Virus e pandemie

Cos’è una pandemia e come nasce

Panoramica delle pandemie nella storia

Si può dire per certo che tutti abbiamo visto almeno una pandemia, l’ultima infatti è la famosa Sars-Cov2 provocata da Covid-19 che per due anni ci ha obbligato e ancora oggi ci costringe ad adottare delle misure precauzionali per, se non evitare, almeno inibire la diffusione del virus.

Ma la storia dell’uomo è sempre stata costellata dalle pandemie: si pensi, per esempio, alla peste nera raccontata da Boccaccio nel Decamerone del XIV secolo, o alla peste bubbonica manzoniana del 1630 citata ne I promessi sposi; e poi abbiamo le storie più recenti come l’influenza spagnola della I guerra mondiale che uccise almeno 50 milioni di persone.
Per non parlare poi dei casi di Mucca pazza e dell’aviaria.

Salto di specie

Un virus è costituito da un involucro esterno detto capside formato da proteine al cui interno è presente il codice genetico del virus stesso, l’RNA.

Capside di un crenarchaeal virus
Figura – Capside virale

Il cosiddetto salto di specie (in termini medici zoonosi), avviene nel momento in cui il patogeno riesce ad adattarsi ad un ambiente diverso da quello di origine, grazie ad una determinata mutazione. Quando un virus muta, significa semplicemente che riesce a modificare la sequenza proteica sulla superficie del proprio capside in modo da penetrare in un organismo estraneo e infettarlo. Condizione fondamentale perché ciò si verifichi è il prolungato contatto tra due specie differenti, di cui una è portatrice sana del patogeno che l’altro individuo non è in grado di riconoscere.

L’RNA è una molecola abbastanza instabile che si replica innumerevoli volte e per la maggior parte dei casi provoca cambiamenti incompatibili con la vita; ma può accadere che, al contrario, si verifichi un rafforzamento del patogeno che quindi resiste e penetra nell’organismo umano. La stessa influenza, che oggi è una malattia periodica tipica dell’inverno non ci spaventa più, ma pochi sanno che anche questa tipologia di virus è passata dai bovini all’uomo, molto probabilmente nell’era mesolitica, quando l’Homo sapiens imparò ad allevare gli animali per avere una fonte di cibo molto più stabile e sicura rispetto alla caccia.

Quando si parla di pandemia

Nel momento in cui il virus penetra in un organismo, ci sono due possibili esiti: o il patogeno viene riconosciuto subito e debellato, oppure il corpo si ammala e l’individuo trasmette la malattia ad altre persone. In quel caso, se le conseguenze dell’infezione virale sono gravi e imprevedibili si parla di pandemia. Se un virus è comune ma viene riconosciuto – e quindi combattuto dalla quasi totalità di organismi di una popolazione, – il concetto di pandemia non sussiste, in quanto la malattia non rappresenta un pericolo per la salute collettiva.

Difatti l’influenza stagionale non era più un problema per gli europei già nel XV secolo, ma quando venne scoperta l’America molte delle popolazioni locali perirono per il virus del raffreddore, semplicemente perché il loro organismo non aveva mai incontrato un patogeno simile. I virus non si combattono con gli antibiotici, ma con vaccini che consistono o nell’iniezione di un virus parziale, che quindi può essere facilmente combattuto dal corpo, o con anticorpi specifici.

Le varie tipologie di vaccino

Esistono almeno tre tipologie di vaccino:

  1. Vaccini ad indebolimento dell’agente patogeno, ricavati iniettando nell’organismo il virus indebolito o privato di una parte del suo codice genetico in modo tale che non sia in grado di provocare la malattia, cosicché l’organismo possa riconoscerlo, preparare gli anticorpi adatti e neutralizzarlo. Esempi di questi vaccini sono quelli per la difterite o per il tetano.
  2. Vaccini proteici ricombinanti, prodotti mediante la tecnica del DNA ricombinante che prevede l’inserimento di materiale genetico codificante l’antigene (una proteina o parte di essa) in microrganismi che produrranno l’antigene. I vaccini che sfruttano questo meccanismo sono quelli per la cura epatite B e meningococco B.
  3. Il vaccino a RNA messaggero fornisce all’organismo informazioni sulla struttura del virus, permettendo così all’organismo di produrre proteine virali che vengono riconosciute come estranee e quindi scatenano la risposta immunitaria dell’organismo. Vaccini basati su questo meccanismo sono Moderna e Pfizer contro il Covid-19.

Fonti

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