Coronavirus: in Australia si lavora al vaccino

Ebbene sì, per Coronavirus 2019-nCoV potrebbe essere giunta l’ora di tremare. Oltre agli studi precedentemente svolti in Cina, il primo Paese a compiere studi sull’argomento poiché primo a subire il contagio del virus, l’Università del Queensland ha comunicato i primi risultati circa un nuovo vaccino.

esperimenti biochimici sul coronavirus
Foto 1 – Studiosi alle prese con la sperimentazione di laboratorio per la messa a punto del vaccino

Il nuovo vaccino sintetico

La squadra di studiosi australiani, guidata dal biochimico nonché presidente di ateneo Peter Høj, ha lavorato infatti incessantemente per produrre una molecola sintetica ad RNA, dunque estremamente sicura poiché contenente solamente una sequenza nucleotidica del virus. Dopo tre settimane di lavoro da parte del team, il vaccino è stato dichiarato pronto per la sperimentazione animale, a fronte del successo nei test di laboratorio.

microscopia del virus
Foto 2 – “Fotografia del Coronavirus 2019-nCoV”

In particolare, per ottenere questo risultato è stata molto importante la corretta riuscita di isolamento e sequenziamento genico del 2019-nCoV. Non era infatti utilizzabile una qualsiasi sequenza, ma era necessario il gene che codifica per una delle proteine di superficie utilizzate dal virus per introdursi nella cellula. E’ proprio questa proteina dunque ad essere responsabile della risposta immunitaria dell’ospite.

Le varie fasi preliminari al rilascio del vaccino

Le prime fasi di animal testing verranno effettuate in laboratori universitari, mentre tra qualche settimana si sposteranno nell’Australian Animal Health Laboratory, ossia uno dei pochissimi laboratori di classe 4 -con il livello di sicurezza più alto in assoluto- nel mondo.

passaggio del coronavirus in sicurezza
Foto 3 – Scienziati che trasferiscono materiale biologico pericoloso in condizioni protette

Proprio il professor Høj ha riferito che secondo la CEPI (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations), l’intervento dell’Università del Queensland era necessario, viste le avanzate tecnologie presenti nei suoi laboratori, che a detta della CEPI sarebbero in grado di produrre il vaccino in circa sei mesi.

Chiaramente la sperimentazione animale è solo il primo di diversi step per la produzione e distribuzione del vaccino finale, ma grazie alla massima efficienza dei microbiologi dell’Università del Queensland si confida che possa essere rilasciato entro la scadenza.

I progressi procedono anche in Italia

Anche in Italia si sta recentemente lavorando per ottenere un vaccino specifico per il ceppo virale diffuso negli ultimi giorni specialmente al Nord. Nell’ospedale Sacco di Milano è infatti stato isolato il virus presente in quattro pazienti colpiti nella città di Codogno e si sta cercando al più presto una terapia preventiva.

scienziati alle prese con il coronavirus
Foto 4 – “Studios* che si occupa dell’ideazione del nuovo vaccino”

Comportamenti da seguire

Finché il vaccino non verrà ancora sviluppato e distribuito alla popolazione, è consigliato seguire le norme igieniche suggerite dal Ministero della Salute, qui riportate:

comportamenti da attuare per limitare il contagio
Foto 5 – “Direttive da seguire per limitare il contagio da Coronavirus ufficiali del Ministero della Salute”

Si ricorda che il tasso di mortalità del Coronavirus è di poco superiore al 2,2% e che spesso causa un banale raffreddore mentre solo in alcuni casi è responsabile di sintomatologie più acute.

Dunque, nonostante non sia ancora stato prodotto un trattamento preliminare per evitare di contrarre un’eventuale patologia causata da tale virus, si ricorda che non c’è da allarmarsi troppo e che seguire questi semplici comportamenti igienici è nella stragrande maggioranza dei casi sufficiente per limitare i danni.

Non è altrettanto facile sfuggire però al contagio del razzismo dilagante, né all’allarmismo e all’ipocondria generale.

Si raccomanda di confidare nella scienza, che come sempre si trova a barcamenarsi tra fake news e qualunquismo, ma che riesce ogni volta a stupire tutti, servendosi delle menti più brillanti per plasmare meravigliose molecole di contrattacco.

Francesca Buratti

Fonti:

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