Sartani

Gli antagonisti (o bloccanti) del recettore dell’angiotensina II, conosciuti anche come sartani, antagonisti del recettore AT1, o ARB (dall’inglese angiotensin receptor blockers), sono un gruppo di farmaci che modulano il sistema renina-angiotensina. Vengono impiegati principalmente in caso di ipertensione, di nefropatia diabetica e di insufficienza cardiaca.

Generalità

Il sistema renina-angiotensina-aldosterone (Fig.1) è un meccanismo ormonale che regola la pressione sanguigna, il volume plasmatico circolante e il tono della muscolatura arteriosa attraverso diversi meccanismi. Quando la perfusione dell’apparato iuxtaglomerulare diminuisce, quest’ultimo converte un precursore (la prorenina, già presente nel sangue) in renina, che viene secreto direttamente nella circolazione; questa, a sua volta, procede alla conversione dell’angiotensinogeno, rilasciato dal fegato, in angiotensina I. L’angiotensina I viene successivamente convertita in angiotensina II dall’enzima di conversione dell’angiotensina, l’ACE (dall’inglese angiotensin-converting enzyme) presente nei capillari polmonari. L’angiotensina II è un potente peptide vasocostrittore che provoca un restringimento dei vasi sanguigni, con conseguente aumento della pressione sanguigna, inoltre stimola anche la secrezione dell’ormone aldosterone dalla corteccia surrenale. L’aldosterone induce i tubuli renali ad aumentare il riassorbimento di sodio e acqua nel sangue, causando allo stesso tempo l’escrezione di potassio (per mantenere l’equilibrio elettrolitico). Questo aumenta il volume del liquido extracellulare nel corpo, che aumenta anche la pressione sanguigna. Il sistema renina-angiotensina è spesso oggetto di interventi di tipo clinico ,con farmaci come i sartani, per il trattamento di varie patologie.

Il sistema renina-angiotensina
Figura 1 – Il sistema renina-angiotensina Fonte[MEDICINA ONLINE]

Indicazioni e controindicazioni terapeutiche

 I sartani sono indicati per il trattamento:

  • dell’ipertensione essenziale lieve e moderata
  • della riduzione del rischio di morte per cause cardiovascolari in pazienti ad alto rischio, con insufficienza cardiaca sintomatica o disfunzione sistolica ventricolare sinistra asintomatica
  • dopo infarto miocardico recente (12 ore-10 giorni)
  • dell’insufficienza cardiaca sintomatica, in pazienti non tolleranti gli ACE-inibitori o come terapia aggiuntiva agli ACE-inibitori quando non possono essere somministrati beta-bloccanti

Controindicazioni all’uso dei sartani si verifica in caso:

  • di ipersensibilità ai principi attivi
  • in caso di insufficienza epatica grave, cirrosi biliari e colestasi
  • in gravidanza e allattamento, perchè interferiscono con il sistema renina-angiotensina con conseguente danno e morte fetali

Meccanismo d’azione

I sartani sono antagonisti del recettore AT1, ovvero, bloccano l’attivazione dei recettori AT1 dell’angiotensina II; questo provoca direttamente tra le altre cose vasodilatazione, riduzione della secrezione di vasopressina, riduzione della sintesi e secrezione di aldosterone. L’effetto combinato di questo è l’abbassamento della pressione sanguigna. I sartani non sono ligandi reversibili, ma ad alta affinità, per i recettori dell’angiotensina, agendo non solo su AT1 ma anche su AT2, sebbene in misura molto minore, la loro attività nei confronti del recettore è decrescente nel corso del tempo, quindi il loro legame è sempre più reversibile col passare delle ore. Questo è utile perché permette di correlare l’intensità del farmaco con i suoi effetti, d’altro canto pone il problema dell’emivita del farmaco.

Principi attivi e farmacocinetica

Le molecole più diffuse sono:

  • Losartan
  • Valsartan
  • Candesartan
  • Eprosartan
  • Irbesartan
  • Olmesartan
  • Telmisartan

Tutte le molecole sono accomunate dal suffisso “- sartan”, caratteristica che, nel tempo, ha fatto sì che si diffondesse il termine di “sartani”.

Hanno un’emivita variabile che va dalle 6 ore alle 24 ore a seconda della molecola, vengono metabolizzati a livello epatico ed escreti a livello renale o di vie biliari.

Reazioni avverse ed interazioni

Avendo un meccanismo di azione simile a quello degli ACE–inibitori, anche gli effetti collaterali sono simili; i più diffusi sono:

  • Cefalea
  • Vertigini
  • Ipotensione ortostatica
  • Astenia
  • Nausea e vomito
  • Rispetto agli ACE–inibitori, presentano meno frequentemente la tosse come effetto collaterale, perché non interagiscono con la bradichinina.

I sartani possono instaurare interazioni farmacologiche con diversi altri tipi di farmaci, fra questi ricordiamo:

  • Sali di potassio, diuretici risparmiatori di potassio e drospirenone; infatti, l’assunzione concomitante di questi farmaci e di sartani aumenta il rischio d’insorgenza d’iperkaliemia
  • Antinfiammatori non steroidei (FANS) come indometacina, naprossene e piroxicam; questi principi attivi, infatti, possono diminuire l’efficacia terapeutica dei sartani e di altri agenti antipertensivi
  • Digossina, poiché i sartani potrebbero aumentarne i livelli in caso di assunzione concomitante
  • Warfarin, i cui livelli possono essere diminuiti in caso di somministrazione contemporanea con sartani.

Dr. Giosuè Ruggiano

Fonti

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