Micovirus: biocontrollo di funghi filamentosi

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Origine

I micovirus sono virus, quindi parassiti obbligati, che si riproducono all’interno di strutture fungine. A differenza di altri virus, i micovirus sono ancora poco studiati e si conoscono solo poche sequenze genomiche. Gli studi evoluzionistici sui micovirus formulano due principali ipotesi di origine:

  1. si sono originati in principio direttamente nel fungo mediante interazione positiva con esso portando ad una co-evoluzione;
  2. erano in principio presenti nel tessuto vegetale ed in seguito ad attacco dei fitopatogeni fungini sono stati spostati in essi perdendo alcune strutture fondamentali come il capside.

Classificazione, struttura e riproduzione

Si riscontrano più di 90 specie virali distribuite in 10 famiglie. Possono presentare il capside o meno. I micovirus si comportano come regioni geniche extra-cromosomiche. I micovirus sono a RNA, presenti sia in forma di doppio filamento (dsRNA) che in forma a singolo filamento (ssRNA). La nomenclatura dei micovirus è regolata dall’International Committee for Taxonomy of Viruses (ICTV). Esempi di specie a singolo filamento sono: MBV in Agaricus bisporus e SmVB in Sclerophtora macrospora. I micovirus si riproducono via trasmissione verticale (spore sessuali e asessuali in base alla specie fungina) e via trasmissione orizzontale (fusione protoplasmi). Chytridiomycota, Zygomycota, Ascomycota, Basidiomycota sono tutti ospiti di micovirus. Totiviridae e Partitiviridae hanno particelle isometriche prive di protezione esterna di diametro 25-30 nm.

Agenti di biocontrollo

I micovirus presentano un’ elevata diversità, persino nella stessa specie fungina che li ospita. Possono originare vantaggi per l’ospite fungino ma anche svantaggi, definendoli agenti di biocontrollo. Sono usati nel biocontrollo tutti i micovirus che conferiscono un fenotipo ipovirulento nel fitopatogeno fungino. I micovirus possono presentare sintomi, essere asintomatici oppure sintomi latenti in base a condizioni ambientali. Esempi di biocontrollo sono:

  • micovirus CHV1 in Chryphonectria parasitica, agente causale della peronospora della castagna;
  • Botrytis virus X;
  • virus ad RNA associato al fungo filamentoso Sclerotinia sclerotiorum.
Figura 1 - silenziamento a RNA in Cryphonectria parasitica e soppressione. Interazione tra CHV1 e C. parasitica.
Figura 1 – silenziamento a RNA in Cryphonectria parasitica e soppressione. Interazione tra il mitovirus CHV1 e C. parasitica.

Micovirus in Fusarium graminearum (teleo. Gibberella zeae)

Esperimenti condotti su colture di mais in Corea, hanno evidenziato che è possibile isolare determinati micovirus per successivi scopi di biocontrollo contro agenti fitopatogeni di origine fungina. Infatti, si è rilevata una significativa crescita differente dei miceli in base alla concentrazione del micovirus. Si spiega che, la perdita del dsRNA nei conidi risulta in una crescita maggiore del micelio con basso livello di pigmentazione. Successivamente all’acquisizione del micovirus mediante anastomosi ifale, il fenotipo fungino presenta crescita rallentata ed alto livello di pigmentazione. Inoltre, gli isolati con dsRNA producono meno micotossine, tra cui Deossinivalenolo (Vomitoxin) (DON), rispetto agli isolati privi di dsRNA nei quali si assiste ad una concentrazione più elevata di DON.

Riferimenti

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