Sclerosi Multipla

La sclerosi multipla, detta anche sclerosi a placche, è una malattia neurodegenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale e può causare l’interruzione dei segnali tra il cervello, il midollo spinale e i nervi ottici. Risulta essere una malattia invalidante in cui il sistema immunitario attacca la guaina mielinica, lo strato isolante e di supporto che circonda le cellule nervose causando così un’infiammazione e – quindi – un danno. Diverse sono le forme di sclerosi multipla; abbiamo quella a ricadute e remissioni e quella primariamente progressiva, rispettivamente nell’85% e 15% dei casi. 

Cause e fattori di rischio della sclerosi multipla

Cause e meccanismi scatenanti della sclerosi multipla sono, attualmente, argomenti di ricerca. Alla base della perdita di mielina c’è un’alterazione nella risposta del sistema immunitario, il quale deve difendere l’organismo da agenti esterni, principalmente virus batteri. Il sistema immunitario agisce tramite linfocitimacrofagi e altre cellule che circolano nel sangue e che, eventualmente, attaccano e distruggono i microrganismi estranei. Le cause di tale alterazione nel funzionamento del sistema immunitario sono varie e – tutt’ora – oggetto di diverse ricerche. Nell’insorgenza della sclerosi multipla ricoprono, potenzialmente, un ruolo fondamentale: l’ambiente, l’esposizione ad agenti infettivi soprattutto nei primi anni di vita ed un eventuale predisposizione genetica. D’altronde, secondo le ricerche in corso, la malattia presenta un’origine multifattoriale che ne determina l’insorgenza. La certezza è che la sclerosi multipla non sia una malattia infettiva.

Due immagini che mostrano nervo sano e nervo compromesso dalla sclerosi multipla
Figura 1 – Le due immagini ci mostrano la differenza di integrità tra la mielina di una persona sana e di una persona affetta da sclerosi multipla. [Fonte: www.inran.it]

Sintomi della sclerosi multipla

La sclerosi multipla si manifesta attraverso vari sintomi, i quali sono provocati dall’interruzione nella conduzione degli impulsi nervosi delle aree di perdita di mielina e di danno dell’assone: 

  • difficoltà motorie;
  • disturbi della vista;
  • stanchezza;
  • dolori muscolari;
  • disturbi della sensibilità (formicolii e intorpidimento) e del linguaggio. 

L’intensità dipende principalmente da quanto è estesa l’area di perdita di mielina e da quanto è grave il danno alle strutture assoniche; la tipologia dipende dalla sede. La durata dei sintomi dipende dal tempo impiegato dal sistema nervoso centrale per eliminare l’infiammazione (giorni) e rigenerare la mielina (da settimane a mesi). Ogni persona può manifestare sintomi diversi uno dall’altro e che possono pregiudicare pesantemente la vita quotidiana. Una persona su due testimonia che i sintomi impediscono di svolgere il lavoro per cui si è qualificati. Un paziente su tre lascia il lavoro a causa della malattia. Una su cinque ha difficoltà ad integrarsi e a vivere nella società.

Come si diagnostica la sclerosi multipla

Non abbiamo ancora un test unico che ci possa confermare in modo indiscutibile la diagnosi di sclerosi multipla. La diagnosi è formulata dal medico in base a 3 elementi: sintomiesame neurologico ed esami strumentali (risonanza magnetica) e biologici (sangue e liquido cerebrospinale).
L’esame neurologico consiste in una valutazione approfondita di alcune funzioni: forza coordinazione dei movimenti, equilibrio, vista sensibilità dei vari distretti corporei, riflessi. Inoltre, vengono analizzate le funzioni cognitive principali, come orientamento, memoria, attenzione, linguaggio e stato psicologico. Per confermare la diagnosi, potrebbe essere necessario ricorrere anche alla puntura lombare, che permette di prelevare il liquido cerebrospinale per ricercare degli anticorpi che indicano la presenza di una reazione immunitaria all’interno del sistema nervoso centrale.

Eventuali terapie

Ad oggi non esistono terapie definitive che eliminino completamente la malattia; esistono però numerosi trattamenti che riducono l’incidenza e la severità degli attacchi. Gli obiettivi della terapia sono: abbreviare le ricadute e ridurre la loro gravità (corticosteroidi), prevenire le ricadute e ritardare la progressione della malattia (farmaci immunomodulanti e immunosoppressori). I trattamenti impiegati per la sclerosi multipla vengono utilizzati per evitare danni irreversibili alla mielina e agli assoni. Risulta quindi essere di vitale importanza intervenire tempestivamente

Potenziale vaccino a mRNA

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Magonza, in Germania, ha riportato risultati incoraggianti nella riduzione dell’infiammazione e dell’attività di malattia in un modello sperimentale animale di sclerosi multipla, l’encefalite sperimentale autoimmune (EAE); risultati ottenuti dopo aver somministrato un trattamento basato sull’RNA messaggero simile a quello utilizzato per il vaccino anti COVID-19. I ricercatori hanno somministrato, ai modelli murini, un molecola di mRNA con l’obiettivo di inibire la risposta immunitaria che danneggia la mielina, senza compromettere la normale risposta immunitaria dell’animale.

Ricercatori a lavoro per un vaccino a mRNA
Figura 2 – Dei ricercatori a lavoro per ottenere un vaccino a mRNA per contrastare la sclerosi multipla. [Fonte: www.aism.it]

Il trattamento è stato somministrato quando l’encefalite era in corso e si è osservata una riduzione della progressione della malattia e il ripristino di alcune capacità motorie. In particolar modo, le analisi hanno mostrato una riduzione delle cellule T infiammatorie e lo sviluppo di cellule T regolatorie, che possono diminuire gli attacchi immuni alla mielina tipici della sclerosi multipla. Purtroppo, è quasi superfluo affermare che questo è solo un potenziale vaccino e che quindi non si è giunti ancora ad una vera e propria cura per la sclerosi multipla. Quindi, anche se la strada è ancora lunga, è possibile intravedere una piccola luce in fondo al tunnel.

Francesco Testa

Fonti

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