Il soffio delle candeline aumenta i batteri sulla torta di compleanno

Un classico della nostra cultura europea è quello di festeggiare ogni compleanno con una bella torta e ad ogni anni festeggiato corrisponde una candelina da spegnere con quanto più fiato si ha in gola.

I ricercatori della Clemson University hanno fatto un esperimento prendendo in considerazione un 17enne che festeggiava il proprio compleanno e hanno fatto soffiare le candeline della torta come di consueto. Dopo aver prelevato dei campioni di torta ed averli piastrati su piastre Petri, hanno incubato i deliziosi campioni ed atteso dopo qualche giorno il risultato: l’articolo, pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of Food Research come “Bacterial Transfer Associated with Blowing Out Candles on a Birthday Cake“, ha evidenziato che soffiare e spegnere le candeline di una torta di compleanno possa far aumentare la popolazione batterica del 1400% rispetto alla carica microbica iniziale. Il motivo sarebbe ovviamente quello del trasferimento in massa di miliardi di batteri che dal cavo orale vengono riversati verso l’esterno.

Nel cavo orale risiedono circa 200 specie di microorganismi tra batteri, funghi e virus. Alcuni microorganismi sono normali commensali ma altri possono divenire patogeni opportunisti in certe situazioni. Il patogeno opportunista è un microorganismo che vive come saprofita o commensale, generalmente poco o affatto virulento, ma che può diventare patogeno approfittando di una condizione di minorata resistenza, e di una deficitaria reattività immunologica dell’organismo ospite. Fattori che possono predisporre a questa condizione opportunistica sono fattori ambientali e genetici, come malnutrizione, presenza di fattori esogeni tossici, danni tissutali, trattamenti antibiotici, gravidanza, esposizione a radiazioni e molto altro.

Batteri del cavo orale organizzati in biofilm

Questo non significa necessariamente che questa abitudine porti a far ammalare le persone invitate alle feste, ma sicuramente sarebbe meglio non far soffiare a persone che hanno delle patologie in essere, ma per questo non è necessaria la scienza, quanto il buonsenso.

 

Francesco Centorrino

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