Monitoraggio ambientale delle superfici

Principio

I laboratori di analisi e di controllo qualità, per assicurare l’igiene delle superfici e degli strumenti di lavoro, necessitano di un periodico monitoraggio ambientale. I patogeni Listeria monocytogenes, Salmonella, E.coli O157 e microrganismi come Pseudomonas, aderiscono alle superfici. La capacità di alcuni batteri di formare biofilm, rende la sanificazione ambientale ancora più scrupolosa per conservare la sicurezza e la qualità.

Fondamentale per una corretta pulizia è effettuare un prelavaggio e detersione delle superfici, mediante acqua calda a 60°C e detergente. Dopo il risciaquo del detergente, disinfettare con prodotti a base di alcool per la totale distruzione della carica microbica.

Per verificare l’efficacia delle azioni di sanificazione, i laboratori mediante differenti metodiche, rilevano la rimanente carica microbica ove presente.

Metodo

Il campionamento ambientale è possibile effettuarlo mediante differenti materiali.

Tamponi

I tamponi, inumiditi da una soluzione neutralizzante, sono strisciati su una superficie di 100 cm2 (figura 1). Per un corretto prelievo è importante avere un movimento incrociato del tampone per tutta la superficie d’interesse.

Figura 1 - Monitoraggio ambientale mediante tampone
Figura 1 – Monitoraggio ambientale mediante tampone

Riposti nel terreno di trasporto (soluzione fisiologica), i tamponi possono essere seminati per inclusione o spatolati (figura 2) su terreni specifici e successivamente incubati per temperatura e tempi necessari per il conteggio delle colonie. Tale metodica esprime il numero di UFC presenti, ovvero i microrganismi per centimetro quadrato.

Figura 2 - Spatolamento del tampone
Figura 2 – Spatolamento del tampone

Piastre da contatto e contact-slide

L’utilizzo di piastre sterili con superfici convesse di agar (RODAC – Replicate Organism Direct Agar Contact), semplificano il campionamento (figura 3). Le piastre contenenti il terreno di coltura specifico per il microrganismo ricercato, vengono appoggiate sulle superfici per circa 10 secondi.

Figura 3 - Monitoraggio ambientale mediante piastre a contatto
Figura 3 – Monitoraggio ambientale mediante piastre a contatto

E’ possibile campionare attraverso le conctact-slide (figura 4), palette di plastica con una striscia di agar su entrambi i lati. Dopo aver campionato, le piastre e le slide vengono poste nell’incubatone alla temperatura e tempo necessario per il conteggio delle colonie.

Figura 4 - Contact-slide
Figura 4 – Contact-slide

Kit rapidi

I metodi appena elencati presentano spesso tempi di risposta lunghi, di alcuni giorni. Per ottenere risposte più rapide, l’analista può far uso di kit rapidi basati sulla bioluminescenza, colorimetria, fluorescenza. I preparati sono costituiti da brodi di coltura che cambiano colore in caso di crescita batterica.

Risultati attesi

I parametri microbiologici di base da ricercare sono:

  • carica batterica totale psicrofila: un indicatore rappresentativo della contaminazione batterica ambientale, con temperatura di accrescimento intorno ai 25°C
  • carica batterica totale mesofila: un indicatore rappresentativo della contaminazione di origine umana e animale, con temperatura di accrescimento intorno ai 37°C
  • carica fungina totale (muffe e lieviti): un indicatore ambientale fondamentale, correlato alla presenza di elevata umidità e scarsa qualità dell’aria. Alcune muffe sono causa di patologie e allergie nell’uomo.

Il risultato del monitoraggio microbiologico ambientale delle superfici si esprime in Unità Formanti Colonie (UFC)/unità di superficie.

In particolare il risultato è espresso in UFC/100 cm2 in riferimento alla metodica mediante i tamponi. Mentre nel caso di utilizzo delle piastre da contatto si considera la superficie della piastra e il risultato è espresso in UFC/24 cm2.

Limitazione del test

Comparando il campionamento mediante tampone (figura 5) con quello con piastre a contatto, i tamponi di cotone mostrano una minore percentuale di recupero microbico. Probabilmente il cotone durante la fase analitica, non rilascia tutti i microrganismi intrappolati.

Figura 5 - Differenti tipologie di tamponi
Figura 5 – Differenti tipologie di tamponi

Inoltre, in caso di superfici poco contaminate, le piastre da contatto presentano recuperi più elevati rispetto a quello del tampone. Mentre in presenza di una carica batterica elevata, le piastre RODAC possono sottostimare la conta batterica a causa dell’aggregazione delle colonie sulla superficie.

Le RODAC è preferibile usarle su superfici lisce, poichè inadeguate a raggiungere angoli e curvature.

Sicuramente le difficoltà nel recupero dei batteri sulle superfici, è dovuto allo stress subito da parte dei batteri sottoposti ad essiccazione e mancanza di nutrienti.

Quality Control

Ogni lotto di tamponi, piastre a contatto e kit monouso, deve presentare il certificato di qualità rilasciato dal produttore.

Fonti

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