Raffreddore ed influenza stagionali: un piccolo prontuario

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By Francesco Centorrino

Revisionato dal Medical Board

L’ Autunno รจ una stagione affascinante: le chiome della maggior parte degli alberi si tingono di colore a causa del cambio nel tipo di pigmenti prodotti dalle foglie ed i nostri boschi diventando spettacolari distese screziate di rosso, oro e vermiglio.

E’ tuttavia anche la stagione dell’ influenza e del raffreddore; l’Oms (โ€œOrganizzazione Mondiale della Sanitร โ€) ha stimato che questโ€™anno almeno 5 milioni di italiani saranno colpiti dal solo virus influenzale.

Nonostante buona parte delle persone sia consapevole di questo, spesso manca l’approccio giusto per affrontare i malesseri tipici di questo periodo, complice la credenza comune che il raffreddore sia il primo stadio di un processo patologico che, se non correttamente trattato, porti inesorabilmente allโ€™influenza.

In realtร  raffreddore ed influenza sono due patologie ben distinte, che spesso vengono associate e confuse a causa della manifestazione di sintomi comuni o simili: il nostro corpo infatti reagisce in entrambi i casi attivando meccanismi di risposta di tipo infiammatorio che sono quasi gli stessi, pur se a fronte di patogeni infettivi differenti.

L’infiammazione, che si articola e sviluppa in fasi, รจ forse la risposta infatti piรน efficace che il nostro corpo abbia sviluppato nel corso della sua evoluzione per far fronte all’azione dei numerosi e diversificati stimoli lesivi che gli possono derivare dall’ambiente (e dai suoi generici โ€œmicroabitantiโ€).

Proprio per questo, le soluzioni per trattare i sintomi di raffreddore ed influenza, che il piรน delle volte impediscono il normale svolgimento delle attivitร  quotidiane, possono comunque essere i medesimi.

E’ tuttavia importante capirne la differenze; lungi dal voler sostituire l’indispensabile consulto medico e dal voler esaurire l’argomento, in questo articolo si proporrร  un piccolo prontuario per imparare a distinguere tra queste due patologie.

Il responsabile principale della malattia infettiva che comunemente chiamiamo “raffreddore” รจ un virus di tipo Rhinovirus che si insedia nelle nostre mucose nasali (Fig.1).

(Fig.1) Dal punto di vista della classificazione precisa, i Rhinovirus appartengono alla famiglia dei Picornaviridae, virus con genoma a RNA a singolo filamento ed orientamento trascrizionale positivo( (+)ssRNA ), dotati di capside proteico a geometria icosaedrica, privi di membrana di rivestimento (โ€œenvelopeโ€).

L’ Autunno e l’ Inverno sono il periodo migliore per la loro proliferazione perchรฉ i Rhinovirus hanno la peculiaritร  di replicarsi meglio nelle cellule che infettano quando la temperatura scende intorno ai 34 gradi Celsius, che corrisponde alla temperatura media che si stabilisce proprio allโ€™interno della nostra cavitร  nasale quando siamo esposti al freddo.

Per contrastarne la proliferazione, il nostro corpo reagisce attivando un processo infiammatorio (detto:โ€Riniteโ€) localizzato soprattutto nelle prime vie aeree, responsabile dei fastidiosi sintomi del raffreddore tra i quali il piรน comune รจ la tipica congestione nasale caratterizzata da naso chiuso e starnuti, spesso accompagnata a mal di gola, mal di testa, tosse con muchi ed a volte febbre inferiore ai 38 gradi Celsius.

I sintomi della patologia da raffreddamento compaiono nellโ€™arco di 2 giorni dopo il contagio.

Come si รจ appena detto, la temperatura gioca un ruolo importante nella patogenesi del raffreddore: il passaggio brusco da un ambiente caldo a uno freddo (come capita spesso in inverno) altera infatti il meccanismo di termoregolazione, ovverosia la capacitร  del nostro organismo di mantenere la temperatura corporea costantemente attorno ai 37 gradi Celsius. Questi repentini sbalzi termici non consentono al nostro corpo di adattarsi subito alle diverse condizioni (il corpo avrebbe infatti bisogno di piรน tempo), e ciรฒ provoca soprattutto nelle persone piรน deboli dal punto di vista del sistema immunitario (bambini, anziani e soggetti affetti da severe patologie croniche) le malattie a carico dellโ€™apparato respiratorio.

E’ credenza diffusa (ma infondata) che il freddo e lโ€™umiditร  aumentino il rischio di contagio del raffreddore comune. Al contrario, sono gli ambienti molto secchi che possono predisporre alla malattia, in quanto riducono la mucocinesi, processo fisiologico deputato allโ€™espulsione degli agenti patogeni dal nostro organismo.

Ecco perchรจ umidificare l’ambiente puรฒ aiutare a ridurre il rischio d’infezione.

La concentrazione di persone in luoghi chiusi, che sia la metropolitana, il supermercato o il proprio luogo di lavoro, anche solo lo starnuto di una persona infetta, puรฒ essere sufficiente per essere contagiati. E in inverno, ovviamente, si prediligono i luoghi al chiuso.
Secondo alcune statistiche, ogni 5 minuti portiamo almeno 3 volte le mani al viso ed in unโ€™ora ci tocchiamo il naso circa 5 volte. Le mani sono pertanto il veicolo di trasmissione principale del virus del raffreddore, piรน delle gocce sospese nellโ€™aria prodotte dagli starnuti di un soggetto infetto: lavarsi spesso le mani dopo essere stati in ambienti chiusi o dopo essere stati in presenza di una persona infetta รจ pertanto indispensabile per prevenire il rischio di contagio (riguardo all’importanza di questo semplice gesto, si veda anche: http://www.microbiologiaitalia.it/2016/07/07/perche-e-importante-lavarsi-le-mani/ ).

Oltre che usare il fazzoletto e portarsi una mano alla bocca quando si tossisce; principi validi sia dal punto di vista sanitario preventivo che ovviamente della buona educazione…
Si รจ detto che i Rhinovirus sono i maggiori responsabili del raffreddore autunnale: ciรฒ รจ vero, ma occorrerebbe fare un’ulteriore, importante precisazione.

In realtร  i potenziali responsabili di una generica patologia da raffreddamento infatti sono oltre 200 virus respiratori, i piรน frequenti tra i quali sono:

Rhinovirus: hanno unโ€™incubazione che varia tra le 24 e le 48 ore e una durata compresa tra i 4 e i 9 giorni.

Coronavirus: virus attivi dallโ€™autunno allโ€™inizio della primavera e responsabili del 10% dei raffreddori.

Virus parainfluenzali: principali responsabili del raffreddore comune negli adulti. Nei bambini possono provocare infezioni piรน gravi alle basse vie respiratorie (bronchite e bronchiolite).

Adenovirus : attivi dallโ€™autunno allโ€™inizio della primavera, colpiscono i bambini piรน piccoli e sono causa di faringiti e tonsilliti. La resistenza al pH acido gastrico di questi virus li rende pericolosi anche a livello intestinale, dove possono causare infezioni enteriche.

Parliamo ora d’ influenza invece (Fig.2).

(Fig.2) Struttura di un generico Orthomyxovirus: virus a capside elicoidale, rivestito da una membrana lipida (envelope) sulla superficie della quale sono presenti proteine caratteristiche, tra cui l’ emoagglutinina e la neuroaminidasi, che servono al virus durante il suo processo di replicazione.Il genoma รจ costituito da una molecola di RNA a singolo filamento e polaritร , in senso trascrizionale e non chimico ovviamente, negativa ( (-)ssRNA ).

La sindrome influenzale รจ causata da una famiglia di virus differenti rispetto a quelli del raffreddore: gli Orthomyxovirus.
Tra i principali ceppi di questo virus che causano lโ€™influenza se ne possono ricordare i seguenti:

Virus Influenza A โ€“ Sono i virus che, nellโ€™uomo, causano le forme morbose piรน virulente. Infettano anche alcune specie di uccelli ed altri mammiferi.

Virus Influenza B โ€“ Meno comune dellโ€™influenza A. Possono contrarlo anche i pinnipedi.

Virus Influenza C โ€“ Infetta lโ€™uomo e i suini. E’ in grado di generare epidemie, ma รจ statisticamente piuttosto raro.

Seppure sotto questi appellativi siano poco conosciute, le mutazioni di questi virus (principalmente del Virus Influenza A) sono le responsabili dei contagi e dei picchi influenzali (generalmente tra dicembre e febbraio) che ogni anno colpiscono la popolazione mondiale (pandemie). Per distinguere i ceppi influenzali, gli scienziati, con lโ€™eco dei media, danno loro nomi che possono essere facilmente ricordati (molti di questi nomi li conosciamo alla luce di recenti fatti di cronaca: ad esempio influenza Asiatica, Spagnola, Hong Kong, Suina, etc…)

I sintomi tipici dell’influenza sono noti a tutti e comprendono:

-Mal di testa
-Malessere generalizzato, anche per lungo tempo (circa 2 settimane), che si manifesta come sensazione di spossatezza ed affaticamento
-Tosse secca, senza muco
-Brividi intensi (presenti nel 60โ€ฐ dei casi)
-Forti dolori muscolari e articolari
-Febbre generalmente superiore ai 38ยฐ C che necessita l’uso di paracetamolo (Tachipirina)

In questo caso, i sintomi si presentano giร  appena 3-6 ore dopo il contagio e l’ esordio della malattia tende ad essere improvviso.

Il virus si diffonde attraverso le goccioline di saliva sospese nell’aria che vengono emesse con starnuti o colpi di tosse da una persona giร  colpita, oppure semplicemente toccando con le mani superfici od oggetti contaminati da individui ammalati.
Il virus penetra abitualmente attraverso il naso o la bocca e si moltiplica velocemente nelle vie respiratorie. Al momento del contagio non si accusa alcun malessere, ma intanto il virus comincia giร  a moltiplicarsi.

Data la maggior virulenza degli Orthomyxovirus, la patologia influenzale tende a diffondersi rapidamente tra le persone ed a creare episodi specifici su larga scala: le epidemie influenzali appunto.

In una comunitร  o in una regione l’andamento di un episodio di epidemia influenzale, dopo un esordio improvviso, raggiunge la fase acuta nel volgere di 3 settimane e tende quindi a spegnersi in breve tempo (6-10 settimane). Epidemie causate dal virus dell’influenza soprattutto di tipo A possono manifestarsi periodicamente in corsie d’ospedale o in altri gruppi di popolazioni chiuse (quali anziani che vivono in comunitร  di lungodegenza).
In queste situazioni le caratteristiche epidemiologiche della malattia (breve periodo di incubazione, trasmissione per via aerea) possono dare origine ad epidemie con carattere esplosivo, ma di durata relativamente breve (1-3 settimane). Durante queste epidemie sono abbastanza frequenti infezioni secondarie tra il personale ospedaliero (con tassi d’attacco del 20-50 per cento). A sua volta il personale ospedaliero puรฒ dare inizio all’epidemia trasmettendo l’infezione ai pazienti suscettibili.

L’influenza, diversamente dal raffreddore, puรฒ sviluppare complicazioni a carico di diversi distretti corporei che possono portare ad altre patologie anche molto gravi; da ciรฒ deriva l’estrema cautela con cui essa รจ affrontata e le continue raccomandazioni di vaccinazione, specie per le persone (o le categorie professionali) piรน a rischio di essere esposte al contagio.

Le complicazioni piรน comuni dell’influenza si verificano quando l’infezione anzichรฉ restare limitata alle prime vie respiratorie, si propaga ai bronchi e ai polmoni: si puรฒ incorrere in tal caso nella bronchite oppure nella polmonite.

Particolarmente temibile, per gli anziani e per le persone che soffrono cronicamente di malattie respiratorie o cardiache, รจ proprio quest’ultima: la sua comparsa fa salire i tassi di ricovero di 3-5 volte tra gli adulti con patologie ad alto rischio. All’influenza sono associate due manifestazioni di polmonite: la polmonite virale primaria e la polmonite secondaria; tuttavia talora le due condizioni possono anche coesistere.
La forma piรน grave, comunque estremamente rara, รจ perรฒ la cosiddetta โ€œpolmonite fulminanteโ€: alla fine della fase acuta dell’influenza, invece di migliorare, lo stato di salute dell’ammalato riprende a peggiorare rapidamente e la morte puรฒ sopraggiungere anche in brevissimo tempo.

Si รจ visto inoltre che le epidemie di influenza possono far aumentare il rischio di meningite (infiammazione delle meningi che avvolgono il sistema nervoso centrale: cervello e midollo spinale), come conseguenza di un danno indotto dal virus a carico della mucosa rinofaringea o di una condizione transitoria d’ immunodepressione; si manifesta entro 2 settimane dall’influenza.

Altre complicazioni neurologiche da virus dell’influenza possono essere le convulsioni, in presenza di febbre molto alta e diffuse soprattutto tra i bambini; l’ encefalite (infiammazione che colpisce la parte del sistema nervoso centrale che occupa la cavitร  cranica); la sindrome di Reye, caratterizzata da encefalite con presenza di edema cerebrale, epatite e ipoglicemia (diminuzione degli zuccheri nel sangue). Quest’ultima si verifica piรน spesso nei bambini che hanno assunto acido acetilsalicilico (aspirina). รˆ stata spesso associata a epidemie di influenza da virus di tipo B.

Una sindrome da shock tossico puรฒ inoltre verificarsi entro una settimana dall’esordio dell’influenza; essa deriva da infezioni a carico dell’apparato respiratorio cui si aggiungono batteri quali Staphylococcus aureus o, piรน raramente, streptococchi di gruppo A.

Un’altra complicanza dell’influenza, poco frequente, puรฒ essere inoltre la miocardite (infiammazione del tessuto miocardico). Un aumento della sua incidenza si verifica di solito dopo pandemie da virus dell’influenza A.
Negli anziani e nelle persone con problemi di salute essa perรฒ puรฒ portare a gravi complicazioni e recidive: si stima che in Italia ogni anno vi siano circa 5 mila decessi legati a complicanze influenzali.

La gravidanza puรฒ aumentare il rischio di complicazioni influenzali e le donne incinte sono piรน a rischio di ospedalizzazione che le donne non gravide della stessa etร . In particolare รจ necessario tenere sotto controllo la temperatura corporea che, se risulta troppo elevata, puรฒ determinare delle conseguenze tali da pregiudicare la gravidanza. Un forte rialzo della temperatura, superiore a 38-38,2 gradi Celsius, sebbene non determini nella mamma in attesa dei rischi maggiori rispetto alle donne non incinte, puรฒ tuttavia costituire un problema per il feto. La febbre alta, infatti, mette in moto le difese dellโ€™organismo e puรฒ anche comportare la comparsa di contrazioni dellโ€™utero che possono determinare a loro volta un parto prematuro.

I farmaci piรน utilizzati contro l’influenza, come detto, sono sovente gli stessi utilizzati in caso di raffreddore e comprendono antipiretici, antinfiammatori ed antidolorifici: sono detti โ€œsintomaticiโ€, perchรจ portano un certo sollievo ai sintomi, ma non vanno usati per periodi troppo lunghi e senza controllo medico perchรฉ potrebbero avere gravi effetti collaterali (Fig.3)

(Fig.3) I farmaci contro raffreddore ed influenza curano ed alleviano i sintomi, causati dai processi infiammatori messi in atto dal nostro corpo per contrastare la presenza dell’agente patogeno ma possono avere effetti avversi anche gravi: รจ sempre meglio consultare il medico prima di decidere cosa prendere!

Essendo entrambe le patologie prese in esame causate da virus, la terapia con antibiotico (che รจ un farmaco diretto invece contro un microrganismo, vale la pena ricordarlo!) รจ ovviamente inutile.

Tuttavia, รจ prassi comune presso il medico di famiglia la prescrizione antibiotica, cosa che spesso genera confusione nel paziente medio: l’antibiotico serve per impedire o contrastare eventuali infezioni concomitanti da microrganismo che, causa le difese immunitarie compromesse per via dell’infezione virale in corso, possono svilupparsi come patologie secondarie all’influenza…. e solo per questo vengono prescritti.

Il ricorso alla terapia antibiotica in corso di influenza tuttavia non deve essere indiscriminato ma richiede da parte del medico una valutazione ragionata di diverse variabili quali l’etร  del paziente, la presenza di concomitanti malattie che espongono appunto ad un rischio di complicazioni batteriche e soprattutto una attenta valutazione del quadro clinico. Gli antibiotici potranno perciรฒ esser prescritti quando si sospetta una complicazione batterica (non ci stancheremo mai di ripeterlo…!), segnalata dalla persistenza e dalla gravitร  dei sintomi: ad esempio, una temperatura corporea elevata oltre 3-5 giorni, la comparsa o l’aumento di espettorazione con aspetto purulento, difficoltร  a respirare, etc…

La migliore prevenzione dell’influenza รจ tuttavia sicuramente (e tutt’ora!) rappresentata dal vaccino (Fig.4).

(Fig.4) La vaccinazione รจ consigliata a tutte le categorie “a rischio”, ma anche a coloro che lavorano in comunitร  (per esempio ospedali, case di riposo, scuole) o che svolgono lavori di pubblica utilitร  (per esempio vigili del fuoco e poliziotti). Chiunque lo desideri puรฒ vaccinarsi, acquistando, previa ricetta medica, il vaccino in farmacia.

Una sola dose di vaccino antinfluenzale รจ sufficiente per i soggetti di tutte le etร , con esclusione dellโ€™etร  infantile. Infatti, per i bambini al di sotto dei 9 anni di etร , mai vaccinati in precedenza, si raccomandano due dosi di vaccino antinfluenzale stagionale, da somministrare a distanza di almeno quattro settimane. Il vaccino antinfluenzale va somministrato per via intramuscolare.

I vaccini autorizzati per lโ€™uso nellโ€™uomo sono prodotti biologici sicuri poichรฉ sono sottoposti ad una serie di controlli accurati che vengono effettuati sia durante la produzione e prima della loro immissione in commercio, sia dopo la loro commercializzazione. I controlli effettuati prima dellโ€™ immissione in commercio vengono attuati allo scopo di verificare gli standard previsti dalle autoritร  internazionali.

Il vaccino antinfluenzale รจ offerto gratuitamente agli anziani che hanno raggiunto i 65 anni dโ€™etร , ai malati cronici, ai familiari di soggetti fragili o immunodepressi. Da questโ€™anno sarร  gratuito anche per i donatori di sangue. Come riferisce il Ministero della Salute, ogni Regione e Provincia Autonoma stabilisce le strutture deputate alla vaccinazione.

Il periodo destinato alla conduzione delle campagne di vaccinazione antinfluenzale รจ, per la nostra situazione climatica e per lโ€™andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali in Italia, quello autunnale, a partire dalla metร  di ottobre fino a fine dicembre, fatte salve specifiche indicazioni, che saranno fornite se particolari eventi legati ai vaccini e/o lโ€™andamento epidemiologico stagionale dellโ€™influenza lo richiederanno.

Ringraziamenti

L’autore dell’articolo ringrazia sentitamente Ilario Sepe, gestore della pagina Facebook โ€œChimica farmaceutica in pilloleโ€ ( https://www.facebook.com/ChimicaFarmaceutica/ ) per il materiale messo a disposizione per la redazione di questo prontuario e per la sua disponibilitร  ed invita inoltre tutti i lettori a visitare tale pagina, molto esaustiva e ricca nei contenuti, per ulteriori approfondimenti; su raffreddore ed influenza si vede in modo particolare il seguente post:

https://www.facebook.com/ChimicaFarmaceutica/posts/2098352076863251?__tn__=K-R )

Sitografia di approfondimento

Sul raffreddore si possono trovare ulteriori informazioni in questo articolo:

http://www.microbiologiaitalia.it/2016/10/24/arriva-il-raffreddore/

Sulla vaccinazione influenzale e sulla possibilitร  di richiedere il vaccino:

http://www.salute.gov.it/portale/p5_1_2.jsp?lingua=italiano&id=103&fbclid=IwAR3TMYZKUxPkS8ORJ9bTFsO70uTkhdyDeZkiBsBjAiXnGxpgaU5wNcJdJdo

Sull’efficacia della disinfezione delle mani attraverso detergenti in particolare alcoolici:

http://www.microbiologiaitalia.it/2018/09/18/alcool-tolleranza-una-nuova-minaccia-negli-ospedali/

Crediti alle immagini

Per l’immagine in evidenza:

https://www.sitoufficiale.net/guarire-raffreddore-velocemente/

Per l’immagine del Rhinovirus:

https://www.istockphoto.com/it/foto/rhinovirus-isolated-on-white-background-gm623281938-109257003

Per l’immagine dell’ Orthomyxovirus:

https://slideplayer.it/slide/8868136/

Per l’immagine dei farmaci:

https://ru.depositphotos.com/103708754/stock-photo-3d-white-people-with-a.html

Per l’immagine della vaccinazione:

http://www.ravennatoday.it/salute/obbligo-vaccini-scuole-espulsi-cosa-succede.html