Virus Zika: non esistono vaccini ma le nanotecnologie ci danno una mano

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By Francesco Centorrino

Revisionato dal Medical Board

Il virus Zika (ZIKV) รจ un virus a RNA della famiglia Flvaviviridae, isolato per la prima volta nel 1974 su un primate in Uganda, nella Foresta Zika. Eโ€™ simile al virus della febbre gialla, della dengue, dellโ€™encefalite giapponese e dellโ€™encefalite del Nilo Occidentale, e nellโ€™uomo causa una malattia definita febbre Zika. Nelle donne gravide si ritiene che possa determinare microencefalia congenita, malformazioni fetali e sindrome diย Guillain-Barr. La trasmissione del virus avviene ad opera di due tipologie di zanzare: Aedes aegypti (regioni tropicali e subtropicali) e Aedes albopictus (Italia). Entrambe le specie possono riprodursi e vivono vicino/dentro le abitazioni umane, e hanno una maggior preferenza per lโ€™essere umano rispetto gli altri animali. Il contagio รจ interumano e avviene tramite contatto diretto con liquidi biologici (sangue, urine, liquido amniotico, sperma, saliva e liquor).

BluBox (BluSense Diagnostic)

Non esistono vaccini contro il virus Zika, ma i ricercatori non mollano. E’ con questo spirito che i due ingegneri Marco Donolato eย Filippo Boscol, fondatori della BluSense Diagnostic in Danimarca, hanno progettato un dispositivo per il riconoscimento del virus Zika. Si chiama BluBox ed รจ una piattaforma di lettura munita di cartucce usa e getta, calibrate per identificare il virus specifico. Su ognuna di esse si applica una goccia di sangue, che viene analizzata con le nano-particelle ricoperte da anticorpi specifici per il virus, e da proteine che, in presenza dellโ€™antigene specifico, inducono agglutinamento. I nano-agglomerati cosรฌ formati vengono fatti ruotare in un campo magnetico generando un segnale misurato dall’unitร  laser Blu-ray e da un fotosensore. La BluBox, quindi, รจ in grado di indicare una relazione tra lโ€™agglutinamento e la quantitร  di sostanza virale. L’enorme potenzialitร  della tecnologia risiede, come affermato da Filippo Bosco, nella capacitร  di poter “addestratre” le nano-particelle al riconoscimento specifico del virus. L’obiettivo principale dei ricercatori รจ, quindi, quello di portare il BluBox in tutte le aree del mondo in cui ci sia necessitร  di un mezzo efficace e economicamente accessibile nella lotta al virus Zika.

Fonti:EpiCentro, Sky tg 24 e Repubblica.it (sezione Salute e Medicina)