Virus Marburg in Africa: la Guinea Equatoriale e la Tanzania al centro dell’attenzione

Nuovi focolai di Virus Marburg in Guinea Equatoriale e Tanzania: le ultime notizie”

In Guinea Equatoriale ci sono stati nove casi di malattia da virus Marburg, mentre in Tanzania ne sono stati registrati otto. Questa è una fotografia attuale della situazione, che probabilmente verrà aggiornata nei prossimi giorni poiché testimonial’ondata di casi di questa patologia virale del Virus Marburg in Africa.

Il virus Marburg provoca febbre alta, brividi, dolori muscolari e vomito ed è in grado di causare la morte. Solo nell’ultimo mese, infatti, in questi due Paesi, sono stati registrati rispettivamente sette e cinque decessi dovuti a questa infezione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già lanciato un’allerta e ha collaborato con le autorità locali per intensificare le misure di sorveglianza, test, prevenzione e assistenza. Può il Virus Marburg in Africa diffondersi? facciamo chiarezza.

Il Virus Marburg al microscopio elettronico
Figura 1 – Il Virus Marburg al microscopio elettronico

Allarme Virus Marburg: dall’Africa situazione in evoluzione in Guinea Equatoriale e Tanzania

È importante prestare attenzione a questa situazione, ma senza allarmarsi eccessivamente. Prima di parlare di una “nuova epidemia” e di un rischio mondiale, sono necessarie ulteriori indagini, analisi epidemiologiche e conferme, affiancate da una buona dose di cautela. Al momento, i focolai sembrano essere confinati e contenuti, il che significa che il rischio di una diffusione globale rimane basso.

Il virus Marburg è stato individuato per la prima volta nel 1967 in Germania, tra Marburgo e Francoforte, e a Belgrado. Questo virus appartiene alla stessa famiglia di virus della malattia da virus Ebola (Filoviridae) ed è clinicamente simile ad essa.

Negli anni sono stati registrati sporadici focolai locali in diversi stati dell’Africa subsahariana o in viaggiatori che rientravano da questi Paesi. Sono stati riscontrati solo pochi casi al di fuori del continente africano. Se una persona contrae l’infezione da virus Marburg, può avere febbre alta, forte mal di testa, gravi problemi di diarrea acquosa e dolore addominale. Tuttavia, i problemi non finiscono qui. La malattia è caratterizzata da un tasso di mortalità elevato e, in caso di complicazioni, il decesso può avvenire anche otto o nove giorni dopo l’insorgenza dei sintomi.

Secondo l’OMS, il contagio avviene attraverso il contatto con gli animali portatori di questo virus, ovvero i pipistrelli della frutta Rousettus. Una volta che un individuo viene infettato, il virus può trasmettersi da uomo a uomo attraverso il contatto diretto con sangue, secrezioni o altri fluidi corporei di persone infette.

Esistono vaccini?

Al momento, non esistono vaccini o trattamenti antivirali per la malattia da virus Marburg. Le cure attualmente disponibili prevedono la reidratazione con fluidi per via orale o endovenosa e farmaci per gestire i sintomi specifici.

Il virus Marburg in Africa: Guinea Equatoriale

Il 13 febbraio scorso, la Guinea Equatoriale ha confermato il primo focolaio di malattia da virus Marburg nella propria storia. Una settimana prima, un funzionario sanitario distrettuale aveva manifestato sintomi molto simili a quelli della malattia da Marburg, suscitando preoccupazione tra le autorità locali. I campioni prelevati dall’uomo sono stati inviati al laboratorio di riferimento dell’Institut Pasteur in Senegal per determinare la causa della sua condizione. Su otto campioni testati, uno è risultato positivo al virus.

Il 22 marzo, il Ministero della Salute della Guinea Equatoriale ha confermato altri otto casi di persone positive al virus Marburg, portando a nove il numero totale di casi confermati sul territorio. A questi casi vanno aggiunti i sette decessi registrati.

Ulteriori analisi di laboratorio su altri campioni hanno portato a identificare 20 casi probabili, ma ulteriori indagini sono in corso per confermare queste ipotesi. Tutti i casi sono stati registrati in aree distanti circa 150 chilometri tra loro, il che potrebbe essere sintomo di una più ampia trasmissione del virus.

Al momento, l’Organizzazione Mondiale della Sanità sta collaborando con le autorità nazionali per intensificare le risposte, aumentando le attività di sorveglianza e prevenzione. Inoltre, sta conducendo ulteriori indagini epidemiologiche e svolgendo azioni di sensibilizzazione per rafforzare la consapevolezza pubblica e frenare la diffusione del virus.

Allo stesso tempo, l’OMS sta anche supportando le autorità sanitarie dei vicini Camerun e Gabon per aumentare la loro prontezza e risposta a un’eventuale diffusione della malattia da virus Marburg nei loro confini.

Tanzania

In Tanzania si è verificato un focolaio di infezione da virus Marburg. Il 16 marzo 2023, il Ministero della Salute della Repubblica Unità di Tanzania ha annunciato che sette persone avevano contratto una malattia sconosciuta in due villaggi nel distretto di Bukoba, nella regione di Kagera, nel nord del Paese. Purtroppo, cinque di queste persone sono decedute.

Le autorità sanitarie locali hanno avviato le proprie indagini, confermando attraverso test PCR che si trattava di infezione da virus Marburg. Il 21 marzo è stato dichiarato ufficialmente il primo focolaio di infezione nel paese, mentre il giorno successivo sono stati segnalati otto casi, di cui cinque decessi. Al momento, i tre restanti casi sono in cura.

Dalle indagini delle autorità tanzaniane è emerso che il primo caso di infezione da virus Marburg si era verificato in una persona che aveva effettuato un viaggio dall’isola di Goziba nel lago Vittoria. Dopo il ritorno al proprio villaggio a Bukoba, il paziente aveva manifestato tutti i sintomi della malattia e, dopo pochi giorni, era deceduto nella propria comunità.

Successivamente, quattro ulteriori casi sono stati identificati all’interno della stessa famiglia del paziente, insieme a due operatori sanitari che li avevano curati. Purtroppo, uno di questi operatori sanitari è deceduto.

Burundi

Anche il Burundi potrebbe essere coinvolto nei focolai di infezione da virus Marburg. Secondo un sito web di notizie locali, nei giorni scorsi tre persone sono decedute a causa di una malattia “sconosciuta”. I sintomi registrati includono dolore addominale, sanguinamento nasale, mal di testa, febbre, vomito e vertigini, un quadro familiare che potrebbe far pensare a una malattia da virus Marburg.

Sono attualmente in corso indagini epidemiologiche per confermare la causa della malattia. Gli esperti sanitari sospettano che almeno uno dei decessi sia stato causato da un contagio da Marburg, verosimilmente legato alla vicina Tanzania.

La situazione attuale

I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) stanno monitorando attentamente la situazione dei focolai di infezione da virus Marburg in Guinea Equatoriale, Tanzania e Burundi. Per aiutare a contenere la diffusione della malattia, il CDC ha inviato personale in Africa.

Per precauzione, il CDC ha inoltre esortato i viaggiatori che si recano in questi paesi a evitare il contatto con persone malate e a prestare attenzione ad eventuali sintomi anche per tre settimane dopo aver lasciato i territori africani. Queste misure di prevenzione sono importanti per limitare la diffusione del virus e proteggere la salute pubblica.

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Francesco Centorrino

Sono Francesco Centorrino e faccio parte di Microbiologia Italia, primo sito di divulgazione microbiologica in Italia. Il portale di Microbiologia Italia è utile per condividere conoscenza ed informazioni a chiunque fosse interessato a questa bellissima scienza.