Peptone yeast glucose broth (PYG)

Perché si usa?

Il PYG (Peptone yeast extract-glucose) è un terreno di coltura liquido, non selettivo, utilizzato nella valutazione qualitativa dei prodotti del metabolismo dei batteri anaerobi, nonché delle loro reazioni di fermentazione.

Come funziona?

I peptoni e l’estratto di lievito forniscono nutrienti ai batteri anaerobi, mentre il glucosio è fonte di energia. Il bicarbonato di sodio e l’idrogenofosfato di potassio hanno invece la funzione di tamponi. La cisteina viene aggiunta per mantenere bassa la quantità di ossigeno, mentre l’emina è utile per stimolare il fattore X, che supporta la crescita dei microrganismi. La vitamina K, infine, aiuta la crescita dei batteri anaerobi, in particolare del genere Bacteroides.

Composizione del terreno

  • Peptoni 20 g
  • Glucosio 10 g
  • Estratto di lievito 10 g
  • Bicarbonato di Sodio 0.4 g
  • Idrogenofosfato di Potassio 40 mg
  • Fosfato di Potassio 40 mg
  • Emina 10 mg
  • Vitamina K 10 mg
  • L-cisteina idrocloride 8 mg
  • Magnesio solfato 8 mg
  • Acqua demineralizzata 1000 ml

    pH 7.1 ± 0.3 a 25 °C

Preparazione del terreno

  • Miscelare gli ingredienti ed aggiungere 1000 ml d’acqua
  • Mescolare accuratamente
  • Riscaldare fino a bollitura
  • Versare nei tubi ed autoclavare a 121 °C per 15 minuti.

Risultati della crescita

MicrorganismoIncubazioneCrescita
Bacteroides fragilisIn anaerobiosi; 35-37 °C per 48hBuona
Clostridium prefringensIn anaerobiosi; 35-37 °C per 48hBuona

Immagini

Flaconi contenenti brodo di coltura Peptone Yeast Glucose (PYG) per batteri anaerobi
Figura 1 – Flaconi di PYG broth pronto all’uso.

Limitazioni del terreno

L’identificazione finale dei batteri anaerobi isolati su terreno PYG prevede un’analisi aggiuntiva tramite cromatografia gas-liquido (GLC). Attraverso questa tecnica è possibile individuare il tipo di batterio anaerobio valutando il profilo dei prodotti della fermentazione del glucosio: gli acidi grassi volatili, come l’acido acetico, l’acido propionico e l’acido butirrico e i composti organici non volatili (Figura 2). Generi diversi di batteri producono profili differenti. Dai brodi di coltura si estraggono le cellule batteriche che vengono saponificate per liberare gli acidi grassi, che sono poi sottoposti a cromatografia. I risultati vengono infine confrontati con altri profili in un database apposito che aiuta nell’identificazione.

Picchi risultanti da una GLC su acidi grassi volatili prodotti da C. difficile.
Figura 2 – Picchi relativi agli acidi grassi volatili prodotti dalla fermentazione del glucosio dal Clostridium difficile.

Fonti

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