Otite

L’otite è un’infiammazione a livello auricolare, il cui decorso è acuto oppure cronico in base alla frequenza e gravità. Per l’esattezza, più che parlare di “otite” bisognerebbe parlare di “otiti”, perché questa infiammazione si può presentare in forme differenti e può interessare parti diverse dell’orecchio.

Generalità

L’orecchio è il principale organo del sistema uditivo umano, ma si configura anche come un elemento fondamentale per la sua funzione legata all’equilibrio. Le attività fisiologiche di quest’organo complesso sono spesso minacciate da microrganismi esterni capaci di provocare patologie di gravità variabile, fra queste rientra sicuramente l’otite.

L’orecchio (Fig.1) si divide in tre parti:

  • esterno, ovvero il padiglione auricolare e il condotto uditivo, quel canale un po’ tortuoso che dal padiglione si spinge all’interno del cranio e finisce con la membrana del timpano
  • medio, che sarebbe la piccola cavità che sta dietro al timpano e che comunica con il naso attraverso un sottilissimo tubicino
  • interno, che, situato in profondità nelle ossa del cranio, contiene l’organo dell’equilibrio e il delicato meccanismo che trasforma le vibrazioni del timpano in suoni e rumori
Struttura dell'orecchio
Figura 1 – Struttura dell’orecchio [Fonte: Tuttosteopatia.it ]

A seconda della porzione di orecchio interessata dal processo flogistico è possibile distinguere tre forme di otite:

  • esterna
  • media
  • interna (o labirintite)

Eziologia e patogenesi

Otite esterna

È l’infiammazione che interessa l’orecchio esterno (padiglione auricolare e condotto uditivo esterno), il quale può infiammarsi fino ad occludersi completamente, con o senza interessamento della membrana timpanica. Anche detta “otite del nuotatore” è piuttosto frequente in quelle situazioni che espongono l’individuo ad un contatto prolungato con l’acqua (es. tuffi e nuotate frequenti, docce repentine). Per tali ragioni l’incidenza dei casi sembra essere superiore nel periodo estivo, ma non sono chiaramente esclusi gli altri periodi dell’anno.

Sono fattori predisponenti:

  • Freddo
  • Alte percentuali di umidità
  • Secchezza del canale uditivo esterno
  • Sudore
  • Presenza di cospicue quantità di cerume che vanno a formare i classici “tappi”
  • Temperature elevate
  • Lavaggi con detergenti aggressivi (agiscono lesionando la cute e creando una potenziale breccia per l’ingresso dei microrganismi)

Altri fattori che favoriscono l’infezione sono:

  • Diabete
  • Traumi localizzati
  • Immunodepressione

Il contatto prolungato e reiterato con l’acqua può essere responsabile della contaminazione dell’orecchio da parte di microrganismi infettanti la cui azione determina una progressiva macerazione della cute del padiglione auricolare e del canale uditivo esterno, che può progredire fino ad interessare la superficie esterna della membrana timpanica.

Otite media

L’otite media è tipica dell’età infantile, questa tipologia di otite si manifesta più precisamente a livello dello spazio compreso fra membrana timpanica e orecchio interno; è una delle patologie pediatriche più frequenti per via della conformazione anatomica dell’apparato auricolare in questa fascia di età: le tube di Eustacchio sono infatti più brevi e orizzontali e maggiormente aperte (circa l’85% dei bambini registra almeno un episodio di otite e circa il 46% avrà una forma entro i primi 3 anni di vita, con un picco del numero di casi intorno ai 2 anni).

Otite interna

Anche conosciuta come labirintite, l’otite interna è l’infiammazione di una porzione dell’orecchio interno nota come labirinto auricolare, area dotata di strutture anatomiche deputate al mantenimento dell’equilibrio e all’ascolto di suoni. Le cause della labirintite non sono ancora completamente note, ma nella maggior parte dei casi sono ascrivibili ad infezioni di origine virale o batterica. La labirintite si sviluppa molto spesso in seguito all’infezione delle vie respiratorie, la quale si propaga fino al raggiungimento dell’apparato auricolare.

Segni e sintomi

L’otite esterna può dare origine a una serie di sintomi quali:

  • dolore all’orecchio
  • prurito ed irritazione all’interno del canale uditivo
  • sensazione di pressione all’interno dell’orecchio
  • eliminazione di liquido acquoso o di pus dall’orecchio
  • diminuzione dell’udito (solitamente limitata)
  • ingrossamento e dolore ai linfonodi presenti dietro le orecchie

Questi disturbi, generalmente, durano alcuni giorni ma, in casi limitati, possono persistere per diversi mesi.

L’otite media provoca disturbi che includono:

  • dolore all’orecchio
  • sensazione di orecchie tappate, fischi o ronzii
  • febbre
  • leggera perdita dell’udito, conseguente ad accumulo di liquido dietro il timpano (otite media con effusione)
  • perforazione della membrana timpanica e fuoriuscita di pus (solo in alcuni casi)

Nei bambini molto piccoli, che non sono in grado di comunicare il dolore all’orecchio, possono essere considerati segni rivelatori di otite media la tendenza a toccarsi ripetutamente l’orecchio, la tosse, il raffreddore, l’irritabilità, la mancanza di risposta ai suoni, la perdita dell’equilibrio, la diarrea.

I pazienti colpiti da otite interna possono presentare:

  • Vertigini
  • Disturbi dell’equilibrio
  • Nausea
  • Vomito
  • Acufeni (ronzii)
  • Sensazione di pressione e dolore alle orecchie
  • Ridotta capacità uditiva
  • Scialorrea
  • Nistagmo
  • Ansia

Diagnosi

L’otite è diagnosticata non solo in base ai disturbi che provoca ma anche mediante uno strumento, chiamato otoscopioutilizzato dal medico per esaminare l’orecchio ed evidenziare eventuali segni d’infiammazione nel condotto uditivo esterno, nella membrana del timpano o la presenza di liquido nell’orecchio medio.

Qualora i disturbi non diminuiscano o cessino in seguito alla cura, nei casi dubbi o in caso di complicanze il medico può sottoporre il malato ad altri test diagnostici come:

  • timpanometria, esame strumentale che misura come il timpano reagisce a variazioni di pressione dell’aria. L’esame può indicare la presenza di liquido essudativo nell’orecchio medio (otite media con effusione), di perforazione del timpano e problemi a carico della tuba di Eustachio
  • audiometria (esame audiometrico), indagine che serve a valutare il grado e la capacità uditiva della persona.  Si tratta di un esame non invasivo condotto utilizzando delle cuffie che emettono segnali sonori all’interno di una cabina audiometrica

Test di laboratorio e strumentali

In rare occasioni, qualora il medico ritenga che l’infezione possa essersi diffusa dall’orecchio alle regioni circostanti, è possibile avvalersi di altre metodiche strumentali come:

  • tomografia assiale computerizzata (TAC), tecnica per immagini che consente di esaminare sezioni e strati di parti /organi del corpo umano
  • risonanza magnetica, tecnica che fornisce immagini dettagliate del corpo umano utilizzando campi magnetici e onde radio

Terapia

L’otite spesso può guarire in modo spontaneo nell’arco di pochi giorni senza necessità di cure antibiotiche; si può alleviare il dolore e abbassare la febbre, se presente, utilizzando antidolorifici a base di paracetamolo e ibuprofene. Se, dopo alcuni giorni di cura con antidolorifici, i sintomi persistono e/o peggiorano il medico può decidere di prescrivere degli antibiotici; uno schema antibiotico per via orale che si componga di derivati della penicillina o delle cefalosporine  deve essere continuato per almeno 5-8 giorni.

Nel caso dell’otite esterna di origine allergica, è consigliata l’eliminazione di tutto ciò che può causare allergia (apparecchi acustici, tappi, orecchini). Oppure, se accertata un’otite causata da funghi, il medico può decidere la somministrazione di farmaci cosiddetti antimicotici.

Dr.Giosuè Ruggiano

Fonti

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