Come combattere l’insufficienza venosa: consigli e suggerimenti

In questo articolo cercheremo di spiegare Come combattere l’insufficienza venosa e quali sono i rischi

Come combattere insufficienza venosa

Nel panorama delle condizioni patologiche, l’insufficienza venosa emerge come una problematica di vasta diffusione nei paesi industrializzati, sebbene risulti notevolmente meno comune in aree meno sviluppate come quelle dell’Africa e dell’Asia. 

Questo stato di salute, reale e tangibile, impone un disagio particolare, soprattutto alle donne, che risultano essere le più colpite rispetto al sesso maschile.

I dati pubblicati nell’European Journal of Vascular and Endovascular Surgery forniscono una visione interessante: durante i primi anni di vita, il 10% dei maschi e il 30% delle femmine sperimentano l’insorgenza dell’insufficienza venosa; dopo i 50 anni, questa percentuale cresce rispettivamente al 20% per gli uomini e al 50% per le donne. 

Emerge, quindi, come l’incidenza di questa problematica sia strettamente connessa all’età, soprattutto al genere femminile.

Per fortuna, esistono diversi rimedi per contrastare l’insufficienza venosa e, tra le opzioni disponibili, uno dei trattamenti più efficaci è l’utilizzo di un un medicinale vasoprotettore in compresse come Daflon

Cos’è l’insufficienza venosa

L’insufficienza venosa rappresenta una condizione patologica originata dalla difficoltà nel ricondurre il sangue venoso al cuore.

Questo problema può avere origine da diverse cause, tra cui alterazioni patologiche delle vene, spesso associate a disturbi della funzione valvolare o varici, e sovraccarico funzionale delle vene, come nel caso di linfedema o ridotta mobilità degli arti. 

I sintomi di questa condizione possono variare in base alla gravità della patologia e includono caviglie gonfie, crampi ai polpacci, formicolii alle gambe, ulcere cutanee, e vene varicose. 

Complicazioni frequenti includono inoltre distrofie/ulcerazioni cutanee, rischio di cellulite batterica e varicoflebite.

Nel contesto delle estremità inferiori, l’insufficienza venosa genera un aumento di pressione nei capillari, portando alla formazione di edemi, ipossia generalizzata e accumulo di acido lattico nel sangue. 

Affrontare questa condizione richiede un approccio terapeutico completo, che può includere correzioni delle abitudini alimentari e dello stile di vita, l’uso di calze elastiche a compressione e l’applicazione di creme con proprietà capillarotrope e protettive. 

In alcuni casi, è necessario l’uso di farmaci come anticoagulanti, flebotonici, vasoprotettori e profibrinolitici. Anche i rimedi chirurgici, come la valvuloplastica e l’ablazione con radiofrequenza o laserterapia, possono essere presi in considerazione.

L’insufficienza venosa, se trascurata, può evolvere in una sindrome progressiva caratterizzata da dolore, gonfiore e alterazioni cutanee, potendo raggiungere anche lo sviluppo di varicoflebite. 

La diagnosi, spesso basata sull’osservazione medica diretta e l’anamnesi del paziente, può essere integrata con esami strumentali come l’ecodoppler per valutare la funzionalità venosa. 

In conclusione, quindi, affrontare l’insufficienza venosa richiede una presa in carico tempestiva e una strategia terapeutica personalizzata per migliorare la qualità della vita e prevenire possibili complicanze.

Il ruolo fondamentale dei vasoprotettori

Nell’ambito del trattamento dell’insufficienza venosa, emerge un elemento cruciale rappresentato dai vasoprotettori come Daflon. Questo farmaco, basato sui flavonoidi, in particolare la diosmina e l’esperidina, rivela un meccanismo d’azione complesso. 

Una volta ingeriti, i flavonoidi vengono metabolizzati dalla flora intestinale e successivamente assorbiti, distribuendosi nel sistema circolatorio

La loro azione si estende sulla stabilizzazione delle pareti vascolari venose attraverso l’attivazione di diverse vie biochimiche, migliorando il profilo emodinamico e agendo come capillaroprotettori e vasotonici.

La letteratura scientifica, ancora impegnata nella comprensione delle funzionalità di questi flavonoidi, ha indicato un’azione vasotonica, anti permeabilizzante e antiedematosa

Sono molti gli studi che dimostrano l’efficacia di Daflon nel trattamento delle patologie venose, contribuendo alla riduzione delle ulcere, dell’edema e dei sintomi associati, soprattutto in pazienti con insufficienza venosa cronica. 

Questo vasoprotettore si è quindi dimostrato in grado di migliorare la sintomatologia e gli aspetti clinici nell’insufficienza venosa cronica, anche nella fase precedente allo sviluppo delle vene varicose. 

Inoltre, la sua azione antinfiammatoria potrebbe rappresentare un importante fattore nella gestione del processo infiammatorio tipico di questa condizione medica e nel dare quindi sollievo alle persone che ne fanno uso.

Per concludere… altri 3 consigli

Oltre alla terapia farmacologica, esistono importanti abitudini e precauzioni da adottare per affrontare al meglio il problema dell’insufficienza venosa. 

Prima di tutto, è importante evitare la sedentarietà e la prolungata immobilità in posizione eretta o seduta. In particolare, svolgere esercizi come sollevamenti dei talloni o movimenti di flessione-estensione dei piedi può essere benefico, oltre che adottare uno stile di vita sano e una dieta equilibrata

Sollevare le gambe per 10-15 minuti al giorno e dormire con i piedi leggermente sollevati (10-20 cm) possono contribuire a migliorare il ritorno venoso. 

Infine, scegliere indumenti confortevoli, evitare cinture e pantaloni troppo stretti, e optare per scarpe con al massimo un tacco di circa 5 centimetri può aiutare a mantenere la circolazione sanguigna adeguata. 

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Francesco Centorrino

Sono Francesco Centorrino e sono il creatore di Microbiologia Italia. Mi sono laureato a Messina in Biologia con il massimo dei voti ed attualmente lavoro come microbiologo in un laboratorio scientifico. Amo scrivere articoli inerenti alla salute, medicina, scienza, nutrizione e tanto altro.

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