Misteriosa epidemia di polmonite in Cina: responsabile un nuovo virus

La misteriosa polmonite ha iniziato il contagio in Cina

41 sono, finora, i casi accertati affetti dalla misteriosa epidemia di polmonite verificatasi in Cina, nel capoluogo della provincia dello Hubei, Wuhan. 7 sono i pazienti in condizioni gravi e un uomo di 61 anni è il primo decesso a causa del virus.

Perché i media la definiscono “misteriosa”? Perché l’agente infettivo che ne è la causa non è ancora del tutto certo.

Il brutto ricordo della SARS

Probabilmente mossi dal brutto ricordo dell’epidemia del 2003 o da virus simili, le autorità cinesi avevano inizialmente ipotizzato che si trattasse di SARS-CoV, il coronavirus associato alla SARS (Sindrome Acuta Respiratoria Grave). Secondo quanto riportato dalla World Health Organization (WHO), circa 8098 persone in tutto il mondo si ammalarono di SARS nel 2003, di cui 774 morirono.

I sintomi della SARS sono principalmente febbre, mialgia, sintomi gastrointestinali e respiratori, fino a giungere a casi di polmonite. Il virus si diffonde grazie al contatto ravvicinato tra una persona sana e una infetta attraverso goccioline di Flügge e secrezioni nasofaringee.

La trasmissione è particolarmente rapida e ciò, unito alla mancanza di terapie efficaci, rende la SARS una minaccia globale. La diagnosi si effettua attraverso PCR, ELISA e il test a immunofluorescenza.

Le ultime notizie, invece, parlano di un nuovo virus, appartenente anch’esso al genere Coronavirus, così come SARS-CoV e MERS-CoV (coronavirus associato alla sindrome respiratoria del Medio Oriente).

Il coronavirus, appartenente alla famiglia Coronaviridae, ordine Nidovirales, può essere a sua volta distinto in quattro tipologie: alphacoronavirus, betacoronavirus, gammacoronavirus e deltacoronavirus. Gli alfa- e i betacoronavirus infettano principalmente i mammiferi, i gammacoronavirus le specie avicole mentre i feltacoronavirus infettano sia i mammiferi che gli uccelli.

Il professor Leo Poon, virologo presso The University of Hong Kong – HKU – 香港大學 ed esperto di SARS e influenza, ha, inoltre, specificato che il coronavirus possa, in realtà, essere rilevato in numerosi animali quali bovini, cani, gatti, pipistrelli e uccelli.

Il genoma del virus è racchiuso in un capside elicoidale ed è ulteriormente circondato da un involucro cui, associate, sono presenti almeno tre proteine strutturali: la proteina M (di membrana), la proteina E (envelope) e la proteina S (“spike”, con proprietà di fusione). Alcuni coronavirus codificano anche una proteina emoagglutinina-esterasi.

Tra queste proteine strutturali emergono delle sporgenze che conferiscono al genere la peculiare forma a corona osservabile attraverso microscopio elettronico. Ad oggi, il professor Xu Shuchang, del Dipartimento di Malattie Respiratorie dello stesso ateneo, ha affermato che il nuovo coronavirus presenterebbe circa il 73% di analogia con la sequenza genetica di SARS.

Testimonianze della nuova polmonite in Cina

Secondo quanto testimoniato dalla commissione per la salute di Wuhan, l’infezione si sarebbe verificata tra il 12 e il 29 dicembre e alcuni dei pazienti affetti erano in quei giorni impegnati in un mercato ittico cittadino, tra cui anche l’uomo deceduto. L’Organizzazione Mondiale della Sanità avrebbe, effettivamente, confermato l’attribuzione dell’epidemia al nuovo virus, evidenziando la capacità e le risorse della Cina nel contrastare le epidemie respiratorie.

Dalla testimonianza dell’OMS emerge anche la particolare attenzione nel tracciare tutti i possibili contatti tra le persone e le matrici ambientali. Un’analisi capillare è, infatti, necessaria per poter permettere agli studiosi di identificare in modo più approfondito l’agente eziologico e le sue modalità di trasmissione.

A tal proposito, la Commissione Sanitaria Nazionale Cinese ha ultimamente annunciato che, al fine di tutelare la sicurezza globale, condividerà con l’OMS le informazioni sulla sequenza genomica, già ormai identificata, del nuovo tipo di coronavirus.

#WuhanSARS

Secondo quanto riportato dal The New York Times, le autorità cinesi avrebbero, inoltre, censurato l’hashtag #WuhanSARS per prevenire una diffusione di notizie infondate, mentre otto persone sarebbero state indagate per aver elargito sui social voci errate riguardo l’epidemia.

La particolare risonanza che sta avendo l’epidemia, insieme con la velocità di trasmissione e la probabile scoperta di un nuovo virus, potrebbe aprire la strada allo sviluppo di nuove terapie atte alla prevenzione e alla cura di una classe virale che sembra – o, quantomeno, si preannuncia – essere una seria minaccia mondiale.

Si ringrazia The Medical Alphabet per la gentile concessione del contenuto.

Elena Panariello

Fonti

Informazioni su Elena Panariello 18 Articoli
Studentessa del Corso di Laurea in Scienze Biologiche. Amante della microbiologia.

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Di_Lorenzo
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Di_Lorenzo

Ciao Elena, grazie per l´articollo! arricchisco il bellissimo lavoro con un riferimento quest’anno: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31883098
Sono disponibile,
Sergio.