il galattosio e il glucosio. 

È presente in concentrazioni variabili in tutti gli alimenti che fanno parte della categoria latte e derivati, come ad esempio: siero, latte, ricotta, mozzarelle, yogurt e gelati. Viene usato come additivo alimentare, a livello industriale per la preparazione degli alimenti. Per questo motivo, lo ritroviamo non solo nei latticini ma anche in altri prodotti, come: salumi, salse, pane, cibi in scatola, minestre, cioccolato e caramelle. Il lattosio ricavato industrialmente dal latte, è anche usato come eccipiente almeno nel 20% dei farmaci in commercio.

Per essere digerito il lattosio viene scisso, a livello dell’intestino tenue nei suoi due zuccheri più semplici dall’enzima lattasi. Grazie alla sua azione sarà possibile assorbire il glucosio e il galattosio prima che termini il tratto dell’intestino tenue e inizi il crasso. Se l’enzima lattasi è insufficiente o assente, il lattosio non viene scisso e quindi l’organismo non è in grado di digerirlo. 

Che significa essere intolleranti al lattosio? 

L’intolleranza al lattosio è una condizione patologica che nasce in seguito alla carenza o assenza dell’enzima lattasi, un enzima digestivo che agisce durante il processo della digestione scindendo il lattosio nei due zuccheri più semplici. In condizioni di carenza o assenza di lattasi, il lattosio non viene scisso, quindi non viene assorbito e prosegue il suo cammino lungo il tratto digerente fino al colon dove verrà metabolizzato dalla flora batterica intestinale provando l’insorgenza di disturbi gastro-intestinali, come:

  • diarrea
  • gonfiore
  • meteorismi
  • distensione addominale 
  • pesantezza
  • raramente vomito. 
  • Sono sintomi atipici, invece: mal di testa, manifestazioni cutanee e fastidi all’apparato urinario.  

I sintomi, di norma, compaiono entro poche ore avvenuta l’assunzione dell’alimento contenente lattosio.  Non è un allergia, in quanto non è coinvolto il sistema immunitario, ma maggiore è la carenza della lattasi più intensa sarà la reazione indesiderata. 

Nell’immagine possiamo osservare la differenza tra un soggetto con lattasi attiva e uno con carenza di lattasi, nel soggetto con carenza di lattasi si può notare la presenza di lattosio non assorbito con successivo rilascio di gas e metaboliti e insorgenza di disturbi gastro-intestinali - intolleranza al lattosio
Figura 1 – Nell’immagine possiamo osservare la differenza tra un soggetto con lattasi attiva e uno con carenza di lattasi, nel soggetto con carenza di lattasi si può notare la presenza di lattosio non assorbito con successivo rilascio di gas e metaboliti e insorgenza di disturbi gastro-intestinali.

Le cause dell’intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio, è un fenomeno che può avere molteplici cause, infatti sono stati individuati tre livelli di intolleranza: 

  • intolleranza al lattosio genetica primaria: i pazienti nascono privi o carenti di lattasi, in quanto non riescono a produrre l’enzima;  
  • intolleranza al lattosio transitoria: causata dalla riduzione della lattasi dopo una malattia (come la celiachia, una malattia infiammatoria dell’intestino o una gastroenterite) o un intervento. Si tratta di un problema temporaneo, la rimozione del lattosio dalla dieta per un po’ di tempo può comportare il ritorno alla normalità; 
  • intolleranza al lattosio congenita: si tratta di una condizione genetica più rara, dovuta alla presenza di una mutazione nell’enzima che impedisce di digerire il latte a causa dell’assenza totale di lattasi, già prima dello svezzamento.

Come si scopre di essere intolleranti al lattosio? 

L’esame diagnostico utilizzato per accertare l’intolleranza al lattosio è il Breath-test o Test del respiro, è un esame non invasivo che consiste nell’analisi dell’aria, in particolare dell’idrogeno, prima e dopo aver assunto lattosio, in questo modo se il lattosio non è stato digerito, si ha una iper- produzione di idrogeno, che rileva l’intolleranza e quindi la mancanza di lattasi nel tenue. 

Poi si possono effettuare dei test genetici per verificare la presenza in omozigosi o eterozigosi di mutazione genetiche nell’enzima lattasi. 

Rimedi per l’intolleranza al lattosio 

Il miglior trattamento per l’intolleranza al lattosio è l’esclusione di latte, derivati e additivi alimentari dalla dieta, sostituendoli con cibi delattosati dove il lattosio è già scisso in glucosio e galattosio. 

Ma la ricerca scientifica non si è fermata, infatti ci sono dei prodotti farmaceutici in commercio a base di enzima lattasi da assumere per via orale prima di mangiare, in modo da sostituire la funzione fisiologica di quest’ultima.

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Francesco Centorrino

Sono Francesco Centorrino e faccio parte di Microbiologia Italia, primo sito di divulgazione microbiologica in Italia. Il portale di Microbiologia Italia è utile per condividere conoscenza ed informazioni a chiunque fosse interessato a questa bellissima scienza.