Virus respiratorio sinciziale umano (RSV)

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CARATTERISTICHE

Il virus respiratorio sinciziale umano, dall’inglese Human respiratory syncytial virus, conosciuto anche come RSV è un virus a RNA a singolo filamento appartenente alla famiglia dei Paramyxoviridae. Tale virus è il principale responsabile della bronchiolite e polmonite infantile: la severità del coinvolgimento respiratorio comporta una gran numero di ospedalizzazioni ogni anno nelle diverse unità pediatriche: purtroppo, questo virus, non colpisce esclusivamente i bambini: anche gli anziani ed i soggetti immunocompressi possono esserne gravamente colpiti, essendo le loro difese immunitarie non particolarmente efficaci nel contrastarlo.

Virus respiratorio sinciziale umano al microscopico elettronico
Figura 1 – Virus respiratorio sinciziale umano visto al microscopico elettronico

FILOGENESI

DominioAcytota
GruppoGruppo V (sRNA-)
FamigliaParamyxoviridae
GenerePneumovirus
SpecieRespiratory Syncytial Virus

MORFOLOGIA STRUTTURALE

La singola particella virale, conosciuta più comunemente come virione possiede un rivestimento lipidico (envelope o pericapside) che racchiude un nucleocapside a simmetria elicoidale il cui diametro è di circa 12-15 nm. Le glicoproteine del virione presenti nel pericapside sono rappresentate da una proteina di attacco, detta proteina G ed una proteina di fusione, detta proteina F.

La proteina G media l’adesione del virus ai recettori della cellula ospite, mentre la proteina F è la proteina di fusione che induce la fusione dell’envelope virale con la superficie della cellula ospite: tali proteine rientrano tra i due determinanti antigenici maggiori. In particolare, la proteina F gioca un ruolo importante nella patogenesi, poiché induce la formazione di sincizi e cellule giganti multinucleate che portano a morte cellulare. L’RNA del virus è lineare, a polarità negativa ed a singolo filamento di circa 15.000 nucleotidi, codificante per circa 10 diverse proteine;

Genoma del virus RSV
Figura 2 – Genoma del virus RSV

Nelle proteine codificate dal genoma, ricordiamo principalmente: una nucleoproteina che lega l’RNA genomico, una fosfoproteina e due proteine di matrice, conosciute come proteine M. Queste ultime hanno prevalentemente una funzione strutturale.

La particella virale possiede inoltre un enzima RNA polimerasi (RNA polimerasi RNA dipendente). È bene ricordare che esistono almeno due sottogruppi antigenici (A e B) di RSV, attribuibili ad alcune differenze nella glicoproteina G. Secondo studi epidemiologici sembra che le infezioni da sottogruppo A siano più gravi, ma la rilevanza biologica di queste varianti non è ancora del tutto chiarita.

PATOGENESI

Il RSV si diffonde nelle vie respiratorie superiori generalmente per contatto con secrezioni infettive e come tutti i virus influenzali si replica nelle cellule dell’epitelio respiratorio ciliato; la viremia induce ad un progressivo arresto della sintesi proteica e di acidi nucleici nelle cellule interessate, alla desquamazione delle cellule epiteliali ed al rilascio di enzimi idrolitici lisosomiali.

La componente infiammatoria primaria è costituita dai leucociti mononucleati, ma il recupero vero e proprio dall’infezione inizia con la produzione di interferoni e con la rapida generazione delle cellule natural killer. Nella lisi delle cellule infettate dal virus giocano un ruolo fondamentale i linfociti T citotossici che inducono di conseguenza un controllo dell’infezione, con successiva formazione di anticorpi e la riparazione progressiva del danno tessutale.

Il virus respiratorio sinciziale umano si riscontra in bronchi, bronchioli e negli alveoli, con necrosi delle cellule epiteliali ed infiltrati interstiziali di cellule infiammatorie mononucleate.

Le principali manifestazioni cliniche riguardano:

  • ipercapnia, aumento della concentrazione di CO2 nel sangue;
  • ipossiemia, bassa ossigenazione del sangue;
  • iperespansione polmonare;
  • polmonite;
  • bronchiolite.
Radiografia del torace di un paziente affetto da bronchiolite da RSV
Figura 3 – Radiografia del torace di un paziente affetto da bronchiolite da RSV

METODI DI IDENTIFICAZIONE

Il metodo di identificazione più sensibile e rapido è la rilevazione dell’antigene virale mediante RT-PCR, o mediante rilevazione in immunofluorescenza, in aspirati o lavaggi nasali: più raramente in tamponi naso-faringei.

Generalmente la RT-PCR, sia per la velocità dell’esame sia per la sensibilità diagnostica, è la tecnica più utilizzata. A volte può essere richiesta anche la diagnosi sierologica ma deve essere svolta necessariamente nella fase acuta ed è meno sensibile della RT-PCR sopra menzionata.

TERAPIA

Non essendo ancora presente un trattamento specifico, la terapia per l’infezione da RSV è prettamente di supporto, mediante ossigenazione, idratazione e supporto ventilatorio. La ribavirina per via inalatoria non è invece del tutto efficace.

Sono attualmente in fase di sviluppo e sperimentazione clinica diversi farmaci antivirali specifici contro le proteine di fusione.

Priscilla Caputi

FONTI

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