Coronavirus in Lombardia: notizie “dal fronte” e misure di sicurezza.

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In Lombardia il primo caso di Coronavirus. E’ di Codogno (Lodi) il primo paziente infetto; avviate le misure di sicurezza. Come si affronta un’emergenza a livello locale: dalle comunicazioni degli organi competenti alla messa in pratica da parte dei cittadini. Breve cronaca di quello che è successo tra Venerdì e Sabato in una delle zone interessate dal Coronavirus in Italia.

Il riassunto dei fatti

Cartello allingresso del Pronto Soccorso dell'Ospedale di Codogno che segnala la chiusura.
Figura 1 – Ingresso del Pronto Soccorso dell’ospedale di Codogno.

La notizia che gli esperti si aspettavano è arrivata. Nella giornata di Venerdì 21 Febbraio, in Italia si sono verificati i primi casi e, purtroppo, i primi decessi per il nuovo Coronavirus, denominato “COVID-19”. L’allarme è scattato inizialmente nel basso lodigiano, dove un 38enne di Codogno (LO) è stato ricoverato in presenza di sintomi specifici. L’uomo si trova tutt’ora in ospedale in condizioni stabili, stando agli aggiornamenti diramati nella mattinata di Sabato 22.

Il contagio sarebbe avvenuto diverse settimane fa, tramite un amico che aveva da poco fatto rientro dalla Cina e che vive a Fiorenzuola d’arda (PC). Quest’ultimo, che non ha mai presentato sintomi, è risultato negativo al test.

Stando alle notizie riportate, nelle settimane precedenti il paziente ha svolto una gara podistica a Portofino (GE) ed una a Sant’Angelo Lodigiano (LO), oltre ad aver preso parte ad una partita di calcetto a Crema (CR) ed aver partecipato un corso con la Croce Rossa a Codogno (LO). Diversi luoghi e contatti con più persone; si può pertanto intuire quanto il virus possa già aver avuto una diffusione non indifferente.

In tutti questi paesi sono scattate ovviamente le misure di sicurezza, su indicazione del Ministero della Salute, volte a contenere la diffusione del virus.

Nel frattempo, a Vò Euganeo (PD), un uomo di 78 anni è deceduto dopo essere stato ricoverato in gravi condizioni. Stessa sorte è toccata ad una donna di 75 anni di Casalpusterlengo (LO), transitata pochi giorni prima presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Codogno, dove si trovava anche il 38enne.

L’allerta, dalla provincia di Lodi, si è spostata verso il confinante territorio cremonese, dove due persone, residenti a Sesto ed Uniti e a Pizzighettone, sono risultate positive e si trovano ora in osservazione all’ospedale di Cremona.

Naturalmente questi sono solo i primi casi accertati; nelle zone già interessate il numero sale di giorno in giorno e probabilmente lo farà in maniera esponenziale, espandendosi in tutto il territorio nazionale.

Emergenza in Lombardia. Quali misure adottare?

I sindaci dei primi tre comuni interessati nella zona del basso lodigiano, che sono quelli di Codogno, Castiglione d’adda e Casalpusterlengo, preso atto dell’ordinanza ricevuta direttamente dal ministero, hanno disposto la chiusura delle scuole e degli esercizi pubblici, oltre che degli uffici sia pubblici che privati. L’esclusione riguarda solamente le farmacie e i negozi di generi alimentari. Le misure sono state in seguito adottate anche da altri comuni limitrofi.

Nella vicina provincia di Cremona, più precisamente a Crema, dove il 38enne di Codogno si è recato per una partita di calcetto, il sindaco Stefania Bonaldi, ha disposto la sospensione della parata di carnevale prevista in paese. La stessa cosa è avvenuta nel comune di Castelleone. Feste annullate per evitare assembramenti di persone in un solo luogo, che favorirebbe ovviamente il propagarsi del virus.

Inoltre, tutti i campionati locali di ogni categoria sono stati rinviati. La misura precauzionale si è espansa poi per tutta la regione Lombardia.

La “questione” del Pronto Soccorso

Il Ministero della Salute ha diramato alcune indicazioni sulle misure di sicurezza da intraprendere e sulle procedure comportamentali da adottare per non generare problematiche a carico di medici, infermieri e altri operatori sanitari, sovraccaricandoli di lavoro. Nonostante la comprensibile preoccupazione della popolazione, il Pronto Soccorso è diventato in questi giorni un luogo troppo sensibile in cui si rischia di creare ingorghi che, oltre a non essere necessari, potrebbero anzi risultare dannosi. Quello dell’ospedale di Codogno, in cui si è recato il primo paziente infetto, è stato ovviamente chiuso (Figura 1).

Secondo le disposizioni, le persone che accusano i sintomi non devono recarsi direttamente in Ospedale.

La regola principale è che il Pronto Soccorso deve rimanere un luogo per le vere emergenze e soprattutto, i pazienti eventualmente infetti devono astenersi dal recarsi in luoghi pubblici, onde evitare di contagiare altre persone.

Queste raccomandazioni arrivano dal fatto che la forma virale è certamente guaribile (nella maggior parte dei casi avviene spontaneamente come in una normale influenza). I primi sintomi, inoltre, sono simili a quelli di identiche condizioni, causate però da agenti infettivi differenti, che non richiedono particolari cure mediche.

Qualsiasi richiesta deve essere effettuata attraverso il 112, numero di emergenza unico europeo, oppure contattando la guardia medica reperibile.

Fonti

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