Ebba Lund (Figura 1) è stata una scienziata e membro della resistenza danese.

Biografia
Ebba Lund nacque a Copenhagen il 22 settembre 1923 e crebbe in una famiglia di stampo conservatore, insieme ai genitori e alla sorella Ulla. Il padre, ingegnere, impose una rigida educazione pietista, usanza che andava di pari passo con quella ricevuta da un loro lontano parente dal nome familiare: Søren Aabye Kierkegaard.
Frequentò il famoso liceo ginnasio “Ingrid Jespersen”, intitolato alla fondatrice omonima, nota pedagoga, che volle promuovere un istituto per sole ragazze.
Ebba si diplomò qui, nel 1942, ma la sua carriera accademica si arrestò, perché qualcosa di più importante aveva catturato il suo interesse e ne richiedeva le energie.
Gli anni della guerra
Nonostante la dichiarata neutralità allo scoppio della seconda guerra mondiale, la Danimarca venne occupata dai nazisti nel 1940, nell’ambito dell’operazione Weserübung che prevedeva l’invasione e il controllo dei territori della Danimarca e della Norvegia.
Come noto, i danesi non opposero troppa resistenza e divenne di fatto un protettorato, con il governo e il re che si rassegnarono ad una tiepida collaborazione con i tedeschi.
In questo contesto si inserisce l’attivismo di Ebba Lund, che iniziò la sua attività di resistenza con la propaganda a mezzo stampa, tramite il Frit Danmark, un giornale clandestino, che si impegnava a stampare con la sorella Ulla.
Tale attivismo si fece poi più intenso, dopo l’ingresso nel gruppo “Holger Danske”, dove programmavano vere e proprie azioni di sabotaggio.
Ma soprattutto, fu l’impegno per salvare gli ebrei danesi a renderla celebre. Organizzando dei trasferimenti in accordo coi pescatori al porto, Ebba fu in grado di salvare circa 800 persone dalle persecuzioni naziste, portandole in salvo in Svezia (Figura 2).

Grazie ai fondi che reperiva, alla corruzione dei militari tedeschi e ad una pianificazione dettagliata, Ebba attendeva gli ebrei di volta in volta al porto, facendosi riconoscere poiché indossava un cappello rosso, fatto che la renderà celebre come, appunto, “Pigen med den røde hue” (La ragazza dal cappello rosso).
Evitò in seguito l’arresto quando i tedeschi stanarono il suo gruppo poiché venne ricoverata in ospedale a causa di un avvelenamento.
Ma a quel punto la guerra stava per finire e con essa la sua attività di resistenza.
La ripresa degli studi
Finita la guerra, Ebba si iscrisse all’Università Tecnica della Danimarca, dove studiò ingegneria chimica, microbiologia ed immunologia.
Le sue prime esperienze lavorative si registrarono all’Università di Copenhagen, prima, e in seguito con un incarico alla Fondazione Carlsberg, altro nome che può suonare familiare.
Dopo il primo matrimonio, si trasferì a Göteborg, dove lavorò al Sahlgrenska University Hospital; qui approfondì gli studi sul Poliovirus.
Nel 1966 tornò a Copenhagen in qualità di capo dipartimento presso la “Royal Veterinary and Agricultural University”; un incarico di grande prestigio se consideriamo il fatto che qui divenne la prima docente donna dell’ateneo, posizione che tenne dal 1969 al 1993, anno del suo pensionamento.
Parallelamente, collaborò con la “Danish Fur Breeders”, in una ricerca per la cura della plasmocitosi virale dei visoni.
Dal 1970 al 1976 ricoprì la carica di presidente del dipartimento di patologia. Fu una delle tante nomine di una carriera incredibile, dedita alla ricerca, che la portarono ai vertici della scienza in quegli anni. Vale la pena ricordare il suo impegno come consulente presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la Commissione Europea per la trasmissione delle malattie, con particolare attenzione per le zoonosi e la trasmissibilità di malattie virali collegate all’inquinamento delle acque.
Un’importante eredità
Ebba Lund fu una donna che riuscì a diventare un punto di riferimento per il genere femminile. Divorziata e risposata, rimarcò sempre la causa del suo genere mostrando grandi doti umane e una straordinaria forza di volontà. A livello umano e sociale portò le donne a raggiungere una migliore considerazione ed una maggiore consapevolezza della propria forza mentale, aiutando ad uscire dagli schemi del rigido patriarcato con cui egli stessa era cresciuta da piccola.
A livello scientifico, il prestigio e il numero delle sue cariche e delle sue pubblicazioni parlano per lei. Diede un grande spunto alla ricerca sia grazie ai suoi studi, sia per la grande impronta che lasciò ai propri studenti che ebbero la fortuna di essere supervisionati da una delle menti più forti, brillanti ed enciclopediche del suo tempo.
Si spense a Copenaghen, dopo una vita incredibile, nel 1999.
Focus: gli studi sul poliovirus
Ebba Lund portò a termine numerosi studi durante la sua carriera. Per importanza, visto il contributo e il periodo in cui arrivarono, è giusto accennare agli studi sul Poliovirus.
Fu durante il suo soggiorno in Svezia che Ebba dovette fronteggiare un’epidemia di polio.
Subito si mise al lavoro con l’obiettivo di capire di più i meccanismi di azione del virus e la sua patogenicità. La sua ricerca consistette nel mettere a punto nuovi metodi di coltura cellulare per osservare il comportamento del virus e giungere ad una diagnosi. Questo lavoro portò alla successiva tesi di dottorato, incentrata su l’inattivazione ossidativa del virus. Fu un importante punto di partenza per le ricerche successive sul tema e in generale su l’inattivazione dei virus, tema che ritornò in seguito anche in altri lavori di Ebba.
Contributo scientifico
Ebba Lund ha scritto una pagina importante nella storia della microbiologia e virologia, grazie a tanti e vari studi che la videro impegnata nel corso di tutta la sua vita nel dopoguerra.
Oltre agli importanti studi sul poliovirus, che poterono vedere dei progressi grazie alle sue intuizioni, si fece notare anche il suo impegno nella medicina veterinaria. Prima, nello studio della plasmocitosi virale del visone, quando riuscì ad individuare un antigene utile per la diagnosi della malattia; poi, con importanti studi sull’afta epizootica e la febbre suina.
Inoltre, compì delle ricerche sull’isolamento dei virus da acque marine e reflue, che contribuirono a creare una corposa letteratura sulla trasmissibilità delle malattie dagli animali all’uomo.
Nell’arco della sua carriera, scrisse ben 124 articoli e 2 libri di testo, indirizzati agli studenti di veterinaria.
Premi e riconoscimenti
Ebba Lund poté godere di grande reputazione nel suo paese, dove ottenne anche dei premi di valore.
Nel 1975 ottenne il prestigioso titolo di Cavaliere dell’ordine di Dannebrog, istituito nel XVII secolo.
Nel 1985 ricevette un riconoscimento per il suo operato durante la Resistenza.
Di lei rimangono tante produzioni scientifiche e la testimonianza di una vita spesa a servizio degli altri.
Concesse una meravigliosa intervista nel 1994 presso lo “United States Holocaust Memorial Museum”, in cui racconta con dettaglio gli anni della sua giovinezza.
Fonti
https://www.kvinfo.dk/side/597/bio/1820/origin/170/
https://collections.ushmm.org/search/catalog/irn513389